derby roma lazio

SUL DERBY SI E’ CONSUMATA L’ENNESIMA GUERRA DEL CALCIO ITALIANO! DIETRO LA SFIDA SULL’ORARIO DELLA PARTITA C'ERA IL BRACCIO DI FERRO TRA IL GOVERNO E IL MONDO DEL CALCIO – L’ESECUTIVO CON ABODI E GIORGETTI (SPALLEGGIATI DA LOTITO) VUOLE COMMISSARIARE LA FEDERCALCIO E PENSAVA DI SFRUTTARE IL CAOS DERBY PER INFLIGGERE UN ALTRO COLPO ALLA CREDIBILITÀ DEL MONDO DEL PALLONE. IL CALCIO VOLEVA RIAFFERMARE LA PROPRIA AUTONOMIA ANCHE SE PROGRAMMANDO IL DERBY NEL GIORNO DELLA FINALE DEGLI INTERNAZIONALI LA LEGA A HA MOSTRATO INSIPIENZA E STRAFOTTENZA IL PESO DEL FATTORE ULTRA’: I ROMANISTI AVEVANO MINACCIATO DI NON ENTRARE ALLO STADIO COME I LAZIALI E TUTTO LASCIAVA PRESAGIRE SERI RISCHI PER L’ORDINE PUBBLICO…

Da ilnapolista.it

 

Una classica storia italiana che possiamo descrivere usando le stupende parole di Fabrizio De Andrè: “E lo stato che fa? Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.

DERBY LAZIO ROMA

 

Dopo polemiche, minacce, proteste, ricorso al Tar respinto al mittente senza alcuna pronuncia, la soluzione finale in extremis è che si gioca tutti alle 12. Così, la Lega può dire di essere venuta incontro alle esigenze della prefettura, cioè dello stato italiano: ma sarebbe come il commento di un allenatore che, avendo vinto la partita, renda merito agli sconfitti.

 

E la prefettura può dire di aver costretto il calcio ad anticipare di mezz’ora le gare rispetto all’orario previsto: ma sarebbe come il commento di un allenatore, la cui squadra abbia perso 4-1, che sottolinei il gol della bandiera.

 

PIANTEDOSI GIANNINI

Una cosa va sottolineata: la vera posta in gioco non era certo l’orario delle partite, ma piuttosto un braccio di ferro tra governo e calcio. Il primo vuole commissariare la Federcalcio e voleva sfruttare l’occasione per infliggere un altro colpo alla credibilità – se possiamo chiamarla così – del mondo del pallone. Il secondo voleva riaffermare la propria autonomia, che nei fatti si traduce come libertà di fare i propri comodi. E il rivestimento retorico? Per la Lega “l’interesse dei tifosi”, per il governo “l’ordine pubblico”: ah beh sì beh, ah beh sì beh, avrebbero commentato Dario Fo e Enzo Jannacci.

 

PIANTEDOSI GIANNINI

Ora, che la Lega si preoccupi dei tifosi è una battuta degna del vecchio salone dell’umorismo di Bordighera, e che la prefettura fosse preoccupata dell’ordine pubblico per due eventi in cui la distanza tra la fine dell’uno e l’inizio dell’altro era di due ore e mezza lascia più di un semplice dubbio. A maggior ragione ove si pensi che la soluzione inizialmente imposta, giocare lunedì sera alle 20,45, era quella che da anni proprio la prefettura aveva vietato: evidentemente, gli ultras romanisti e laziali sono diventati seguaci del Papa e non ce lo hanno fatto sapere.

 

 

Certo, nel programmare il derby nel giorno della finale degli Internazionali di tennis, la Lega ha mostrato più strafottenza che insipienza.

 

Tuttavia, la domanda vera è: dove sta la novità? Fa così da anni. E lo può fare perché il calcio è diventato sempre più il simbolo contemporaneo del “panem et circenses”.

ABODI BUONFIGLIO

 

Dagli stadi che da tempo sono luoghi extraterritoriali al numero delle partite aumentato progressivamente e spalmato ormai su quasi tutti i giorni della settimana, dalla vecchia schedina alle nuove scommesse con il sogno di fare soldi, dalle radio alle tv che parlano di calcio quasi in ogni momento della giornata: un’arma di distrazione di massa sempre più sofisticata.

 

E, per restare a questo secolo, come dimenticare la legge 17 del 21 febbraio 2003, cosiddetta spalma debiti, che trasformò d’un tratto bilanci taroccati in bilanci veritieri? Sempre a chiedere soldi, in nome dell’importanza del calcio per l’economia italiana”:

 

lotito abodi

una questua ininterrotta, protratta fino a poche settimane fa, con la Lega che vuole la reintroduzione della legislazione fiscale di favore per i calciatori provenienti dall’estero e la partecipazione ai proventi delle scommesse. Perciò, inutile stupirsene: è una vicenda già trattata in letteratura, quella dell’orrenda creatura assemblata dal dottor Frankenstein che si rivolta contro di lui. E anche stavolta ha vinto l’orrenda creatura.

 

 

DERBY ALLE 12, DECISIVA LA MINACCIA DEGLI ULTRÀ

Da ilnapolista.it - Estratti

Se non ci scappasse da ridere, ci metteremmo a piangere. Ma non è il caso per qualche partita di calcio. La Prefettura ha ritirato l’ordinanza con cui aveva disposto il derby (e le altre partite Champions) per lunedì sera. Ha trovato l’accordo con la Lega Serie A, ne ha accettato la proposta e quindi si giocherà a mezzogiorno (...)

giancarlo giorgetti ed andrea abodi foto mezzelani gmt 054

 

Repubblica scrive:

 

Nella decisione ha inciso la posizione degli ultrà della Roma, che avevano minacciato di non entrare allo stadio qualora il derby si fosse giocato lunedì. Una situazione potenzialmente esplosiva, considerando che pure il tifo organizzato della Lazio resterà fuori per protesta. È molto triste pensare che la minaccia degli ultrà riesca a condizionare e a far cambiare la decisione di Prefettura e Questura di Roma. Un’altra pagina ridicola per il nostro Paese. Non è la prima e ahinoi non sarà l’ultima. L’ennesima figuraccia di fronte al mondo calcio. Ovviamente alle 12 di domenica giocherà anche il Napoli a Pisa.

ezio simonelli foto mezzelani gmt1205ignazio la russa ezio simonelli foto mezzelani gmt1209ezio maria simonelliezio maria simonelli

andrea abodi e giancarlo giorgetti foto mezzelani gmt029

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