"A VOLTE LA VIOLENZA È LEGITTIMA" - LE VERGOGNOSE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI SAINT-DENIS, BALLY BAGAYOKO (MA E' UN SINDACO O UN TERRORISTA?) - BAGAYOKO, DI ORIGINI MALIANE, CAVALCA L'ONDA DELLE PROTESTE DEGLI STUDENTI FRANCESI, CHE METTONO A FERRO E FUOCO LE CITTÀ: SCENDE IN STRADA BRANDENDO UNA BANDIERA FRANCESE E I MARANZELLI LO ACCLAMANO COME SE FOSSE UNA ROCKSTAR (È CONSIDERATO COME IL SUCCESSORE DEL "TRIBUNO ROSSO" MÉLENCHON) - IL VIDEO DI LUI IN PRIMA FILA, CHE SI FRAPPONE TRA I VIOLENTI E LA POLIZIA
Estratto dell'articolo di D.Cec. per “la Stampa”
Quando martedì si è presentato alla manifestazione di Parigi con la bandiera della Francia tra le mani, Bally Bagayoko è stato accolto come una rockstar dai giovani, tra chi l'ha applaudito scandendo il suo nome e chi gli chiedeva un selfie.
L'unico politico a ricevere un trattamento del genere durante il corteo, a testimonianza della popolarità raggiunta nel giro di pochi mesi dal sindaco di Saint Denis, comune della banlieue parigina considerato tra i più difficili della Francia.
Il primo cittadino di origini maliane, eletto a marzo sotto i colori della sinistra radicale di La France Insoumise, era tornato a far parlare di sé nei giorni scorsi, quando criticò la risposta della polizia alla contestazione, dichiarando davanti al liceo Paul Eluard, situato nel suo comune, che la violenza degli studenti può essere «legittima».
Parole che hanno fatto saltare dalla sedia il governo e la destra, già sul piede di guerra contro gli insoumis, accusati di essere gli istigatori dei disordini. Ma da Bagayoko nessun dietrofront. Il sindaco ha confermato le sue dichiarazioni, pur sottolineando di «disapprovare totalmente la violenza». [...]
Da quel momento, Bagayoko non ha mai smesso di essere in prima linea nella protesta, dando l'esempio ad altri colleghi di partito che l'hanno imitato scendendo in piazza. Due giorni fa era in strada con i giovani nella manifestazione parigina e in un momento di tensione si è frapposto tra loro e la polizia, prima di essere portato via da alcuni militanti con le lacrime agli occhi a causa dei lacrimogeni.
Un attivismo che non piace per niente alle destre, tanto che Eric Ciotti, ex leader dei Repubblicani oggi alleato di Marine Le Pen, ha chiesto la revoca del suo mandato da sindaco da parte del Consiglio dei ministri. Una provocazione più che una proposta. Intanto, Bagayoko continua la sua ascesa e in molti cominciano a considerarlo come il successore naturale di Mélenchon, il tribuno 75enne arrivato alla quarta candidatura alle presidenziali.
Il sindaco sembra incarnare alla perfezione quel concetto di Nouvelle France elaborato lo scorso anno dallo stesso leader degli insoumis per indicare le trasformazioni demografiche, economiche e sociali del Paese:
un primo cittadino di colore, nato da un padre meccanico e una madre casalinga, cresciuto nelle case popolari di Saint-Denis insieme a sette fratelli e sorelle, con un passato nei comunisti prima di approdare tra i melenchoniani.
Fin dall'inizio del mandato alla guida di Saint-Denis, l'astro nascente della sinistra radicale ha fatto parlare di sé. Prima per il ritratto del presidente Macron staccato in segno di protesta dal muro del suo ufficio, poi per la denuncia contro CNews, l'emittente di Vincent Bolloré con una linea editoriale marcata a destra, accusata di averlo definito come appartenente alla «famiglia delle grandi scimmie» con un atteggiamento da «maschio dominante» negli interventi dello pisoclogo Jean Doridot e del filosofo Michel Onfray. [...]
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