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TIRIAMOCI SU: NON SIAMO L’UNICO PAESE IN CRISI CALCISTICA – LA GERMANIA VIENE ELIMINATA DAL MONDIALE DAL PARAGUAY: DOPO L’1-1 NEI TEMPI REGOLAMENTARI, I TEDESCHI SONO STATI BATTUTI AI RIGORI – VA FUORI IN MODO ROCAMBOLESCO ANCHE L’OLANDA: VIENE RECUPERATA AL 91ESIMO DAL MAROCCO E POI SCONFITTA DAL DISCHETTO – IL BRASILE DI CARLO ANCELOTTI FATICA A SUPERARE IL TURNO: ELIMINA IL GIAPPONE SOLO IN PIENO RECUPERO CON UN GOL DI MARTINELLI – E’ IL RIBALTAMENTO DELLE VECCHIE GERARCHIE DEL PALLONE: VENT’ANNI ANNI FA, QUESTI RISULTATI, SAREBBERO STATI INCONCEPIBILI - VIDEO: GLI HIGHLIGHTS...

1 - IMPRESA PARAGUAY, DOMA LA GERMANIA AI RIGORI E VA AGLI OTTAVI

GERMANIA PARAGUAY

(ANSA) - La corazzata Germania è stata affondata al primo vero scoglio ai Mondiali, eliminata dal Paraguay dopo un estenuante braccio di ferro deciso solo ai calci di rigore. La nazionale di Julian Nagelsmann dopo il campanello d'allarme della sconfitta con l'Ecuador era chiamata a dar prova delle sua aspirazioni ma la squadra sudamericana è riuscita a mettere in luce tutte le sue debolezze, una difesa non impenetrabile e un attacco di talento ma anche macchinoso, e a compiere un'impresa.

 

Gli uomini di Gustavo Alfaro hanno messo in scena la prima grande sorpresa di un torneo che ha finalmente intrapreso la strada principale e il loro sogno è diventato già realtà, poco importa se alle viste c'è una possibile sfida con la Francia, sempre che l'altra big europea riesca a superare la Svezia.

 

GERMANIA PARAGUAY

Che la partita potesse ribaltare quello che era il pronostico si era capito dalla rete improvvisa di Enciso poco prima dell'intervallo, mentre tutto il volume di gioco messo in campo dai tedeschi ha prodotto solo un gol, di Haavertz, a inizio ripresa. Superati indenni i supplementari, sempre sull'1-1, i paraguaiani si sono presentati con lo spirito giusto alla lotteria dei rigori, imponendosi per 4-3 e gettando nella disperazione una nazionale, e i suoi tifosi, che dal 2014 non riesce a raggiungere gli ottavi di un mondiale.

 

Per far crescere man mano i dubbi nella squadra tedesca, il Paraguay con una difesa bassa ma instancabile e attenta ha gettato manate di sabbia nei meccanismi della Mannschaft, che si è presentata in campo con atteggiamento nettamente offensivo. Nagelsmann ha pensato di affidarsi alla buona vena di Undav, per la prima volta titolare, tenendo in panchina Musiala, mentre a sinistra della difesa ha dato spazio a Brown al posto di Raum.

GERMANIA PARAGUAY

 

La formazione del Paraguay ha avuto quattro cambi rispetto al pareggio con l'Australia, con Canale e Alonso in difesa e Bobadilla e Almiron a centrocampo. Ed è stato proprio Alonso ad avere la prima occasione della partita, dopo soli due minuti, trovandosi pronto sul secondo palo su un corner, ma Neuer in uscita bassa gli ha chiuso lo specchio. Un campanello d'allarme per la non imperforabile difesa tedesca, che però da quel momento e per quasi tutto il primo tempo ha corso pochi rischi, dato che il gioco si è svolto per buona parte nel centrocampo paraguaiano.

 

Ma il gran giro palla germanico ha prodotto ben poco di concreto, perchè le combinazioni tra i vari Sanè, Wirtz, Undav e Havertz sono state sempre frustrate dai difensori. Così al 41', su uno dei rari ribaltamenti di fronte, i sudamericani sono andati in vantaggio. Galarza è involato sulla destra e ha crossato verso il dischetto del rigore dove Enciso, del tutto libero, ha colpito di testa battendo Neuer.

