lezioni private

IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE CI VEDIAMO STASERA SE NON SEGUIAMO LE OLIMPIADI INVERNALI STESI SUL DIVANO? CINE 34 CI RICORDA I BEI TEMPI DELLA COMEMDIA EROTICA CON "LEZIONI PRIVATE" - ALTRIMENTI C'E' "MAMMA, HO RIPERSO L'AEREO". C'E' ANCHE UN CAMEO DI DONALD TRUMP - NON MALE "AMERICAN GANGSTER", CON DENZEL WASHINGTON COME “SUPERFLY”, BOSS DELL’EROINA DI FINE ANNI 60, CHE TRAFFICA UTILIZZANDO LE BARE DEI SOLDATI AMERICANI MORTI IN VIETNAM - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

mio cugino vincenzo

Che ci vediamo stasera se non seguiamo le Olimpiadi invernali stesi sul divano? Devo dire che la serata cinematografica in chiaro magari non vale le gare di stasera, ma almeno non vi obbliga a sentire i terribili commenti sul tiggì 2 di Telemeloni, con gli scontri di Milano presentati come fosse stata una rivolta, o le telecronache troppo patriottiche, anche se il momento più clamoroso e inaspettato della giornata è stato la caduta in diretta di Lindsey Vonn e la discesa dell’elicottero che se l’è portata via.

 

mamma, ho riperso l’aereo 1

In tv in chiaro mi vedrei qualcosa che non ho visto come “Mio cugino Vincenzo (“My Cousin Vinny”) diretto da Jonathan Lynn con il mitico Joe Pesci, Ralph Macchio, Marisa Tomei, Fred Gwynne, Austin Pendleton, La7Cinema alle 21, 15, dove due giovani newyorkesi, Ralph Macchio e Mitchell Whitfield, vengono accusati di omicidio in Alabama e viene in loro soccorso un cugino italo-americano, Vinny o Vincenzo, cioè Joe Pesci, un avvocaticchio che ha modi che in Alabama vengono ritenuti alquanto bizzarri per risolvere le cose.

 

mamma, ho riperso l’aereo

Strepitoso Joe Pesci, ovvio, ma anche Marisa Tomei che vinse l’Oscar come non protagonista. Ma durante la lavorazione del film fu Joe Pesci a vincere l’Oscar per “Quei bravi ragazzi”. Il regista inglese Jonathan Lynn costruì il rapporto tra Vinny e il vecchio giudice Chamberlain Haller, interpretato dall’altissimo Fred Gwynne, come uno scontro di mondi lontanissimi. Anche fisicamente. E’ il film preferito, leggo, di Kamala Harris. Su Tele San Marino avete un buon film di Silvio Soldini, “Il colore nascosto delle cose” commedia sentimentale tra un’osteopata cieca, Valeria Golino, e un pubblicitario in carriera, Adriano Giannini.

 

Ci sono anche Laura Adriani, Arianna Scommegna, Anna Ferzetti. Venne presentato fuori concorso a Venezia nel 2017. Su Rai Movie alle 21, 10 abbiamo “Il gigante”, grande film di George Stevens con Rock Hudson, Elizabeth Taylor, James Dean, Carroll Baker, Sal Mineo, Dennis Hopper. Fu anche l’ultimo film di James Dean. Su dieci nominations agli Oscar ne vinse solo uno, quello per la regia di Stevens.

 

elizabeth taylor e james dean sul set del film il gigante 1956

Al di lòà del valore del film, fu il modello per tanti polpettoni di genere “americana” legati al petrolio e alle saghe delle grandi famiglie alla Taylor Sheridan. Leggo che gli interni della grande casa di famiglia dove si svolge gran parte del film vennero girati in California, ma la facciata venne ricostruita a Marfa, in Texas, spostandola con sei vagoni ferroviari.

 

Leggo che tra Rock Hudson e James Dean le cose non andassero bene. Potrebbe essere che Dean non avesse accettato la corte di Hudson. A quel tempo stava con Ursula Andress. Elizabeth Taylor, però, cercò di mediare fra i due. Mercedes McCambridge ricordava che cercò un cappello da cowboy per se stessa e pensava di prenderne uno nuovo. Ci pensò Gary Cooper a trovarglielo, Uno dei suoi, vissuto. Anche un po’ bagnaticcio. Cos’è? Chiese la McCambridge. Piscio diu cavallo rispose Gary Cooper, nessun vero cowboy usa un cappello che non sia bagnato di piscio di cavallo. James Dean cercò di rubarglielo.

 

 

mamma ho riperso l’aereo

Su Canale 27 alle 21, 15 arriva “Mamma, ho riperso l’aereo” di Chris Columbus con Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern, Brenda Fricker, Tim Curry, sequel girato in frettissima del primo “Mamma, ho perso l’aereo”. Qui c’è pure un cameo di Donald Trump. Su Iris alle 21, 15 trovate un buon film di gangster di Ridley Scott (no, non è il suo genere preferito), “American Gangster” con Denzel Washington come “Superfly”, boss dell’eroina di fine anni 60, che traffica utilizzando le bare dei soldati americani morti in Vietnam. Ma ha alle costole un cagnaccio dell’FBI, Russell Crowe.

 

american gangster 2

Ci sono anche Chiwetel Ejiofor e Josh Brolin. Un filo deludente. Sicuramente superiore, Rai4 alle 21, 20, al thriller poliziesco “L’uomo dei ghiacci - The Ice Road” di Jonathan Hensleigh con Liam Neeson, Laurence Fishburne, Benjamin Walker, Marcus Thomas, Amber Midthunder. Cielo alle 21, 20 passa il tardo western violento “Caccia spietata” diretto da David Von Ancken con Liam Neeson che si deve vendicare di Pierce Brosnan, Michael Wincott, Xander Berkeley, Ed Lauter, Tom Noonan. Non è bello, lo so, ma io me lo sono visto tutto. Ci casco sempre.

 

liam neeson l’uomo dei ghiacci

Rai5 alle 21, 20 propone uno degli ultimi film di Roman Polanski, molto discusso, anche in Francia, “L’ufficiale e la spia” o “J'accuse” con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric, Grégory Gadebois. Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia, uscì tra mille polemiche, picchetti femministi fuori dai cinema, accuse di nuove “vecchie” molestie da parte dell’attrice Valentine Monnier (in Italia fece un buon postatomico, 2019-Dopo la caduta di New York di Sergio Martino, che la ricorda serissima sul set).

 

Non è facile avere uno sguardo limpido sul film perché è il film stesso a rendere impossibile separare l’opera dalla vita dell’artista, visto che Polanski ha fatto della figura storica di Alfred Dreyfus e del suo caso una sorta di caso Polanski. E ha fatto del film una sorta di pamphlet che lo dovrebbe liberare per sempre da ogni accusa.

 

 

american gangster 1

“Spero che il fatto di essere ebreo non influisca sul suo giudizio su di me”, chiede proprio all’inizio del film il capitano Alfred Dreyfus al suo superiore e maestro, il tenente-colonnello Georges Picquart. “No, starò attento a separare i sentimenti dai fatti”, risponde Picquart, lasciando così modo a Dreyfus di fargli presente che il suo giudizio è già in qualche modo compromesso. In modo non tanto diverso ci si pone così un po’ tutti noi rispetto al film di Roman Polanski, sceneggiato assieme al Robert Harris di The Ghostwriter e prodotto da Alain Goldman con Luca Barbareschi, Paolo Del Brocco e Roman Abramovich.

 

jean dujardin louis garrel l’ufficiale e la spia

Anche noi stiamo “attenti” rispetto al film proprio perché è di Polanski in un momento particolare della sua vita. Purtroppo, sia che lo si ritenga un fresco capolavoro o un buon polpettone un filo polveroso girato da un grande maestro a 86 anni, non riusciamo davvero neutrali. Anche perché è Polanski a farci sapere da subito che lui si sente da tutta la vita massacrato e additato come il capitano Alfred Dreyfus, un ufficiale francese innocente degradato e punito come traditore dalla destra reazionaria e fintopatriottica francese solo perché ebreo.

 

E per questo finirà rinchiuso per anni in una cella coi ceppi ai piedi in quel dell’Isola del Diavolo, prima che il colonnello Picquart, interpretato qui da un grande Jean Dujardin, e Emile Zola sulla prima pagina di “L’Aurore” salvino il suo corpo e soprattutto il suo onore di militare e di francese. Ma c’è di più. Perché, proiettandosi nella storia di Dreyfus, Polanski affronta una serie di situazioni pur di fine ’800 che oggi ci appaiono estremamente attuali. Come se poco o niente fosse cambiato nella vecchia Europa. Il sovranismo, l’odio per l’Internazionale Ebraica della propaganda fascista, il gioco al massacro delle fake news.

 

liam neeson l’uomo dei ghiacci

Se ci fu un vero e proprio Affare Dreyfus, prototipo di tanti se non tutti i casi giudiziari-politici del 900, seguito da centinaia di articoli sui giornali e con uno strascico che portò alla realizzazione di film celebri, come The Life of Emile Zola di William Dieterle con Paul Muni come Zola e Joseph Schildkraut come Dreyfus, c’è anche un vero e proprio Affare Polanski, con martirio dello stesso regista, centinaia di articoli e polemiche su polemiche.

 

Come film, questo Ufficiale e spia è un perfetto esempio di grande scrittura e messa in scena. Fotografia meravigliosa di Pawel Edelman, lo stesso de Il pianista e di tutti gli ultimi film di Polanski. Scenografie ricchissime di Jean Rabonne. Bellissimo cast, con Louis Garrel come Dreyfus, Mathieu Amalric come grafologo, Emmanuele Seigneur come amante di Picquart, una serie di nomi eccelsi della Comédie.

 

django unchained

Non è un film moderno, diciamo. E Polanski è più vicino agli anni di Dreyfus che a quelli del Jocker. E non è per nulla un film alla Polanski, con svelamenti di identità. Anzi. Con questo è una macchina narrativa costruita alla perfezione. Per vecchi signori, ovvio. Su Tv8 alle 21, 30 devo dire che mi rivedrei “Django Unchained” di Quentin Tarantino con Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, James Remar, che non fu esattamente il remake del “Django” di Sergio Corbucci che ci saremmo aspettati, ma una rilettura dei film di blaxploitation, della lotta contro il razzismo del cinema bianco (Griffith!”) e di come il Diango nero di Jamie Foxx possa diventare un eroe anni ’70.

 

la mano insanguinata di leonardo di caprio in django unchained 2

Quando fece la presentazione a Roma, al cinema Adriano, con Cristiana Caimmi che curava la serata riuscimmo a radunare per la prima tutti i grandi registi e attori e musicisti western rimasti, da Giuliano Gemma a Franco Nero, da Morricone a Bacalov, da Giorgio Ardisson a George Hilton. Fu un evento memorabile. Il film magari non è perfetto, ma è pieno di grandi trovate e di scene memorabili e Leonardo DiCaprio e Samuel Jackson come cattivi sono strepitosi. E vorrei sapere se esiste una versione più lunga, perché ci sono sequenze che rimandano a qualcosa di più vasto, come il finale con gli australiani. 

 

Tv2000 alle 21, 40 propone la commedia ispano-americana “My Bakery in Brooklyn – Un pasticcio in cucina” di Gustavo Ron con Aimee Teegarden, Krysta Rodriguez, Ward Horton, Blanca Suárez, Aitor Luna. Passiamo alla seconda serata con “Tutti a bordo”, commedia ferroviaria di Luca Miniero con Stefano Fresi, Giovanni Storti, Giulia Michelini, Gigio Alberti, Carlo Buccirosso, Cine 34 alle 22, 55.

termination point

 

Su La7 Cinema alle 23, 30 avete il thriller “Broken City” di Allen Hughes con Mark Wahlberg, Russell Crowe, Catherine Zeta-Jones, Jeffrey Wright, Barry Pepper. Sembra sia bruttino. La7 a mezzanotte propone invece un film di satira politica, “Sesso e potere” diretto da Barry Levinson nel 2017 con Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anne Heche, Denis Leary, Woody Harrelson, dove una finta guerra in Albania è costruita per salvare il presidente american o da uno scandalo sessuale che potrebbe travolgerlo a due settimane dalla rielezione. Tv8 alle 0, 30 passa l’horror olandese “Prey – La preda” di Dick Maas con Mark Frost, Julian Looman, Abbey Hoes, Kees Boot, Mike Libanon, Mamoun Elyounoussi.

nick mano fredda

 

Iris ale 0, 35 propone il bellissimo “Nick mano fredda” di Stuart Rosenberg con Paul Newman, George Kennedy, J.D. Cannon, Harry Dean Stanton, Dennis Hopper, film carcerario con un Paul Newman sbandato alla ricerca di una identità. Finisce ai lavori forzati per una sciocchezza, cercherà inutilmente di scappare mettendosi contro tutti, ma diventando il mito dei suoi compagni di sventura.

 

la mano insanguinata di leonardo di caprio in django unchained 1

Strepitoso sia George Kennedy, che vinse un Oscar, che Harry Dean Stanton. Allora mi fece impazzire e anticipò la New Hollywood. Rete 4 all’1 passa l’action “Il monaco” diretto da Paul Hunter con Chow Yun-fat, Seann William Scott, Jaime King, Karel Roden, Victoria Smurfit.

 

Su Cielo all’1, 15 trovate il fantascientifico canadese “Termination Point” di Jason Bourque con Jason Priestley, Lou Diamond Phillips, Garwin Sanford, Gary Hudson, Stefanie von Pfetten.

 

Cine 34 alle 2, 15 ci ricorda i bei tempi della comemdia erotica con “Lezioni private” di Vittorio De Sisti con Carroll Baker, Rosalino Cellamare, Leonora Fani, Renzo Montagnani, Leopoldo Trieste.

 

La commedia sexy modellata su Malizia, con tanto di sceneggiatura di Sandro Parenzo, complicazioni gay e ambientazione emiliana anni ’50, fa incontrare un mito come Carrol Baker e un giovanissimo Ron, quando ancora si chiamava Rosalino Cellamare. A sostegno del genere intervengono per fortuna i più solidi Montagnani, Giuffré, Benussi.

 

paul newman nick mano fredda

C’è pure lo scrittore americano Eugene Walter, amico di Fellini e Rota, come zio scozzese scombinato della Fani. Molto spinto per il tempo, con grande uso di foto porno e la pesante presenza dell’omosessualità come fosse il male assoluto. Scarsa distribuzione, però. Per Peter Markham, su Monthly Film Bulletin, si tratta di «una combinazione di didatticismo, banale psicologismo e qualche sketch per nulla divertente, irrilevante, su un eccentrico scozzese».

the hunted – la preda

 

Su Rai Tre/Fuori Orario alle 2,55 passa un capolavoro del cinema come “La carrozza d’oro” di Jean Renoir con Anna Magnani, Duncan Lamont, Georges Higgins, Odoardo Spadaro, Nada Fiorelli. Rete 4 alle 3, 15 punta sul cineclub con “L’ultima tempesta” o “Prospero's Books” di Peter Greenaway con il vecchio John Gielgud, Michael Clark, Erland Josephson, Michel Blanc, Isabelle Pasco, Tom Bell.

 

Gielgud si mangiava tutti con la sua voce meravigliosa. Rai Premium alle 3, 55 apre le porte a un film stracult che vedemmo in tanti in tv a puntate, “Delitto in Via Teulada” diretto da Aldo Lado con una giovane Barbara D'Urso, Antonio Petrocelli, Auretta Gai, Tony Binarelli, Aldo Sassi, Pietro Brambilla, ma anche Jerry Calà, Nanni Loy, Giorgio Bracardi, Emilio Fede, Pippo Baudo, le Kessler e Pietro Valsecchi.

liam neeson la preda perfetta

 

Chiuderei qui, ma vedo che Rai Tre alle 4, 35 propone un capolavoro di Buster Keaton, “La palla n. 13” o “Sherlock Junior” con Buster Keaton, Kathryn McGuire, Ward Crane. Come resistere?

lezioni private 2lezioni private 3

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO