MINICAR, MAXI STRONZI! SI AGGRAVANO LE ACCUSE NEI CONFRONTI DEI DUE MINORENNI CHE A BORDO DI UNA MINICAR HANNO AGGREDITO 6 PERSONE A ROMA, IN ZONA MONTEVERDE. TRA LE VITTIME ANCHE L’ATTORE DAVIDE IACOPINI, RICOVERATO IN GRAVI CONDIZIONI DOPO 2 INTERVENTI CHIRURGICI – I RAGAZZI, OLTRE CHE PER TENTATO OMICIDIO E LESIONI SONO INDAGATI ANCHE PER PERCOSSE, E RISCHIANO SETTE ANNI - MARTEDÌ SARANNO INTERROGATI DAL PM DELLA PROCURA DEI MINORI – LA RICOSTRUZIONE DELLA SERATA IN CUI HANNO AGGREDITO IACOPINI. I DUE MOSTRANO DI NON AVER COMPRESO L’ENTITA E LE CONSEGUENZE DELLE LORO AZIONI - “SICURAMENTE ABBIAMO FATTO QUALCOSA, MA ERANO SCHERZI”
Andrea Ossino e Luca Monaco per la Repubblica - Estratti
BANDA MINICAR IMMAGINI LA 7- DAVIDE IACOPINI
Prima il tentato omicidio. Poi le lesioni. Adesso anche le percosse. Si aggrava la posizione dei due minorenni che, a bordo di una minicar, hanno trasformato le strade di due quartieri residenziali di Roma — Monteverde e Testaccio — in un percorso di violenza.
Sei aggressioni in 48 ore. Pedoni, ciclisti, persone in monopattino. Colpiti per strada, senza una ragione. «Per scherzo», sostengono i ragazzi. Un gioco che ha lasciato l'attore Davide Iacopini in un letto d'ospedale, in condizioni ancora gravi, dopo due interventi chirurgici.
L'inchiesta è passata alla procura dei minori di Roma. I magistrati coordinati dalla procuratrice Giovanna Lebboroni hanno aperto un fascicolo, aggiungendo alle ipotesi di reato già formulate dal pm Ambrogio Cassiani anche quella di percosse: con queste contestazioni i due rischiano almeno sette anni. Ma il quadro accusatorio potrebbe pesare anche sulle eventuali misure cautelari. Prima però c'è una data: martedì.
Il sedicenne e il diciassettenne identificati dai carabinieri di San Pietro e dalla polizia locale di Monteverde saranno interrogati formalmente come indagati. Solo dopo potranno arrivare eventuali provvedimenti restrittivi.
A raccontare quello che è successo, però, sono stati loro. Perché quando i carabinieri li hanno individuati, i ragazzi sono stati ascoltati inizialmente come persone informate sui fatti. Poi sono arrivate le prime ammissioni. E il pubblico ministero ha dovuto interrompere il verbale. Gli atti sono finiti alla procura minorile. Quelle poche parole raccontano molto.
Soprattutto il modo in cui i ragazzi sembrano aver vissuto le quarantotto ore tra il 4 e il 5 ottobre. «Sicuramente abbiamo fatto qualcosa, ma erano scherzi».
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La sera in cui la minicar raggiunge Davide Iacopini, in monopattino. Il ragazzo racconta: «Ci siamo affiancati a un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, e lì il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide».
Nega il calcio. E spiega perché avrebbe perso una scarpa: «Non perché gli ho dato un calcio, ma mentre aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa e poi sono comunque tornato a prenderla». Martedì, davanti ai magistrati e con i difensori, i due dovranno ricostruire quelle notti.


