IL VERO NEMICO GLI ISRAELIANI LO HANNO IN CASA – NUOVA SPUTTANATION PER NETANYAHU, ACCUSATO DI ESSERE A CONOSCENZA DELLA MATTANZA COMPIUTA DA HAMAS IL 7 OTTOBRE 2023: ALLE ACCUSE DEL GIORNALE “HAARETZ”, SECONDO CUI “BIBI” ERA STATO INFORMATO DELL’ATTACCO DA MOHAMMED BIN ZAYED, IL PRESIDENTE DEGLI EMIRATI ARABI UNITI, SI AGGIUNGONO QUELLE DELLA RIVISTA “ATLANTIC” CHE RICOSTRUISCE IL VOLO DI ABBAS KAMEL, DIRETTORE DEI SERVIZI SEGRETI EGIZIANI, A TEL AVIV PER INCONTRARE UN EMISSARIO DEL MOSSAD E METTERLO IN GUARDIA – IL GIORNALE ISRAELIANO “YEDIOTH” SGANCIA LA BOMBA: DAL 2018 NETANYAHU HA PERMESSO AL QATAR DI CONSEGNARE VALIGIE CON MILIONI DI DOLLARI AI FONDAMENTALISTI SPERANDO DI POTER “COMPRARE” LA CALMA A GAZA, SCONGIURANDO UN ACCORDO DI PACE. QUEI SOLDI SONO FINITI NEGLI ARSENALI DEI JIHADISTI...
Estratto dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”
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La coalizione che vuole scalzare Benjamin Netanyahu dal potere dopo un ventennio è convinta che gli elettori il 27 ottobre puniranno chi guidava allora la nazione. [...]
Mentre i vertici della sicurezza si sono dimessi tutti, Bibi non si è mai preso alcuna responsabilità: alle inchieste giornalistiche uscite in queste settimane ha risposto negando, eppure la causa per diffamazione minacciata contro il quotidiano Haaretz non è ancora stata avviata.
VIGNETTA ELLEKAPPA NETANYAHU 7 OTTOBRE
La rivista americana Atlantic è l’ultima in ordine di tempo ad aggiungere un tassello. Scrive del Cessna usato da Abbas Kamel, il baffuto direttore dei servizi segreti egiziani, e fatto rullare fino a un’aviorimessa utilizzata per incontri riservati all’aeroporto Ben-Gurion vicino a Tel Aviv.
Aggiunge così dettagli a un’indiscrezione già emersa due giorni dopo gli attacchi ai villaggi nel sud di Israele: Il Cairo avrebbe avvertito Netanyahu «della mobilitazione dentro a Gaza». Il premier aveva negato allora e ribadisce di «non aver incontrato o parlato con Kamel nei mesi precedenti al 7 ottobre. Nessun funzionario della nostra intelligence mi ha passato un allarme di questo tipo».
La difesa di Bibi è riassunta nell’ultima frase: non sapevo. E se qualcuno ai vertici della sicurezza sapeva, non l’ha detto a me. L’ Atlantic ammette che Kamel potrebbe aver visto all’ombra dell’hangar un emissario del Mossad, i servizi segreti israeliani.
Il quotidiano New York Times presenta la ricostruzione con fonti proprie della rivelazione che ha dato inizio a questa sequenza: venti giorni fa il giornale Haaretz pubblica l’anticipazione del libro scritto in oltre due anni dai reporter israeliani Shlomi Eldar e Ruth Yuval. Raccontano — e il New York Times corrobora — che Mohammed bin Zayed, il presidente degli Emirati Arabi Uniti (che Bibi avrebbe incontrato peraltro ieri ad Abu Dhabi), ha chiamato Netanyahu e lo ha avvertito: «Hamas sta pianificando un’operazione in grande scala». Il premier non avrebbe passato l’informazione ai vertici della sicurezza, come ha confermato ieri Yoav Gallant, l’ex ministro della Difesa.
In una riunione con i generali e i capi dei servizi segreti nei giorni successivi — continua il New York Times — avrebbe anzi ripetuto che l’obiettivo era mantenere la quiete nella Striscia perché qualunque mossa militare avrebbe potuto sabotare le possibilità di normalizzazione diplomatica con l’Arabia Saudita.
[...] il primo ministro ha guardato lontano verso l’orizzonte globale degli accordi di Abramo. Quel che succedeva in basso — nella Striscia di Gaza — gli sembrava superabile costruendo il «Nuovo Medio Oriente». Soprattutto era convinto di poter pagare la calma nella Striscia: Hamas al potere e le divisioni interne ai palestinesi gli servivano a scongiurare qualunque negoziato di pace. Così fin dal 2018 — Yedioth ha pubblicato nuovi documenti — decide di permettere al Qatar di consegnare valigie con milioni di dollari ai fondamentalisti. Nonostante i timori dei servizi segreti: quei contanti finiranno per alimentare gli arsenali jihadisti.
L’inchiesta di Eldar e Yuval, anticipata da Haaretz , mette al centro un ex ministro dell’Autorità palestinese, chiamato in codice «Occhi di carbone» dagli 007 israeliani.
Dopo la pubblicazione, Sufian Abu Zaida ha dichiarato di essere la fonte dell’avvertimento passato da Bin Zayed. È lui — spiega — ad aver parlato con Sinwar che minacciava un «terremoto» se Israele non avesse accettato di procedere con i negoziati allora in corso.
Netanyahu, ancora una volta, sembra convinto che sia questione di soldi e dà il via libera perché l’invio di fondi attraverso il Qatar riprenda. Una decina di giorni dopo 1.200 persone sono state ammazzate e 251 rapite dai terroristi di Hamas. Nell’offensiva ordinata in rappresaglia dal primo ministro oltre 75 mila palestinesi sono stati uccisi.
ABBAS KAMEL
attacco di hamas del 7 ottobre 2
DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU





