DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA...
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Siamo nel 2026, la comunicazione digitale via social ha gettato nell'angolo dell'irrilevanza la galassia cartacea di Gutemberg, ma i nostri leader politici continuano a ragionare con i vecchi mezzi di comunicazione.
E così, mentre l’universo di riferimento cambia radicalmente, lo scellerato e masochistico duello rusticano tra Elly Schlein e Giuseppe Conte per la leadership del Campo largo passa ancora a mezzo stampa.
Tutto inizia quando, nella pieno della callara estiva, lo scorso 21 agosto, il leader del M5s invia una bella letterina a “la Repubblica” sostenendo che la “cultura woke” (da stay woke, "rimanere svegli") non può costituire l’ossatura ideologica di una “forza progressista”.
Ma Conte prende fischi per fiaschi: dal momento che il wokismo sta a indicare la consapevolezza e l'attivismo nei confronti delle ingiustizie sociali, in particolare il razzismo, il sessismo e la discriminazione verso le minoranze, l'idea di ripudiarlo non è mai passata per l'anticamera del cervello dei dem americani. L'auto-critica innescata dalla pasionaria democratica Ocasio-Cortez era rivolta agli eccessi provocati dal wokismo senza limitismo (vedi la "cancel culture").
ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL MOVIMENTO - VIGNETTA ITALIA OGGI
Da parte del Nazareno, l'uscita di Peppiniello fu vista come un mero pretesto per mollare uno sgambetto alla segretaria multigender, che proprio sui temi dei diritti civili dell’universo woke ha costruito il suo personaggio e la sua ascesa nel partito.
(Europarlamentare del Partito Democratico dal 2014 al 2019, Schlein ha fatto parte, tra l’altro, delle commissioni per le Libertà civili e per i Diritti della donna e l'uguaglianza di genere. Dal 2020 al '22, Elly ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e di assessora al contrasto alle diseguaglianze e alla transizione ecologica nella giunta guidata da Stefano Bonaccini.)
Quella lettera di Conte a "Repubblica", che terminava tirando le orecchie alla segretaria con tre passaporti e una fidanzata invitandola ad occuparsi dei “temi concreti” della malconcia società italica, di fatto rifilava un calcione alla sua competitor per la candidatura a premier e alla sua narrazione politica, dove non perde occasione di .
E così, dopo la botta incassata, Schlein ha pensato bene di restituire il colpo a Conte. Al momento opportuno, quando il cetriolone del caro-carburanti è diventato il tema centrale nel dibattito politico, la segretaria del Pd ha voluto rimettersi al centro del villaggio e sottolineare di essere l’unica controparte di Giorgia Meloni, dal momento che è lei la segretaria del maggior partito del centrosinistra. E lo ha fatto, sempre con una lettera a “la Repubblica”, in cui ha teso la mano a Lady Giorgia per invitarla a trovare insieme soluzioni per la crisi energetica che rischia di mandare all'aria il Belpaese.
E, come aveva fatto già da Conte sul tema woke, anche in questo caso Elly si è mossa senza avvertire preventivamente nemmeno il suo alleato Avs. Una scelta arrogantella per ribadire che non deve rendere conto a nessuno perché è lei, solo lei, la leader del centrosinistra e unico interlocutore della Meloni.
nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli (4)
Ma essendo il destinatario della missiva una politica scafatissima e furbissima come la Ducetta della Garbatella, la mossa di Elly si è rivelata un boomerang. Invece di accettare l’invito a un dialogo, la premier ha rigirato la frittata, sbertucciandola: ha ringraziato la leader dem per “avere riconosciuto il lavoro del governo”.
Dopo la manovra maldestra Schlein, apertamente criticata dal M5s e Avs, come contro-reazione, Conte ha accelerato, ingranando la quinta sul “no” secco al sostegno italiano di armamenti e finanziamenti all’Ucraina, sottolineando l'attuale stato comatoso dell'Unione Europea (la stessa che concesse a Conte premier i 200 miliardi del Pnrr).
Una questione che mette in difficoltà il Pd, sempre più spaccato al suo interno, come dimostra l’uscita della segretaria dei giovani dem, Virginia Libero, che ha sbraitato: “I giovani in Italia non hanno nessuna intenzione di imbracciare le armi per andare a combattere una guerra per Trump, Putin o Netanyahu”.
ITALIA IN FONDO ALLA CLASSIFICA DEL SOSTEGNO DEI GOVERNI OCCIDENTALI ALL UCRAINA
Sullo sfondo rimane il tema centrale di quanto realmente l’Italia abbia sostenuto finora Kiev, soprattutto se confrontato con gli altri paesi europei. Ovvero, poco. In termini assoluti si parla di tre miliardi di euro dal 2022 a oggi che, tradotto, si tratta di 50 euro pro-capite per ogni italiano. Una cifra notevolmente più bassa dei 230 euro pro capite della Germania o dei 206 euro della Gran Bretagna, ma anche dei 90 euro della Francia.
Dietro la presa di posizione sempre più netta di Giuseppe Conte contro gli aiuti all’Ucraina, rimarcata alla kermesse Nova a Milano perché sente il fiato sul collo dei nemici nel suo mondo, su tutti Beppe Grillo, che è ricicciato sul podcast di Fedez proprio alla vigilia della lunga campagna elettorale e minaccia di erodere voti all'"usurpatore con la pochette" rilanciando la linea “dura e pura” del Movimento originario.
volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse
NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI
GIORGIA MELONI CONTRO ELLY SCHLEIN - FENIX
IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI
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