 

GERMANIA PARAGUAY

A inizio ripresa, Nagelsmann ha inserito Goretzka al posto di Nmecha, ma la Germania ha continuato far girare palla a ritmo basso e, al 5', Enciso ha sfruttato un errore di Kimmich per cercare il raddoppio, ma Neuer è riuscito a respingere. Poco dopo è arrivato il pareggio, con Haavertz bravo a spizzare di testa un crosso dalla sinistra, l'ennesimo tentato dai tedeschi per scardinare la difesa, per battere Gill fino a quel momento quasi inoperoso.

 

La rete ha fatto cambiare marcia alla Germania, fattasi più aggressiva, e al 18' è entrato Musiala, rimandando in panchina un Undav che evidentemente rende meglio da subentrato. Il lungo assedio non ha però dato frutti e quando Haavertz ha avuto sulla testa la palla del 2-1, al 33', Gill è riuscito a respingere. L'ingresso di Woltemade per Sane è stata l'ultima carta di Nagelsmann per evitare, senza successo, i tempi supplementari. La ruota è sembrata girare verso la Germania quando Tah ha battuto di testa Gill su calcio d'angolo, ma la rete è stata annullata per un precedente fallo sul portiere di Anton.

OLANDA MAROCCO

 

Le enormi energie fisiche e mentali spese da Wirtz e compagni hanno reso ancor più sterile il loro gioco e pesato anche al momento dei rigori, con gli errori di Haavertz, Woltemade e Tah che li hanno condannati dopo che Neuer era riuscito con una parata a rimettere la sfida dal dischetto in carreggiata. Un'uscita di scena triste per il grande portiere, che sperava di celebrare in altro modo la sua 23/a presenza ai mondiali. La festa, invece, è tutta del piccolo e testardo Paraguay.

 

OLANDA MAROCCO

MONDIALI: OLANDA SCONFITTA AI RIGORI, MAROCCO AGLI OTTAVI

(ANSA) - ROMA, 30 GIU - Il Marocco ha eliminato l'Olanda ai calci di rigore e affronterà il Canada negli ottavi di finale. Saibari ha trasformato il rigore decisivo, sigillando la vittoria per 3-2 ai calci di rigore dopo che la partita si era conclusa sull'1-1 al termine dei tempi supplementari. Gakpo (72°) aveva aperto le marcature per l'Olanda, e Diop aveva pareggiato nei minuti di recupero (91°).

 

TRISTEZZA VA' VIA, IL BRASILE SOFFRE MA PASSA ALL'ULTIMO RESPIRO

Giappone ko 2-1 in rimonta. Sollievo per Ancelotti che azzecca i cambi

(di Federico Cristiani) (ANSA) - ROMA, 29 GIU - Quando l'ultimo dei giapponesi, Tanaka, si è arreso a un rimpallo innescando l'azione che ha portato Martinelli a superare Suzuki, un intero Paese ha tirato un sospiro di sollievo.

 

Era il quinto minuto di recupero di una partita di sofferenza per il Brasile di Carlo Ancelotti e il gol - ormai inatteso - sigillava la rimonta dopo la grande paura di fine primo tempo, quando la Selecao era andata negli spogliatoi in svantaggio e con gli avversari che palleggiavano indisturbati nella metà campo verdeoro. Tristezza va' via, risuonava nel cuore di 200 milioni di brasiliani dall'Amazzonia al Rio Grande do Sul, e il Dio del calcio che spesso vive di musica, li ha accontentati.

 

BRASILE GIAPPONE

Ora agli ottavi il Brasile affronterà la vincente di Costa D'Avorio-Norvegia con qualche palpitazione, perchè il 2-1 finale nasce solo nella ripresa, dopo un primo tempo di rara insipienza. Nell'intervallo però gli innesti di Ancelotti, pur a lungo terreo in volto, cambiano il piano inclinato del match e il gol di Sano che aveva illuso il Giappone viene prima pareggiato da Casemiro e poi appunto ribaltato con una freddissima esecuzione dell'attaccante dell'Arsenal quando tutti già si preparavano alle montagne russe emotive dei supplementari.

 

Il tecnico italiano, per la prima volta da quando siede sulla panchina verdeoro, conferma l'undici della partita precedente, un 4-3-3 dove davanti ci sono Cunha e il 19enne Rayan a fianco di Vinicius. Moriyasu, invece, ne cambia cinque rispetto alla Svezia, con un 3-4-3 che si trasforma in 5-4-1 in fase difensiva. Arbitra l'italiano Maurizio Mariani, assistito da Daniele Bindoni e Alberto Tegoni.

 

Il Brasile parte subito forte, con una conclusione di Bruno Guimaraes deviata in corner e in generale una squadra che sembra aver recepito la richiesta di maggior grinta del suo ct. Suzuki mette in angolo su tiro di Cunha, la partita ha ritmo e intensità - due i gialli nei primi 15', per Sano e Casemiro. Al 29', però, è il Giappone a mettere la testa davanti: proprio Sano intercetta e ruba un passaggio in orizzontale di Danilo a centrocampo, si invola verso la porta e da venti metri calcia un diagonale rasoterra imprendibile per Alisson.

BRASILE GIAPPONE

 

I verdeoro ci provano soprattutto dal limite, perché i 'Samurai Blu' si chiudono bene e non permettono agli avversari di entrare in area con facilità; la verve del match cala. Nel finale di tempo, addirittura, addomesticano la partita gestendo il possesso con lunghissimi fraseggi. All'intervallo fuori Paquetá, che aveva accusato un problema fisico attorno al 40', e dentro Endrick, per un Brasile più arrembante e proiettato in avanti. La partita cambia.

 

Al 7' della ripresa, Danilo crossa per Bruno Guimaraes che chiama Suzuki alla parata. E' la prima scossa, i verdeoro ci credono e occupano la metà campo avversaria aumentando la rapidità della manovra, e due minuti dopo il Giappone si salva per miracolo. Altro cross dalla destra, portiere a farfalle e Casemiro che, a tre passi dalla porta, colpisce pieno Tomiyasu, con la palla che poi carambola via regalando anche un contropiede sprecato dai Samurai Blu. Ma il gol è questione di tempo: Gabriel Magalhaes la mette in mezzo e sul secondo palo Casemiro si riscatta.

 

BRASILE GIAPPONE

All'11' è 1-1, ma non è finita. Serpentina di Vinicius in area, che si libera con una sterzata e calcia con un guizzo d'esterno, ma Suzuki si allunga e devia sul palo. Moriyasu chiama le prime sostituzioni per cambiare un po' l'inerzia della gara, togliendo i due esterni di centrocampo per il più difensivo Sugawara e per Junnosuke Suzuki; di là, fuori un Cunha non incisivo per Martinelli. Il Giappone, però, di fatto si rintana nella propria metà campo, un po' più impermeabile ma assolutamente inoffensivo.

 

Nel finale si fa male Casemiro ed entra Fabinho e il recupero si allunga. Sembra tutto apparecchiato per i supplementari, ma al sesto dell'extra-time nipponici perdono un pallone sanguinoso al vertice dell'area con un retropassaggio di Tanaka. Bruno Guimaraes riceve centrale al limite, temporeggia e, invece di calciare, trova Martinelli che controlla col sinistro e in un attimo batte Suzuki col destro. Per il Brasile è più un sollievo che una festa, forse, ma in ogni caso i sorrisi si dilatano sui volti dei giocatori della Selecao.

 

Mentre Moriyasu - sia pur con una squadra tecnicamente impoverita da molti infortuni - può forse rimproverarsi un atteggiamento troppo passivo, paradosso per il Paese dei samurai, Ancelotti la spunta modificando l'assetto tattico, quasi il contrappasso per un popolo che vive il calcio come puro istinto. Ma il mondiale vero è così, ribalta attese e pregiudizi, oltre che - naturalmente - risultati.

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