giochi del mediterraneo milena gabanelli

CARO CE COSTA LA MINI OLIMPIADE DEL MARE NOSTRUM – I "GIOCHI DEL MEDITERRANEO", CHE SI SVOLGERANNO A TARANTO DAL 21 AGOSTO AL 3 SETTEMBRE COSTERANNO OLTRE 350 MILIONI DI EURO DI FONDI PUBBLICI (PIÙ DEL DOPPIO RISPETTO AI 150 MILIONI INIZIALMENTE PREVISTI), PER COSTRUIRE O RINNOVARE GLI IMPIANTI PUBBLICI, MA ANCHE SPESE NON ESSENZIALI – IL PROBLEMA È CHE I GIOCHI SONO ORMAI UN TORNEO DI SECONDO PIANO, CHE NON ATTIRANO SPETTATORI, SPONSOR O DIRITTI TV – MILENA GABANELLI: “È GIUSTO CHIEDERSI SE INVESTIRE LA STESSA CIFRA IN INTERVENTI ORDINARI SU TUTTA LA REGIONE, E NON ATTORNO AD UNA SINGOLA PROVINCIA, NON SAREBBE STATA UNA SCELTA MIGLIORE…”

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Marco Bonarrigo,Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

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Niente mondiali di calcio, ma ospiteremo i Giochi del Mediterraneo, in programma ogni quattro anni dal 1951: una mini olimpiade con 29 discipline e riservata agli Stati che si affacciano o sono vicini al Mare Nostrum.

 

A coordinarli e assegnarli alle nazioni che si candidano è un «clone» del Cio con sede ad Atene, il Comité International de Jeux Mediterraneéns, le cui competenze si sovrappongono anche a quelle del Comitato olimpico europeo, duplicando cariche politiche, incarichi dirigenziali, commissioni, spese di gestione.

 

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A TARANTO CON AMORE

L’edizione 2026, che si svolgerà dal 21 agosto al 3 settembre, è stata assegnata alla città di Taranto, unica candidata che ha risposto al bando.  […] Il comitato organizzatore è presieduto dall’ex judoka olimpionico pugliese Carlo Molfetta, privo di esperienze manageriali, ma a gestire tutto è il suo conterraneo Massimo Ferrarese, 64 anni, imprenditore nel settore edile, ex presidente di centrodestra della provincia di Brindisi che il governo Meloni ha nominato commissario straordinario.

 

Ferrarese ha il compito di evitare un nuovo salasso per le casse dello Stato, considerando che le recentissime Olimpiadi di Milano-Cortina vantano un deficit stimato in 230 milioni per aumentati costi e 80 di minori introiti rispetto al piano finanziario che toccherà pagare allo Stato.

 

I FINANZIAMENTI

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 Il finanziamento pubblico iniziale di 150 milioni (stanziato dal governo Conte) è stato portato dal governo Meloni a 315 milioni per completare le opere necessarie: 30 impianti sportivi da costruire ex novo o da rinnovare in diciannove comuni della provincia di Taranto. Altri 35 milioni li ha aggiunti la Regione Puglia per gli impianti esclusi dai fondi statali, cioè quelli di Manduria, Fragagnano, Avetrana e Faggiano.

 

Ma nell’avvicinarsi all’evento, urgenze e imprevisti richiedono nuovi stanziamenti: il 16 giugno il Consiglio dei ministri ha stanziato altri 15 milioni di euro per compensare il taglio di 8,5 milioni previsto dal Mef a fine maggio e non ancora attuato.

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I fondi dei Giochi andrebbero utilizzati esclusivamente per costruire o rinnovare impianti sportivi di cui il territorio ha estremo bisogno. Invece serviranno anche a pagare operazioni di cosmetica edile e urbana, come l’appalto da 5,5 milioni di euro per costruire uno spray park alimentato e dotato di spruzzi d’acqua che sospendono in volo una pallina da tennis in formato gigante del centro sportivo Magna Grecia di Taranto.

 

Serviranno per le aree ospitalità riservate ai vip (quella dello stadio Iacovone di Taranto è costata oltre 200 mila euro), per i ritocchi alla viabilità stradale e alle aree portuali, che dovrebbero invece essere finanziati da altri canali.

 

SPESE FUORI CONTROLLO

 In teoria, per far quadrare i conti, c’è l’idea che, a fine Giochi, tutti i 30 impianti dovrebbero venire assegnati in gestione a privati con la formula del project financing , ma per ora le manifestazioni di interesse riguardano solo due o tre grandi stadi, e per organizzarci concerti che garantiscono introiti elevati. Il rischio di spese fuori controllo richiede attenzione meticolosa per ogni operazione, su cui il governo, con la nomina del commissario, ha preso il totale controllo.

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Dal 1° aprile al 16 giugno scorso, Ferrarese ha firmato oltre cento atti, tra autorizzazioni di spesa e liquidazione di pagamenti che spaziano dal banale noleggio di una stampante da 170 euro all’appalto per la riqualificazione di un complesso sportivo del valore di 16 milioni di euro.

 

[…] Lo scorso aprile il Commissario ha dovuto sostituirsi come stazione appaltante al Comune di Torricella dopo un’inchiesta giudiziaria che ha portato agli arresti domiciliari l’ex vicesindaco Michele Franzoso per interferenze negli appalti dell’impianto per gare di tiro a segno. Nel giugno 2025 era stato dimezzato il finanziamento da 4 milioni al comune di Laterza per aver violato la convenzione di appalto della pista di atletica.

 

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NAVE DA CROCIERA PER GLI ATLETI

 Tra le spese più controverse, quelle per gli alloggi degli atleti e dei tecnici. […] La decisione è stata quella di ospitare tecnici e atleti a bordo di due navi da crociera per l’astronomica cifra di 30 milioni di euro. La prima, la più costosa, è stata affittata dalla saudita Aroya Cruises, da poco uscita dallo stretto di Hormuz. Per quanto confortevole, la cabina di una nave non è il massimo per trascorrere due settimane alla vigilia delle gare, salvo per il presidente del Comité International, a cui verrà assegnata la suite da 350 metri quadri.

 

Per la seconda nave restano 13 milioni, ma il bando è andato deserto, e si ripiegherà su un grosso traghetto. Sappiamo che la procedura dovrebbe essere chiusa entro luglio e che il più modesto traghetto ospiterà gli atleti italiani.

 

I PROBLEMI

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Al contrario delle Olimpiadi, che oltre agli imponenti fondi elargiti dal Cio, incassano importanti somme di denaro dagli sponsor e dalla vendita dei biglietti, qui le entrate di denaro da privati sono trascurabili. Gli sponsor latitano perché le tv sono poco interessate, e l’esito della gara d’appalto per le dirette, che si svolgono tutte all’interno di palazzetti, non è stato reso noto.

 

 Non si può contare sul pubblico pagante proprio perché a partecipare saranno atleti di secondo o terzo livello, i soli liberi dagli impegni dei campionati concomitanti: tra la metà di agosto e settembre sono in pista per Europei e Mondiali atletica, canottaggio, ginnastica artistica e ritmica, nuoto e volley. Sta di fatto che al 20 giugno i biglietti non erano ancora in vendita.

 

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Per i Giochi di Pescara 2009 (i cui libri contabili sono finiti in tribunale) i ticket smerciati furono poche centinaia e gli spalti si presentavano sempre vuoti

[…]

 

L’OCCASIONE PERSA

Il grosso investimento di denaro pubblico è stato giustificato come opportunità unica per rinnovare l’impiantistica locale e trasformare il tarantino in una meta turistica ambita, grazie alla visibilità delle gare. L’impatto turistico sarà invece limitato come la visibilità televisiva delle gare.

 

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Con un Meridione d’Italia che dal punto di vista dell’impiantistica sportiva sta malissimo (0,8 impianti attivi ogni 1.000 abitanti, metà della media nazionale secondo l’ultimo rapporto di Sport e Salute), è giusto chiedersi se investire la stessa cifra in interventi ordinari su tutta la regione, e non attorno ad una singola provincia, non sarebbe stata una scelta migliore.

 

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