giuseppe conte sigfrido ranucci

UCCI UCCI, CHE SUCCEDE INTORNO AL CASO RANUCCI? – GIUSEPPE CONTE E’ SCESO IN CAMPO PER DIFENDERE “REPORT” (MA NON CITA SIGFRIDO E IL PD TACE) – NEL MIRINO ORA FINISCE LA GIP DEL CASO-LAVITOLA, IOLE MORICCA, ACCUSATA DAL GIORNALISTA LUCA FAZZO DI NON AFFONDARE IL COLPO SU RANUCCI: “NEL 2020 VENNE SCELTA DAL GRILLINO BONAFEDE PER UN PRESTIGIOSO INCARICO A ROMA” - IL COMITATO ETICO DELLA RAI, AL QUALE SPETTA IL COMPITO DI METTERE LA FIRMA SULLA DEFENESTRAZIONE DI RANUCCI, EVIDENTEMENTE NON HA TROVATO LA “PISTOLA FUMANTE”, E DEVE APPROFONDIRE LA SUA INCHIESTA: IL RISCHIO È CHE UNA DECISIONE AZIENDALE POSSA ESSERE IMPALLINATA DA UN RICORSO IN VIA D’URGENZA E POSSA PORTARE A UN REINTEGRO (MAGARI GIÀ A FEBBRAIO, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE)

giuseppe conte barbara floridia sigfrido ranucci (3)

Carlo Tarallo per Dagospia

 

Il giallo dell’estate si arricchisce oggi di diversi nuovi e interessanti capitoli. La vicenda che ruota intorno a Sigfrido Ranucci, utilizzata anche (ma stavolta non soprattutto) per tenere impegnati gli italiani su una vicenda che non influisce minimamente sulle loro vite, a differenza degli aumenti dei prezzi dei carburanti e delle sempre più difficili condizioni economiche di famiglie e imprese, riserva oggi qualche spunto interessante.

 

sara manfuso giuseppe conte barbara floridia sigfrido ranucci (3)

Il primo, è tutto politico: dopo un lungo silenzio, Giuseppe Conte scende direttamente in campo con un post sui social: “Meloni fa interviste”, scrive Giuseppi, “per dire che ‘l'Italia è più forte di prima’ e cercano di coprire l'emergenza economica arruolando tutti i giornali e le tv che controllano per buttare fango 24 ore su 24 sulla redazione di un programma d'inchiesta quale Report, che ha costituito una vera spina nel fianco di un Governo che vuole TeleMeloni a reti unificate soprattutto adesso che la campagna elettorale è alle porte. Teniamo alta la guardia: Report e le sue inchieste”, conclude l’avvocato del popolo, “non sono un problema per gli italiani ma solo per i politici che non tollerano il giornalismo d'inchiesta. Il problema degli italiani è un governo che dopo 4 anni è rimasto immobile senza offrire soluzioni”.

giuseppe conte rula jebreal sigfrido ranucci

 

Conte non cita mai Ranucci, ma la sua presa di posizione è una svolta: mentre il Pd si è inabissato, e anzi alcuni suoi esponenti rilasciano interviste tutt’altro che affettuose nei confronti di Sigfridone, evidentemente il leader del M5s ha capito che la strategia del centrodestra di assaltare sia il conduttore latin-lover che l’intera trasmissione inizia a mostrare qualche crepa.

 

Del resto, l’idea del Tempo di pubblicare i costi dei giornalisti (costi e non stipendi), non è sembrata azzeccata. Innanzitutto, è stato facile per il M5s chiedere conto a questo punto degli stipendi di conduttori Rai come Antonino Monteleone, Salvo Sottile, Tommaso Cerno e Bruno Vespa, di area centrodestra e con ingaggi da calciatori professionisti, senza lo share di Report; in secondo luogo, ha compattato una redazione che sembrava scricchiolare.

 

SIGFRIDO RANUCCI A LAVARONE (TRENTO)

Da cosa capiamo che l’assalto a Report si ferma davanti all’area di rigore ma non produce ancora il gol decisivo? Innanzitutto dal fatto che oggi Il Giornale, che sta producendo una lunga serie di articoli sul caso-Ranucci, oggi mette nel mirino, per la prima volta e esplicitamente, il gip del caso-Lavitola, Iole Moricca, attraverso un articolo di Luca Fazzo intitolato: “La toga che ‘scagiona’ Ranucci nominata al Dap dal ministro 5s. Coincidenze.

 

IOLE MORICCA

Il gip Iole Moricca, nelle 198 pagine dell’ordinanza sulle malefatte di Lavitola, non affonda mai il colpo sul giornalista. Nel 2020 venne scelta dal grillino Bonafede per un prestigioso incarico a Roma”.

 

“Centonovantotto pagine”, scrive il Giornale, “per raccontare le malefatte di Valter Lavitola, senza mai affondare il colpo sul beneficiario (a sua insaputa) delle sue imprese dinamitarde: l’ordinanza di custodia emessa dal giudice preliminare romano Iole Moricca contro il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci dribbla con accuratezza il vero tema che incombe sulla vicenda. Ovvero la consapevolezza che il giornalista avrebbe avuto, almeno dopo l’esplosione, del coinvolgimento dell’amico Lavitola nell’organizzazione dell’agguato”.

 

sigfrido ranucci a lavarone, provincia di trento 9

Dribbla con accuratezza: in sostanza, lo fa apposta, la giudice Moricca, a non affondare il colpo su Ranucci. E perché? “Che percorso ha”, si chiede Il Giornale, “il giudice Moricca? È a capo di qualche corrente, è una militante della Anm? Risposta: no. Viene considerata una ‘centrista’, ma non ha mai ricoperto cariche di rilievo, non risulta attiva nel dibattito e nelle chat. Ha però un passaggio che in qualche modo la caratterizza politicamente. In passato ha lavorato al ministero della Giustizia, e in particolare al Dap, il dipartimento delle carceri. Un incarico prestigioso e ben retribuito.

sigfrido ranucci e valter lavitola

 

A nominarla nel 2020 è stato il ministro dell’epoca, Alfonso Bonafede, dirigente del Movimento 5 Stelle. Cioè di un partito che ha, al pari della Anm, in Sigfrido Ranucci un eroe senza macchia e senza paura della libertà di stampa, ed è l’unico partito che anche in questi giorni complicati sta cercando di salvare ad ogni costo la poltrona di Ranucci”.

 

L’attacco è diretto, ruvido, allusivo. Segno che, come dicevamo, probabilmente qualcosa non sta andando per il verso desiderato. Ma andiamo avanti: altro segnale che il meccanismo per far fuori Ranucci da Report e al tempo stesso delegittimare la redazione sta nel fatto che il Comitato etico della Rai, al quale spetta il compito di mettere la firma sulla ormai certa defenestrazione di Ranucci, evidentemente non ha trovato la “pistola fumante”, e quindi deve approfondire la sua inchiesta.

 

SIGFRIDO RANUCCI - NICOLA GRATTERI

“E ora ai piani alti della Rai”, scrive Ilaria Proietti sul Fatto Quotidiano, “si teme il precedente Santoro: l’ad Giampaolo Rossi ha ordinato un supplemento di indagine al Comitato etico, che già gli aveva consegnato gli esiti dell’istruttoria sulla correttezza di Sigfrido Ranucci , in modo da avere la garanzia totale che ogni decisione sul futuro del conduttore di Report sia a prova di giudici.

 

Il rischio infatti è che una decisione aziendale possa essere impallinata da un eventuale ricorso in via d’urgenza e possa portare a un reintegro, come già accaduto in passato in altri casi.

 

Nel caso di Ranucci, una decisione che risultasse avventata dal punto di vista legale significa mettere in conto di ritrovarselo in video alla guida della trasmissione d’inchiesta magari già a febbraio, in piena campagna elettorale.

 

E così l’azienda punta a blindarsi e si è data ancora qualche giorno per la decisione che deve incrociare le valutazioni di natura disciplinare, gli eventuali elementi che emergeranno dall’inchiesta della Procura di Roma che ha arrestato Valter Lavitola come mandante dell’attentato all’amico Sigfrido”. E qui torniamo al punto politico: Fratelli d’Italia sta bombardando il fortino di Sigfrido, ma per ora le mura reggono.

 

ALESSANDRO ORSINI - LUCA SOMMI - SIGFRIDO RANUCCI

E lui, a Longarone, ha stra-riempito la sala. Delle due l’una: o viene fuori la pistola fumante, o una volta cacciato da Report con una decisione non blindata ma contestabile e criticabile, diciamo pure strumentalizzabile, potrebbe essere un candidato perfetto per il M5s alla Camera o al Senato.

 

Valter Lavitola sognava Ranucci a Palazzo Chigi: pura follia, ma ciò non significa che il giornalista non potrebbe (una volta cacciato da Report) accettare una candidatura in parlamento.

 

Un seguito, piaccia o no, ce l’ha: trovate qualcun altro in grado di riempire con centinaia di persone una sala in pieno agosto per presentare un libro. La politica non è bianco o nero, ma tante sfumature di grigio.

SIGFRIDO RANUCCI E MARCO TRAVAGLIO - FOTOMONTAGGIO VALTER LAVITOLA

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