biagio mazzeo mario roggero

GLI ITALIANI STANNO CON MARIO ROGGERO - PIU’ DI UN NOSTRO CONNAZIONALE SU DUE E’ FAVOREVOLE ALLA GRAZIA PER IL GIOIELLIERE CONDANNATO A 14 ANNI PER AVER UCCISO DUE RAPINATORI – SECONDO LA RILEVAZIONE DI “ONLY NUMBERS” BY GHISLERI IL 45,4% DEGLI INTERVISTATI È CONVINTO CHE SI SIA TRATTATO DI LEGITTIMA DIFESA, IL 44,8% NO - “MOLTI ITALIANI SEMBRANO DIRE ‘FORSE L’OREFICE HA SBAGLIATO, MA LA PENA APPARE ECCESSIVA” - IL 71,2% È CONTRARIO AL RISARCIMENTO AI RAPINATORI O AI LORO FAMILIARI. PIU' CHE LA CULTURA DELLA VENDETTA PREVALE IL BISOGNO DI SICUREZZA (TEMA SU CUI SI DECIDONO LE PROSSIME POLITICHE) – IL CAMBIO DI STRATEGIA DI MARIO ROGGERO SULLA GRAZIA: "MATTARELLA VALUTI IL MIO CASO ANDANDO OLTRE LE POLEMICHE SU DI ME” - COME PASSA LE GIORNATE IN CARCERE E IL TIMORE PER LA MOGLIE IN NEGOZIO…

PAOLA SCOLA per la Stampa - Estratti

 

striscione per mario roggero

 La sua speranza? «Che il presidente Mattarella prenda in esame la richiesta di grazia con molta attenzione e umanità, al di là e al di sopra delle polemiche che hanno segnato la mia vicenda».

 

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due uomini che stavano scappando dopo aver tentato di rapinare il suo negozio ferendone un terzo, la sera del 28 aprile 2021, è perfettamente al corrente di quanto si sta muovendo nel mondo esterno intorno alla sua vicenda. Lo sa attraverso le telefonate con moglie e figlie, i colloqui con i suoi legali, la tv che vede in cella. Sa della decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano di fissare per il 16 settembre l'udienza sulla richiesta di differimento facoltativo della pena.

mario roggero 44

 

 

E sa dell'udienza del 9 settembre a Torino per la detenzione domiciliare. Giorgio Bergesio, senatore cuneese della Lega, ieri mattina gli ha fatto visita nel carcere di Bollate. E a lui Roggero, dopo la sua prima settimana da detenuto, ha consegnato le prime parole rivolte al mondo esterno. «Un gesto di vicinanza personale, più ancora che politica», spiega il senatore. Perché Bergesio è stato il primo parlamentare a incontrare il gioielliere subito dopo la rapina nel 2021. E il primo a portare la vicenda alla ribalta della politica nazionale, presentando un'interrogazione a Palazzo Madama.

 

LA MOGLIE DI MARIO ROGGERO MARIANGELA SANDRONE E LA FIGLIA LAURA

(…) «Andiamo d'accordo - ha raccontato ancora il gioielliere al senatore cuneese -, anche perché ha un carattere abbastanza taciturno, come me. Il mio compagno di cella è un grande appassionato di cucina, quindi non abbiamo alcun problema dal punto di vista dei pasti».

 

Come trascorrono il tempo? «La maggior parte parlando con gli altri e poi guardando insieme i programmi televisivi». (…) Una preoccupazione importante, però, il gioielliere la custodisce e l'ha confidata all'amico senatore: «So che il negozio ha riaperto e vivo un po' in apprensione pensando a mia moglie e alle nostre figlie che se ne occupano. Mi preoccupa la loro sicurezza, si sa che in questo momento io non sono lì e loro mandano avanti l'attività da sole. Per questo a ogni telefonata mi raccomando perché stiano molto attente».

 

Intanto nelle scorse ore la famiglia Roggero ha affidato ai profili social (che in tutta questa vicenda hanno assunto un ruolo enorme, tra commenti e follower) una lettera, come messaggio di ringraziamento prima di scegliere la via del silenzio: «Ci sono momenti in cui le parole sembrano non bastare - si legge nel post su Instagram -.

 

E forse questo è uno di quei momenti. In questi mesi abbiamo ricevuto qualcosa che non dimenticheremo mai: l'affetto di milioni di persone che, pur non conoscendoci, hanno scelto di esserci. C'è chi ha dedicato una preghiera a Mario. Chi ci ha scritto parole capaci di dare conforto. Chi ha telefonato. Chi ci ha teso una mano con un aiuto concreto.

PORTO D'ARMI - VIGNETTA BY ALTAN - REPUBBLICA

 

(…)

E chi, semplicemente, ogni giorno ha rivolto un pensiero alla nostra famiglia. Ogni gesto, piccolo o grande, ci ha ricordato che l'umanità esiste ancora. Al di là delle idee, opinioni e differenze, abbiamo incontrato persone che hanno scelto di guardare prima di tutto il lato umano di questa storia».

 

La moglie, Mariangela Sandrone, nei giorni scorsi ha rivolto un appello al presidente della Repubblica perché analizzi la richiesta di grazia «con un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia». Ora, dopo tanta esposizione, ha deciso di chiudersi nel riserbo e nel silenzio aspettando il corso della giustizia.

 

PIÙ DI UN ITALIANO SU DUE PER LA GRAZIA PER IL 45% È STATA LEGITTIMA DIFESA

ALESSANDRA GHISLERI per la Stampa - estratti

(…)

Non capita spesso che un sondaggio fotografi con tanta nitidezza un Paese diviso esattamente a metà. La rilevazione di Only Numbers lo fa: il 45,4% degli intervistati è convinto che si sia trattato di legittima difesa, il 44,8% no. Mezzo punto di scarto sta dentro il margine d'errore di qualsiasi rilevazione. La stessa scissione emerge anche su un piano più generale.

gioielleria di Mario Roggero a Grinzane Cavour

 

Alla domanda se, in linea di principio, «la difesa è sempre legittima», il 45,4% si dichiara d'accordo a differenza del 40% che non condivide questa affermazione. Tuttavia, il dato più interessante della rilevazione non è l'esistenza di una maggioranza, ma la sua assenza. Gli italiani infatti si dividono quasi perfettamente nel giudicare se il gioielliere abbia agito o meno in legittima difesa, si dividono sulla proporzionalità della sua reazione e si dividono persino sull'idea che la difesa sia "sempre" legittima.

 

È una fotografia rara in un'epoca nella quale quasi ogni questione tende a produrre schieramenti compatti e identitari. Qui, invece, il consenso si frantuma. Questo significa che la vicenda Roggero non è diventata un simbolo politico nel senso tradizionale del termine. È diventata piuttosto un dilemma morale, e i dilemmi, per definizione, non producono maggioranze, ma costringono a scegliere tra due alternative esclusive.

MATTEO SALVINI - MAGLIETTA CON LA FACCIA DI MARIO ROGGERO

 

È questo l'elemento che distingue il caso da altri temi divisivi, perché non emerge una polarizzazione ideologica netta lungo l'asse destra-sinistra, infatti anche una parte significativa dell'elettorato del Movimento 5 Stelle - con una media che supera di poco il 40% - si avvicina alle posizioni della maggioranza di governo, e non solo loro. Si presenta quindi come una frattura che attraversa dimensioni più profonde che coinvolgono il rapporto dell'uomo con la paura, la fiducia nello Stato e l'idea stessa di cosa significhi "farsi giustizia".

 

C'è poi un altro elemento che merita attenzione. L'Italia che emerge dal sondaggio non appare affatto animata da una cultura della vendetta, come spesso si sostiene, perché se così fosse, i dati sarebbero molto più univoci. Invece gli intervistati sembrano distinguere con sorprendente lucidità tre piani diversi: il giudizio sulla condotta del gioielliere, quello sulla severità della pena e quello sulle regole generali della legittima difesa. È una distinzione tutt'altro che banale, perché quel 53,2% favorevole alla grazia presidenziale racconta qualcosa di diverso rispetto ai numeri sulla legittima difesa. Non è tanto un giudizio sul fatto, quanto sulla proporzione tra il fatto e la pena, inevitabilmente influenzato dall'età dell'imputato.

MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE

 

Quattordici anni di carcere a 72 anni equivalgono, di fatto, a una pena destinata a occupare gran parte della vita residua. La legge stabilisce la pena, ma l'età e la storia personale ne cambiano profondamente il significato. È significativo che il consenso per la grazia sia più ampio di quello registrato su qualsiasi altra domanda: molti italiani sembrano dire «forse ha sbagliato, ma la pena appare eccessiva».

 

Una posizione che consente di conciliare il rispetto per la sentenza con la pietà per la persona, senza dimenticare che quella vicenda si è conclusa con la morte di due uomini e il ferimento di un terzo, un esito che continua a interrogare la coscienza collettiva. Il 71,2% contrario al risarcimento ai rapinatori o ai loro familiari è invece l'unico dato che supera nettamente la soglia della maggioranza qualificata. Il consenso molto elevato contro i risarcimenti ai rapinatori racconta poi qualcosa di ancora diverso.

MARIANGELA SANDRONE - MARIO ROGGERO E LA FIGLIA

 

Più che una richiesta di pene più dure, sembra esprimere una domanda di coerenza morale. (…) È la dimostrazione che l'opinione pubblica ragiona meno per categorie giuridiche e più per equilibrio - personale - complessivo. Il diritto è costretto a classificare, mentre i cittadini tendono invece a pesare. E infine il 33,6% degli intervistati dichiara di non conoscere - così a freddo - la propria reazione trovandosi nella stessa situazione. È forse la risposta più importante e sincera dell'intero sondaggio.

 

(…) Questo sondaggio racconta una società nella quale la sicurezza è diventata un'esperienza profondamente soggettiva.

 

MARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIO

Le statistiche sulla criminalità possono anche migliorare, ma se le persone continuano a sentirsi vulnerabili è la percezione, più dei dati, a orientare il consenso. È probabilmente questa la lezione politica più importante che emerge dal sondaggio. Non quella di un Paese che chiede di sostituirsi allo Stato, ma di un Paese che teme di essere lasciato solo quando la paura irrompe dentro casa. È su questa domanda di sicurezza, prima ancora che sulla sentenza Roggero, che la politica sarà chiamata a misurarsi.

MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONEMARIO ROGGERO OSPITE DI DRITTO E ROVESCIOCARCERE DI BOLLATE - SOSTEGNO A MARIO ROGGEROMARIANGELA SANDRONE E MARIO ROGGERO

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