2026divano1709

IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - CHE VEDIAMO STASERA? OGGI PARTE UN CURIOSO ESPERIMENTO SU RAI PLAY, “FOMO - FEAR OF MISSING OUT”, CHE TRADUCO COME “LA PAURA DI ESSERE ESCLUSI”, CHE SEGUE UN GRUPPO DI RAGAZZI DI UN LICEO DEL CENTRO DI ROMA NEGLI 86 GIORNI CHE LI DIVIDONO DALL'ESAME DI MATURITÀ. POTREBBE ESSERE UNA SORPRESA - MI SONO SPARATO SU AMAZON LA NUOVA RACCOLTA "NOVECENTO" A 2,99 EURO A FILM, “I VITELLONI” DI FELLINI, UNA COPIA RESTAURATA MAGNIFICA, E, CONVINTO DA CIRO IPPOLITO, “TUPPE TUPPE MARESCIÀ”. IL FILM, MI HA DETTO CIRO, È DA VEDERE PER MARIA PARIS, LA PIÙ FULGENTE STAR DELLA MUSICA NAPOLETANA… - VIDEO

 

fomo – fear of missing out 6

Marco Giusti per Dagospia

 

Che vediamo stasera? Intanto oggi parte un curioso esperimento su Rai Play, “FOMO – Fear of Missing Out”, che traduco come “la paura di essere esclusi, la paura di non farcela, ma anche di non essere connessi”.

 

Scritto e diretto da Pietro Daviddi e David Gallerano, dopo “Miss Italia non deve morire”, prodotto dalla Our Films di Mieli-Immirzi-Gianani,è una docuserie di 12 puntate, ne passano 4 a settimana, assolutamente teen, che mischia la paura di essere esclusi, appunto FOMO, con le ultime notti prima degli esami. I registi seguono molto da vicino un gruppo di ragazzi del Liceo Vittoria Colonna del centro di Roma negli 86 giorni che li dividono dall'esame di maturità.

fomo – fear of missing out 4

 

Si va qui dall’ultimo giorno di scuola, alla preparazione all’esame, al rapporto con i docenti, gli adulti, al rapporto fra loro stessi. Vedo che attorno al tema, FOMO, esistono sia vari film che una serie, FOMO-Fear of Missing Out, ungherese, non legata però agli esami di maturità. Che penso sia la cifra italiana. Fresca, con ragazzi che sembrano già degli attori, abituati come sono ai social, ai video, su Rai Play potrebbe essere una sorpresa.

 

i vitelloni

Visto che non sono proprio un pischello che ha la paura degli esami, passò quel tempo Enea, mi sono sparato su Amazon, nella nuova raccolta Novecento a 2, 99 euro a film, sia “I vitelloni” di Federico Fellini, una copia restaurata magnifica, sia, convinto da Ciro Ippolito, “Tuppe Tuppe Marescià” di Carlo Ludovico Bragaglia con Peppino De Filippo, Giovanna Ralli, Lorella De Luca, Roberto Rissi, Aroldo Tieri.

tuppe tuppe marescia' 2

Ma il film, mi ha detto Ciro, è da vedere per Maria Paris, la più fulgente star della musica napoletana, che canta qui tutte le canzoni, compresa quella del titolo,che è giustamente celebre. Maria Paris, che vide i suoi fratelli contrabbandieri tutti morti in mare, dominatrice assoluta ai Festival di Napoli, si ritirò per via di un voto che fece pensando di migliorare le condizioni della figlia.

 

Devo dire che il film, un sub-sub-sub sequel di “Pane, amore e fantasia” di Luigi Comencini, ancora scritto da Ettore Maria Margadonna e rpodotto da Gilberto Carbone per la Titanus, girato tra San Pietro e Palestrina, che si riconosce facilmente, non vale proprio, ahimé, i primi tre grandi titoli della saga e non riesce a fare della pur spettacolare Giovanna Ralli una star del calibro di Gina e Sophia.

 

La Ralli, inoltre, ha un ruolo non troppo simpatico e la vera protagonista è Lorella De Luca, che fa la padroncina di un bar del paese innamorata del brigadiere, ora maresciallo veneto tuttodunpezzo Roberto Rizzo. Anche lui la ama, ma per rispettare il regolamento dei Carabinieri, non può fidanzarsi con una ragazza del posto dove lavoro. Il suo vice, il grande Memmo Carotenuto cerca di spingerlo a dichiararsi per non perderla, visto che sulla ragazza ha messo gli occhi Percuoco, un paesano che ha fatto i soldi a Marsiglia e è tornato al paesello facendo pesare il suo successo.

tuppe tuppe marescia' 4

 

Peppino che parla in francese (“Sono bilingue, anche trilingue, italiano, francese e napoletano…”), e ha un cameriere francese, certo Arnauld, ammetto che sia uno spettacolo. Tramite una sensale di matrimoni, Vittoria Crispo, lo sgraziato Percuoco cerca di arrivare alla ragazza, che non lo vuole. A quel punto mette in piedi un bar a imitazione di uno celebre di Marsiglia e chiama come cameriera bona da Roma certa Carmelina, Giovanna Ralli, che farà perdere la testa a tutti i locali e lascerà il bar di Lorella De Luca del tutto vuoto. Insomma.

 

Non è bello come gli originali, e Bragaglia non vale né Comencini né un supervisore come De Sica. Quanto a Maria Paris, che mi è sembrata un po’ goffa, come sorella della De Luca, non ne capisco la grandezza. Ma Ciro su queste cose non sbaglia.

e’ sbarcato un marinaio 3

Sempre a 2, 99 mi sono visto “E’ sbarcato un marinaio”, commedia ancora più antica, 1940, girata alla Pisorno, la Cinecittà costruita prima di Cinecittà tra Pisa e Livorno da Giovacchino Forzano, diretta dal modesto Piero Ballerini con uno scatenato Amedeo Nazzari, una avvenente Doris Duranti, il mitico Polidor e un giovanissimo Andrea Checchi. Doris Duranti, star del ventennio e amante di Alessandro Pavolini, al tempo ministro del MinCulPop grazie all’amicizia con Ciano, divenne grazie a Pavolini, che era stato anche Federale di Firenze, la diva principale della Pisorno. In pratica questo è un film costruito soprattutto per lei.

 

e’ sbarcato un marinaio 1

Pavolini, che aveva seguito Mussolini a Salò, nel 1945, quando le cose si misero male, salvò la vita a Doris Duranti facendola scappare in Svizzera con documenti falsi. Molto si discusse col padre di Filippo Ceccarelli, direttore di produzione, sullo scandalo alla Pisorno che vide proprio Pavolini sorprendere a letto Doris Duranti con Andrea Checchi. E Checchi, non sapendo cosa fare, a batacchio sguainato, si alzò in piedi tese la mano destra in un fascistissimo “A noi!”. 

 

Secondo Alvaro Mancori, celebre direttore della fotografia e direttore degli studi romani Elios, che era entrato giovanissimo nel cinema, la storia è diversa. Intanto, l’amante della Duranti era lui, cosa che la stessa attrice nelle sue memorie ricordava. E fu lui a essere menato dai fascisti uscendo da casa della star.

 

e’ sbarcato un marinaio 2

Quanto a Andrea Checchi, come tanti attori del tempo, che facevano feste, scherzavano, si narrava che si fosse inventato un “A noi!” che faceva appunto a batacchio sguainato. E tutti ridevano. Alla faccia del Duce. La cosa, grazie alle solite spie, la venne a sapere Pavolini e si attendevano delle punizioni. Impauritissimo, Checchi avrebbe chiesto alla Duranti di salvarlo, di metterci lei una buona parola con Pavolini. Infatti Checchi seguitò a recitare anche negli anni successivi. 

tuppe tuppe marescia' 3tuppe tuppe marescia' 1fomo – fear of missing out 2fomo – fear of missing out 1fomo – fear of missing out 3fomo – fear of missing out 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...