vladimir putin giorgio gori elly schlein giuseppe conte bonelli fratoianni

“IL PD DEVE ESSERE GENEROSO MA NON REMISSIVO” – GIORGIO GORI, EUROPARLAMENTARE ED ESPONENTE DI SPICCO DEI RIFORMISTI DEM, AVVERTE ELLY SCHLEIN E COMPAGNI, SCHIACCIATI SULLA LINEA CONTE IN POLITICA ESTERA: “VORREI CHE IL PD FACESSE IL PD. RIMETTERE SCELTE DECISIVE AL CONSENSO DI ALTRI PARTITI SIGNIFICA METTERE NELLE LORO MANI LA NOSTRA STESSA IDENTITÀ, E SAREBBE UN ERRORE MOLTO GRAVE. IL PD NON PUÒ PERMETTERSI UNO STRAPPO CON LE GRANDI DEMOCRAZIE EUROPEE E CON LA FAMIGLIA DEL SOCIALISMO EUROPEO” – LE STILETTATE DI PRODI E GENTILONI A ELLY, CHE STUDIA UN ASSE CON I CENTRISTI...

GIORGIO GORI - «DIFESA UE E ARMI A KIEV SONO LA LINEA DEL PSE IL PARTITO NON PUÒ PERMETTERSI SIMILI STRAPPI»

Estratto dell’articolo di Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

giorgio gori al parlamento europeo

Giorgio Gori — ex sindaco di Bergamo e ora europarlamentare del Partito democratico — come giudica la posizione assunta in politica estera da Pd, M5S e Avs con la risoluzione comune presentata dopo le comunicazioni del ministro Giorgetti sulla clausola di salvaguardia nazionale?

«Conosco la posizione dei socialisti europei, che condivido, e certo non coincide con i contenuti della risoluzione concordata alla Camera dai vertici dei tre partiti.

 

Il sostegno anche militare all’Ucraina e il rafforzamento della difesa continentale caratterizzano una linea che è comune non solo alle democrazie europee, ma ancor di più al Partito socialista europeo e al gruppo S&D.

 

IL FILO CONTE - UNA MATASSA INTRIGATA - VIGNETTA BY GIANNELLI

Sono due punti collegati: perché sarebbe gravissimo far mancare il sostegno europeo all’Ucraina che combatte contro l’aggressione russa e perché la stessa Europa, non potendo più affidarsi alla protezione degli Stati Uniti, è esposta a nuove minacce. Discostarsi da questo impianto significa rompere con le democrazie europee e con il socialismo europeo.

 

Non credo che il Pd possa permettersi una frattura simile, né la coalizione nel suo complesso, perché questi due punti — come ha ben spiegato Gentiloni nella sua intervista al Corriere — sono un requisito minimo per chi vuole candidarsi a governare il Paese».

 

Oggi però Pd, M5S e Avs restano su posizioni diverse: sì alla difesa europea, no alle spese militari, silenzio su Safe.

«La competenza sulla difesa rimane, purtroppo, degli Stati membri. Non ha quindi senso contrapporre difesa comune europea e investimenti nazionali. Da questi ultimi, il più possibile coordinati, necessariamente si parte. Safe, peraltro, è pensato proprio per ridurre la frammentazione degli investimenti ed evitare ai singoli Paesi di dover scegliere tra welfare e difesa. Non coglierne l’opportunità è una contraddizione per chi dice di credere nella difesa europea».

 

giorgio gori schlein

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, però, la pensa diversamente.

«Rispetto tutti, ma ci sono linee rosse invalicabili. Tocca a M5S e Avs fare un passo avanti in termini di ragionevolezza».

 

C’è chi sostiene che il Partito democratico, essendo la forza maggiore del centrosinistra, dovrebbe essere meno acquiescente verso il M5S...

«Da primo partito della coalizione, il Pd ha una responsabilità doppia: deve essere generoso, ma non remissivo. Rimettere scelte decisive al consenso di altri partiti significa mettere nelle loro mani la nostra stessa identità, e sarebbe un errore molto grave».

 

schlein fratoianni bonelli conte

Dica la verità, Gori, si fida del fatto che Elly Schlein tenga la barra dritta?

«Penso che sia consapevole che il Pd non può permettersi uno strappo con le grandi democrazie europee e con la famiglia del socialismo europeo. Per me è questo il faro che deve orientare le scelte del partito».

 

[...] Resta nel Pd o strappa?

«Sono nel Partito Democratico, e vorrei che il Pd facesse, appunto, il Pd. Per questo, nei limiti delle mie possibilità, mi batto insieme agli amici riformisti perché il partito tenga il punto su temi tanto importanti». [...]

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin

POLITICA ESTERA, PD AL BIVIO SCHLEIN PENSA A UN ASSE CHE ARGINI CONTE E AVS

Estratto dell’articolo di M.T.M. per il “Corriere della Sera”

 

La politica estera continua a essere il vero tallone d’Achille del Campo largo. Due personalità di spicco di quell’area, come Romano Prodi (sul F oglio ) e Paolo Gentiloni (sul Corriere ) hanno criticato la prova che ha dato il centrosinistra nel dibattito parlamentare di mercoledì scorso. E il dissenso dei riformisti dem resta, anche se nessun esponente di quell’area per ora andrà via.

 

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni manifestazione del campo largo foto lapresse

Ma il vero nodo della questione, in politica estera, è l’aiuto militare all’Ucraina. Perché su quello non solo si spacca il Campo largo, ma anche quello stretto. Già, come è noto il Pd con Elly Schlein ha una posizione, M5S e Avs ne hanno un’altra. E non è il timore di dividere ancora una volta il partito a far dire alla segretaria del Pd che Kiev va «aiutata con tutti i mezzi necessari».

 

[...] Schlein [...] continua a dire che «una mediazione è possibile», ma in cuor suo sa bene che sarà difficile trovare una sintesi con il Movimento 5 Stelle e Avs. Però Schlein non è tipo da demordere e intende dirimere la questione già in autunno. Non vuole aspettare le primarie per farlo.

 

giorgio gori funerali silvio berlusconi

«La cornice deve essere chiara» prima che il popolo del centrosinistra si esprima nei gazebo. Per questa ragione Schlein ha tutte le intenzioni di fare asse con le altre forze del Campo largo. Con Italia viva, con + Europa, con i centristi. Riccardo Magi è pronto: «Tutti sanno che non può esserci nessuna svolta negoziale se si interromperà l’aiuto politico, economico e militare all’Ucraina. Per noi si tratta di un punto imprescindibile che non può che essere chiarito e definito prima di eventuali primarie».

 

Certo, per Schlein non sarà facile mettere Conte, che per ora appare in grande spolvero, in condizioni di doversi piegare alla mediazione. Però lei non dispera. Ha in mente un road map che porti la coalizione a fissare dei paletti già in ottobre. Del resto, la questione del congresso dem sembra ormai archiviata: si terrà dopo le Politiche e su questo punto nemmeno i riformisti dem sono contrari.

 

Perciò la segretaria ha tutto il tempo e il modo di dedicarsi alla costruzione dell’assetto definitivo dell’alleanza dei progressiti. E dalle parti del Pd circola già una possibile ipotesi di mediazione: il punto programmatico di caduta potrebbe consistere nell’assicurazione di restare al fianco dell’Ucraina, anche sul piano militare, ma di condizionare questo sostegno al rilancio di una forte azione diplomatica affidata all’Europa.

 

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

Dunque a ottobre, stando ai calcoli di Schlein, si entrerà nel vivo della discussione sulle linee programmatiche della futura alleanza (anche se è probabile che la definizione di quei punti arriverà a novembre). Sarà un mese impegnativo quello per il centrosinistra. E denso di dibattiti. Anche il «correntone» di Montepulciano, che mette insieme i sostenitori di Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza, vuole essere della partita. E per questa ragione ha indetto un convegno dal 2 al 4 ottobre a cui verranno invitati tutti i leader della coalizione che verrà.

MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI giuseppe conte elly schleingiuseppe conte elly schlein 4 GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI ALLA FESTA DEI 125 ANNI DELLA FIOM

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