palpeggiamento seno 1 palpare

"IL 42ENNE BENGALESE CHE MI MOLESTATO MI HA TOCCATO IL SENO DICENDO 'MOLTO BUONO!'" - LO RACCONTA LA 13ENNE DI TORINO CHE, ALL'INTERNO DI UN MINIMARKET, È STATA PALPEGGIATA DALL'UOMO: "ERO DISGUSTATA, AVEVO LA NAUSEA, COSÌ HO CHIAMATO SUBITO LA MIA MAMMA. DALLO CHOC NON RIUSCIVO PIÙ A MUOVERMI" - PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, IL PORCELLONE HA AVUTO IL TEMPO DI TOCCARE IL SEDERE A UNA 40ENNE - LA GIUDICE LO HA RIMESSO IN LIBERTÀ, SCATENANDO UN CASO POLITICO. IL 42ENNE SAREBBE "DISPIACIUTO". AL TG3 PIEMONTE HA AMMESSO: "AVEVO BEVUTO DUE TEQUILA. HO SBAGLIATO" - NORDIO INVIA GLI ISPETTORI "PER ACQUISIRE OGNI VALUTAZIONE UTILE" - MELONI: "CHI LO SPIEGA A QUEL QUARTIERE, CHE STANOTTE SA CHE QUELL'UOMO È DI NUOVO LÌ?" E SALVINI INVOCA LA "CASTRAZIONE CHIMICA"

CHI È IL CITTADINO BENGALESE ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE SU UNA 13ENNE A TORINO

Estratto dell’articolo di Alessandro D’amato per www.open.online

 

palpeggiamento

È un cittadino del Bangladesh di 42 anni l’uomo accusato di una violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 13 anni in un minimarket a Madonna di Campagna, in periferia a Torino. L’uomo è stato fermato dopo la denuncia dei genitori.

 

Dopo due giorni di carcere la gip ha disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma. L’ordinanza di quattro pagine è stata firmata dalla giudice 40enne da cinque anni in servizio nell’ufficio. E ha fatto arrabbiare Giorgia Meloni, mentre il Guardasigilli Carlo Nordio ha promosso un’ispezione.

 

PALPATA SUL SEDERE

Il Corriere della Sera riporta oggi il racconto della 13enne: «Ero disgustata, avevo la nausea, così ho chiamato subito la mia mamma. Dallo choc non riuscivo più a muovermi. Ho chiamato un amico perché mi venisse a prendere. Abbiamo fatto una piccola passeggiata, per tranquillizzarmi, e siamo tornati a casa».

 

Secondo la ricostruzione l’adolescente è stata molestata. L’uomo le ha palpeggiato il seno e ha detto «molto buono». L’arresto è arrivato subito dopo la denuncia. «Avevo bevuto due tequila, ho sbagliato», ha detto ai microfoni del Tg3 Piemonte. La ragazza era al minimarket per comprare bibite per i fratelli. «In passato gli avevo dato la mancia e ogni tanto mi regalava qualcosa», ha detto lei alla polizia.

PACCA SUL SEDERE

 

Poi il dialogo. «Quanti anni hai?». Lei risponde 13. «Sei molto giovane» commenta. E ancora: «Sei fidanzata?». «Si». Quindi l’abbraccio e il palpeggiamento del seno. La ragazzina se ne va sotto choc. Telefona alla madre e a un amico. Il patrigno chiama la polizia.

 

Le telecamere della sicurezza lo immortalano: «Non so maneggiare il computer, chiamo il mio collega che così vi può aiutare», sottolinea il commesso mostrandosi collaborativo. I filmati fotografano frame dopo frame la sequenza degli abusi. E anche un altro palpeggiamento, stavolta del sedere nei confronti di una donna di 40 anni non ancora identificata.

 

PALPATA SUL SEDERE

Di fronte al Gip l’uomo ha confessato: «Ho sbagliato, non ho mai commesso reati. È la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l’accaduto. Non succederà mai più nulla del genere». L’indomani la giudice deposita l’ordinanza ed evidenzia il rischio che l’indagato possa compiere reati analoghi, vista «la difficoltà a contenere i propri impulsi».

 

Tuttavia, ritiene che il 42enne – che è incensurato – sia stato «collaborativo» (si è attivato per consegnare i filmati), abbia mostrato «pentimento» e che il «trauma del carcere» rappresenti un deterrente: da qui la misura meno afflittiva dell’obbligo di firma.

palpeggiamenti

 

La ragazza è finita invece all’ospedale infantile Regina Margherita. Dove ha raccontato altri dettagli della violenza subita: «Quando stavo per pagare, alla cassa, mi ha chiesto se volevo degli snack o altre bibite in regalo. Ho rifiutato, insisteva. Allora ho accettato di prenderne una, la bibita Monster. Mi ha ancora parlato. Mi ha chiesto quanti anni avessi. Gli ho risposto 13. Ha risposto, sei molto giovane». [...]

 

Il racconto prosegue: «Quando sono uscita mi sono sentita disgustata, avevo la nausea. Ho chiamato subito mia madre. Poi mi sono come bloccata. A un certo punto, ero sul marciapiede, e non riuscivo più a muovermi. Ricordo che ero vicino a una lavanderia e ho chiamato un amico. Gli ho detto che non stavo bene, che avevo paura. Mi ha raggiunta in quattro, cinque minuti.

PALPEGGIAMENTO

 

Mi ha aiutata ad alzarmi da terra e mi ha preso le bibite. Mi ha fatta camminare per tranquillizzarmi e siamo andati a casa. Lui ha detto al mio fratellino, trattala bene, che è un momento difficile. Io mi vergognavo di raccontare a loro cosa mi era successo e ho chiesto della mia mamma. Poco dopo è arrivata la polizia a casa nostra».

 

Anche con la ragazzina c’è un precedente: «Due settimane prima ero andata a comprare le merendine, avevo una giacca nera e mi aveva messo la mano addosso ma ero riuscita ad uscire». Secondo la procura si tratta di un indagato seriale. [...]

 

SCARCERATO DOPO LA VIOLENZA SU UNA TREDICENNE NORDIO INVIA GLI ISPETTORI

Estratto dell'articolo di Elisa Sola per “la Stampa”

 

pedofilo palpeggia bimba 2

La premessa suona come un monito per sé e per l'intera classe politica: «La decisione del giudice rientra nell'ambito dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire».

 

L'annuncio è secco: «Ho disposto l'invio di ispettori per acquisire ogni valutazione utile». Dopo la scarcerazione del commesso indagato per avere abusato di una tredicenne in un minimarket di Torino, e 40 minuti prima di un'altra donna ancora non identificata, il ministro della Giustizia Carlo Nordio manda i funzionari in tribunale a Torino. Sottolineando, in una nota, «l'eccezionalità del caso e l'allarme sociale cagionato».

 

pedofilo palpeggia bimba 4

Una decisione, quella del governo, spiegata con un post su Facebook dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni, che esprime «totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia». «Parliamo, giustamente, molto di sicurezza - afferma Meloni - si chiede, giustamente, conto al governo di quello che non va. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le forze dell'ordine hanno fatto il loro dovere in poche ore. La procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato.

 

E poi arriva un provvedimento che la spezza in 48 ore e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del ministero. Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell'uomo è di nuovo lì?».

pedofilo palpeggia bimba 6

 

Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, « quello che è accaduto è un fatto gravissimo, inaccettabile, che offende la coscienza comune e tutte le donne italiane».

 

E mentre si infuoca il dibattito politico, con voci di accusa bipartisan contro la decisione del gip che ha valutato sufficiente, per l'indagato, l'obbligo di firma al posto del carcere, c'è chi ricorda quanto ha messo nero su bianco il ministro della Giustizia.[...]

pedofilo palpeggia bimba 5

 

Ma sono due i concetti cardine rimarcati. Il primo, è che le ordinanze non si commentano. Il secondo, è che gli unici luoghi nei quali possono essere discussi i provvedimenti dei giudici sono le sedi opportune. Sedi della giustizia.

 

Lo sa bene la procura, guidata da Giovanni Bombardieri, che è pronta a ricorrere al tribunale del Riesame contro la decisione del gip. Il pm di turno Paolo Cappelli, dopo il fermo di sabato, aveva chiesto il carcere. Tra le motivazioni, il fatto che l'indagato, di 42 anni, avesse abusato non solo della tredicenne, ma anche di una donna adulta, immortalata dalle telecamere 40 minuti prima.

 

palpeggiatore 1

Il rischio di reiterazione del reato è elevato. Quindi, ora che il gip ha respinto la richiesta, la procura ha dieci giorni di tempo per inoltrare il ricorso al tribunale delle Libertà. E riaffermare lo stesso principio: la necessità del carcere.

 

La decisione del giudice era motivata sul fatto che il commesso fosse incensurato, che fosse parso «collaborativo» per avere consegnato ai poliziotti i filmati delle telecamere del negozio. Il «trauma dell'arresto» sarebbe inoltre, per il gip, sufficiente come deterrente per l'indagato, che aveva espresso dispiacere per l'accaduto durante l'interrogatorio di garanzia.

 

palpeggiatore

[...] Per il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini «la castrazione chimica» è la soluzione. «Chiudere il minimarket della vergogna» è la richiesta della deputata Augusta Montaruli e dell'assessore piemontese Maurizio Marrone, che ieri, con i militanti di Fratelli d'Italia, si sono piazzati in presidio davanti alla questura di Torino.

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