shopping musulmane-9

GRANDI MAGAZZINI? GRANDE CRISI! - PARIGI PASSA DALL'ESSERE LA CAPITALE DEL LUSSO A QUELLA DEL RISPARMIO (ANCHE IN FRANCIA, NON C'HANNO PIÙ UN EURO): NEI PRIMI SEI MESI DEL 2026, C'E' STATO UN CALO DELL'11.3% DI CLIENTI NEI NEGOZI DI LUSSO NEI CENTRI COMMERCIALI - GUCCI LASCERA' LA GALLERIA "LAFAYETTE" E LA "SAMARITAINE" - DIOR, SANDRO, GUERLAIN E ALTRI SONO SCAPPANO DAL "BHV" - KERING, COLOSSO CHE DETIENE YVES SAINT LAURENT, BALENCIAGA E GUCCI, PUNTA A CHIUDERE 100 BOUTIQUE - LA COLPA È LA MANCANZA DEI RICCONI STRANIERI (RUSSI E MEDIORIENTALI) CHE, VISTO LO SCENARIO GEOPOLITICO, SE NE STANNO A CASA...

Estratto dell'articolo di Danilo Ceccarelli per “la Stampa”

 

shopping negli emirati

Da capitale della moda e del lusso a quella del risparmio. Per Parigi il passo si fa sempre più breve, anche se forse sarebbe più opportuno parlare di scatto respirando l'aria che tira nei grandi magazzini dove si trovano i grandi marchi del settore.

 

Quei templi del commercio borghese, nati alla fine del diciannovesimo secolo nella Francia di Napoleone III e raccontati da Émile Zola ne Al paradiso delle signore, dopo più di un secolo e mezzo di fasti oggi appaiono in difficoltà. Pochi clienti, commessi che si girano i pollici e gli ultimi arrivi, tra abiti, accessori e gioielli, che prendono polvere in vetrina.

 

Una crisi generale ben illustrata dai dati sugli ingressi nelle boutique parigine raccolti da Sensormatic: nel primo semestre del 2026 c'è stato un calo dell'11,3 per cento dei clienti rispetto allo stesso periodo del 2026. In questo quadro, molte maison preferiscono abbandonare i department store per razionalizzare l'offerta tra chiusure e ricollocamenti nelle proprie boutique.

 

avenue montaigne a parigi

Secondo Le Monde, Gucci prevede di lasciare le Galeries Lafayette e la Samaritaine per rifugiarsi nel futuro flagship a rue de Castiglione, vicino a place Vendôme. Alla fine dello scorso anno Dior,

 

Sandro, Guerlain e altri sono fuggiti dal Bhv del quartiere Marais a causa di mancati pagamenti e, soprattutto, dell'arrivo di Shein, controverso colosso cinese low cost accusato di concorrenza sleale e di una linea anti-ambientale.

 

Kering, colosso d'oltralpe che detiene, tra gli altri, Yves Saint Laurent, Balenciaga e Gucci, punta a chiudere 100 boutique nel corso di questo esercizio. Il tutto, con i sindacati che seguono con attenzione. Nella Samaritaine, di proprietà del colosso Lvmh che detiene anche Le Bon Marché, la situazione viene definita «preoccupante» dalle sigle Cfe-Cgc, che denunciano «cali di effettivi» a «tutti i livelli».

shopping 1

 

[...] Il turismo del lusso risente della congiuntura geopolitica, che per vari motivi lascia a casa chi è abituato a mettere mano al portafoglio quando sbarca all'ombra della Tour Eiffel. Come i russi, colpiti dalle sanzioni per la guerra in Ucraina, gli acquirenti proveniente dai Paesi del Golfo,

 

finiti al centro del conflitto tra Usa e Iran, o i cinesi, che dopo la pandemia hanno cominciato a disertare la Francia (1,5 milioni nel 2025 contro i 2 milioni del 2019, stando all'agenzia Atout France).

 

Per far fronte ad un simile crollo, i grands magasins corrono ai ripari. Il Bhv del quartiere Marais fa marcia indietro dopo le polemiche emerse per aver ospitato Shein, che dovrebbe presto andarsene per far posto ad un centinaio di nuovi marchi attesi entro la fine dell'anno. [...]

galleries lafayette segrate progetto

 

Le Galeries Lafayette, che nel 2025 hanno registrato la cifra invidiabile 35 milioni di visitatori, negli ultimi anni hanno cambiato il loro modello, diminuendo la dipendenza dalla clientela straniera fino ad arrivare ad avere il 40% degli acquirenti francesi e il 60% stranieri.

 

Secondo Les Echos, il gruppo investirà 25 milioni di euro entro la fine del 2027 nello loro storico centro di boulevard Haussmann per renderlo il primo al mondo, nell'ambito di un piano complessivo da 260 milioni che interessa l'intero network.

 

Ma la crisi del settore si fa sentire anche da questo lato delle Alpi. Coin ha recentemente nominato Enrico Faglioni nuovo amministratore delegato nell'ambito del piano di rilancio volto a far uscire il gruppo dalla crisi, che tornerà sul tavolo del Mimit il prossimo 7 ottobre, dopo gli incontri tra azienda e sindacati incentrati sulla salvaguardia dei 1.300 lavoratori.

 

galeries lafayette parigi

Le difficoltà del gruppo hanno portato alla chiusura di alcuni punti vendita storici in Italia, come quello romano di Cola di Rienzo lo scorso aprile o quello a fine luglio di corso Vercelli a Milano. La ripresa dello storico marchio passa per un aumento di capitale da 30 milioni di euro, la trasformazione in una piattaforma di marchi e nuove partnership, come quella stretta con la spagnola Mango. [...]

rich kid cinese f shopping

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO