suore

SUORA PRO NOBIS - I CONVENTI DEL NOSTRO PAESE OSPITANO DECINE DI MIGLIAIA DI DONNE ITALIANE E STRANIERE: MOLTE MONACHE SI RITROVANO A VIVERE IN CONTESTI DI OBBEDIENZA TOTALE E SUBISCONO ABUSI - UNA TESTIMONIANZA SULLA VITA CONVENTUALE: “L’INTERA NOSTRA ESISTENZA ERA GOVERNATA DA REGOLE CHE STABILIVANO NEI MINIMI DETTAGLI COSA DOVESSIMO FARE E COME LO DOVESSIMO FARE. OGNI SPAZIO DI LIBERTÀ ERA SOPPRESSO” - IL LIBRO 

Estratto dall’articolo di Marco Marzano per “Domani”

 

suore

Il mio nuovo libro (Ancelle. Le suore, l’obbedienza, gli abusi, Rubbettino) è dedicato alla vita consacrata femminile, alle suore e alle monache, cioè a un mondo dimenticato e marginale che, seppure in declino, ospita ancora, nei conventi e nei monasteri del nostro paese, decine di migliaia di donne italiane e straniere. 

 

Gli stili organizzativi di queste istituzioni sono quelli ereditati dal passato e riflettono bene la concezione che delle donne prevale all’interno della Chiesa cattolica. Al centro della loro vita sociale c’è un valore che sovrasta tutti gli altri: quello dell’obbedienza cieca e incondizionata, premessa della sistematica commissione di abusi spirituali, fisici e psicologici.

 

libro marco marzano ancelle le suore l obbedienza gli abusi

Tutte le analisi e le interpretazioni contenute nel libro sono costruite da racconti, da storie di trentanove consacrate ed ex consacrate che ho incontrato e intervistato. Nelle pagine del libro si trovano vicende come quella di Giuliana (nome di fantasia), una donna matura e colta (oggi attivamente impegnata nel campo del sostegno al rinnovamento ecclesiale) che, qualche anno fa, travolta da una crisi esistenziale, maturò la decisione di entrare in una rinomata comunità religiosa.

 

«A quel tempo venni certamente mal indirizzata dai sacerdoti che incontrai, che non mi aiutarono a discernere [...] Insomma, finii per chiedere di entrare nell’istituto dove avevo fatto per qualche tempo la volontaria non prima di essermi liberata di ogni gravame “mondano”, cioè di aver venduto tutto quello che avevo offrendone il ricavato alla congregazione [...]».

 

L’impatto con la realtà della vita conventuale fu per Giuliana devastante. «Eravamo – ha ricordato Giuliana – totalmente private di ogni libertà. L’intera nostra esistenza era governata da regole che stabilivano nei minimi dettagli cosa dovessimo fare e come lo dovessimo fare. Ogni spazio di libertà era soppresso, il potere delle cape era equiparato a quello di Dio: assoluto e incontestabile. L’organizzazione decideva di cosa ci dovessimo cibare e di come dovevamo stare sedute a tavola; quando stare sveglie e quando dormire (ad esempio, ogni giorno dopo pranzo per mezz’ora) e così via. Il controllo su di noi era totale, come e più che in un carcere: per dirne una, dormivamo in grandi camerate di almeno venti donne, nelle quali ciascun letto era separato dagli altri solo in virtù di due pannelli di legno laterali [...] Non si dormiva più di una settimana nello stesso letto». [...]

suore

 

L’organizzazione del tempo in quel convento era più implacabile di quella di una fabbrica fordista. Le mansioni assegnate (pulire la casa, confessarsi, pregare, cucinare e lavorare nel servizio di assistenza ai poveri) esaurivano ogni minuto della giornata. Ogni mezz’ora una campanella, definita dalle superiore la “voce di Cristo”, suonava per segnalare il cambio di attività.

 

Quel suono equivaleva a un ordine perentorio che andava eseguito senza eccezioni, nemmeno minime. Ad esempio, una delle attività nelle quali le suore erano impegnate consisteva nell’asportare con una forbicina i fili d’erba da un campo di trifogli. L’esercizio veniva compiuto almeno tre volte a settimana e per questo motivo trovare un filo d’erba da asportare era un evento raro.

 

Suore convento

«Un giorno – mi ha raccontato Giuliana – avevo miracolosamente trovato un filo e stavo per tagliarlo proprio nel momento in cui suonò la campanella. Procedetti a tagliarlo ugualmente. Ci misi forse due o tre secondi, ma furono sufficienti a procurarmi una violenta lavata di capo da parte della maestra delle novizie, che mi sgridò duramente dicendomi che non avevo seguito la “voce di Gesù”, che ero cattiva, che dovevo essere più obbediente, eccetera».

 

Un’interpretazione esasperata e integralista della povertà caratterizzava l’intera vita del convento. L’edificio che ospitava le suore era privo di fon e i capelli andavano lavati con un detersivo per stoviglie e fatti asciugare “naturalmente”, anche d’inverno.

 

A ciascuna suora veniva assegnato un secchio personale, identificabile e riposto nel bagno comune. Quel recipiente serviva per molti usi: lavare il corpo (in una sala comune una volta alla settimana) ma anche detergere il pavimento e sciacquare gli stracci adoperati come assorbenti per le mestruazioni (l’uso di quelli igienici era severamente vietato).  [...]

Suore convento Suore convento suore suore

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO