ulrich siegmund

CHI È ULRICH SIEGMUND, SOPRANNOMINATO DA “SPIEGEL” “L’UOMO PIÙ PERICOLOSO DELLA GERMANIA” – IL 35ENNE, ASTRO NASCENTE DELL’ULTRADESTRA TEDESCA, POTREBBE DIVENTARE IL PRIMO MINISTRO-PRESIDENTE IN QUOTA “AFD” NELLA STORIA DELLA GERMANIA – SIEGMUND HA CONQUISTATO CONSENSI GRAZIE ALLA SUA IMMAGINE DA “WORKING CLASS HERO”, TRA GRIGLIATE ELETTORALI, CORTEI SU VECCHI MOTORINI E CAMPAGNE SOCIALI MA È TUTT’ALTRO CHE UN “BRAVO RAGAZZO” – CRESCIUTO NELLA CDU, DA GIOVANE FREQUENTAVA LA “HEIMATTREUE DEUTSCHE JUGEND”, DOVE SI ORGANIZZAVANO CAMPI PER BAMBINI CON SIMBOLOGIA NAZISTA E SI INSEGNAVANO TEORIE RAZZIALI, POI NEL 2014 E' ENTRATO IN AFD E...

Estratto dell’articolo di Irene Soave per www.corriere.it

 

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L’«uomo più pericoloso della Germania» ha trentacinque anni, un sorriso gradevole, scarpe qualunque, veste come Medioman con polo e completi un po’ stretti, va in giro in campagna elettorale su un motorino «Rondinella» del 1975 con un casco a scodella e dietro di lui sempre un codazzo di altri motorini d’epoca a decine, spesso a centinaia. […]

 

Per il resto, gli incontri della campagna di Ulrich Siegmund, candidato di punta di Alternative für Deutschland per le regionali del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, sono grigliate e «belle chiacchierate», così c’è scritto sui manifesti.

 

Lo Spiegel però gli dedica la copertina del suo ultimo numero, in edicola dal 15 agosto, e il titolo è: «L’uomo più pericoloso della Germania». E in effetti dopo la sua vittoria elettorale locale - per i sondaggi è certo che trionferà, e potrebbe anche diventare anche il primo ministro-presidente di AfD della storia della Repubblica - tutto, anche nella politica nazionale, potrebbe cambiare.

 

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[…] IL PROFILO

Ma chi è Ulrich Siegmund? L’uomo in motorino ha 35 anni, è sposato con una figlia, ha un padre anche lui attivo in AfD. Il muro di Berlino non l’ha mai visto: nato a Havelberg nel 1990, è cresciuto a Tangermünde, non lontano, in un paesaggio cioè molto diverso dalle immagini-cliché della Ddr povera ma bella, e invece fatto di piccole città borghesi e immerse nel verde, con piccoli tesori storici. […]

 

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Di lavoro fa a lungo il commerciale - e il motorino se l’era comprato per andare e venire dalla sede del suo primo stage - per il commercio all’ingrosso; fa un master in psicologia dei consumi; si occupa per anni di marketing, con una formazione da manager a Pechino. Ha un’azienda, la «Berlin duftet» che vende profumi per ambienti il cui marketing è basato sul genere (profumi «da uomo», o «da donna»). […]

 

Per molti analisti questa sua formazione spiega benissimo il suo successo: le politiche che Siegmund segue sono di destra radicale, né più né meno, ma le comunica con un tono rassicurante, famigliare, da uomo comune.

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LA FORMAZIONE POLITICA

Appena maggiorenne, Ulrich Siegmund si tessera a un partito: è il 2008, e il partito è proprio quello che oggi vuole rottamare, la Cdu guidata allora da Angela Merkel. Già allora è però molto attivo in un’associazione che nel 2009 il ministero nazionale dell’Interno vieterà: la Heimattreue Deutsche Jugend, i «giovani tedeschi fedeli alla patria».

 

 Organizzano campi estivi per bambini vestiti da militari, col saluto alla bandiera e svastiche ovunque. Insegnano ai bambini la teoria della razza. Molti dei collaboratori attuali di Siegmund, puntualizza lo Spiegel, vengono da lì. […]

 

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L'INGRESSO IN AFD

Solo nel 2014 passa a AfD, che all’epoca è più un partito euroscettico che nazionalista: una transizione che Siegmund segue e incarna da molto presto. Già nel 2015 è uno dei dirigenti locali del partito; nel 2016 entra come deputato nel parlamento regionale. Sono quindi dieci anni che nel Land dove compete è tra gli uomini con più potere. La AfD della Sassonia-Anhalt non è un partito locale qualunque: l’agenzia regionale per la Verfassungsschutz, la «tutela della Costituzione», l’ha certificato come un movimento estremista di destra. 

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LA PANDEMIA

Molti osservatori indicano negli anni del Covid un momento decisivo per la radicalizzazione di Ulrich Siegmund. A chi gli chiedeva della pandemia rispondeva, netto: «Ma quale pandemia?». Poi, racconta lo Spiegel, diventava più serio: «In questi mesi è stato molto chiaro che la gente ha perso fiducia nei media e nelle istituzioni. E per me è stato chiaro che valeva la pena di esercitare un po’ di resistenza».

 

L’INCONTRO DI POTSDAM

Il vertice a porte chiuse di Potsdam, a novembre 2023, scandalizzò gran parte dell’opinione pubblica tedesca: parteciparono molti membri di AfD, diversi ideologi di estrema destra tra cui l’austriaco Martin Sellner, e si parlò espressamente di deportazioni di migranti all’estero, rinominate con l’eufemismo oggi molto diffuso «remigrazione».

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Siegmund c’è e interviene: prefigura un futuro in cui AfD è al governo e indica con precisione i molti modi in cui queste misure possano essere realizzate almeno a livello regionale. Per il pubblico ridimensiona l’importanza della conferenza, definendola «un caffè con due chiacchiere».

 

Ma la remigrazione - termine che ha spaccato il partito a livello nazionale - è parte integrante del programma elettorale dell’AfD Sassonia-Anhalt. Secondo l’osservatorio indipendente Correctiv, 18 delle 256 pagine della bozza di programma presentata a gennaio contenevano indicazioni in questo senso.

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LA VICINANZA A BJÖRN HÖCKE

Da allora per i media e gli analisti politici Siegmund è ribattezzato spesso «delfino di Björn Höcke»: Björn Höcke, il professore della Turingia che riabilita il linguaggio nazista, parla del memoriale berlinese della Shoah come di un «monumento alla vergogna di sé», invoca per la figura di Hitler «letture meno manichee». […]

 

I RAPPORTI CON AFD

L’estremismo ideologico di personaggi come Siegmund ha diviso, negli ultimi anni, la dirigenza del partito. La presidente Alice Weidel - sposata a una donna, con due figlie adottive - non può ad esempio condividere i suoi toni sulla «famiglia tradizionale». […]

 

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 Siegmund ha chiaramente dichiarato di «mirare a Berlino» cioè alla politica nazionale, perlomeno nei prossimi anni. E questo gli ha attirato molte perplessità e rivalità. Per ora, comunque, è l’uomo del momento: se davvero diventerà ministro presidente della Sassonia-Anhalt sarà il volto di uno storico cambiamento, e secondo diversi analisti il suo peso nel partito è destinato a aumentare.

 

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