buen camino

CIAK, MI GIRA! – SIETE PRONTI? CON I RISULTATI DI IERI, UN MILIONE 325 MILA EURO, “BUEN CAMINO” DI GENNARO NUNZIANTE E CHECCO ZALONE ARRIVA A 68 MILIONI 823 MILA EURO E DIVENTA IL FILM ITALIANO CHE HA INCASSATO DI PIÙ (IN EURO) NELLA STORIA DEL CINEMA ITALIANO – ANCHE SE CON 8,5 MILIONI DI SPETTATORI NON ARRIVA AL NUMERO DI SPETTATORI DI UN “DOTTOR ZIVAGO” (22 MILIONI) O DI “IL PADRINO” (21 MILIONI) – È UNA BELLA SORPRESA ANCHE L’INCASSO DI “LA GRAZIA” DI PAOLO SORRENTINO, 831 MILA EURO, CHE PORTA IL FILM AL BEL TOTALE DI 1 MILIONE 687 MILA EURO IN TRE GIORNI – È UN SUCCESSO PER IL CINEMA ITALIANO CHE DIMOSTRA DI ESSERE VIVO E VEGETO, ALLA FACCIA DEL MINISTRO GIULI E DEI PIANI DELLA DESTRA PER SMANTELLARE IL CINEMA CONSIDERATO DI SINISTRA… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

checco zalone buen camino

Siete pronti? Con l’incasso di ieri, 1 milione 325 mila euro, 161 mila spettatori in 648 sale, “Buen camino” di Gennaro Nunziante e Checco Zalone arriva a 68 milioni 823 mila euro e diventa il film italiano che ha incassato di più (in euro) nella storia del cinema italiano.

 

Anche se con 8 milioni e mezzo di spettatori non arriva al numero di spettatori di un “Dottor Zivago”, 22 milioni, o “Il Padrino”, 21 milioni, o di “Guerra e pace”, 15, o di “Per un pugno di dollari”, 14.

 

buen camino

Nella festa degli incassi e dei milioni dei produttori di Indiana, della Medusa che distribuisce e degli esercenti che si ricorderanno questo Natale per anni, è una bella sorpresa anche l’incasso di “La Grazia” di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, 831 mila euro, 110 mila spettatori in 562 sale, che porta il film al bel totale di 1 milione 687 mila euro in tre giorni, compresi però gli incassi delle anteprime mattutine.

 

Più del primo sabato di "Parthenope", più Italia e meno Campania e grande affluenza tra i giovani tra i 18/30. Per la nuova The Apartment di Anna Maria Morelli e per la Piper Film che distribuisce è già un successo. Perché stiamo parlando di un film d’autore, un film premiato a Venezia, con la Coppa Volpi a Toni Servillo, che di solito non si traducono in successi al botteghino.

 

 

la grazia

Con gli incassi di oggi supererà facilmente i 2 milioni, per intenderci. E’ un successo per il cinema italiano che dimostra di essere vivo e vegeto, alla faccia del Ministro Giuli e dei piani della destra per smantellare il cinema considerato di sinistra visto che non è possibile costruire una nuova egemonia, almeno cinematografica, di destra.

 

E la festa è ancora più grande coi premi del nostro cinema ieri notte agli EFA, gli Oscar europei, per Alice Rohrwacher, alla carriera, per l’opera prima di Greta Scarano, “La vita da grandi”, European Young Audience Award, ma soprattutto per l’ironico italo-croato “Fiume o morte” di Igor Bezinovic, miglior documentario, che rilegge in modo beffardo l’avventura di Gabriele D’Annunzio di Fiume.

 

paolo sorrentino servillo la grazia

Giuli e Genny Sangiuliano avevano richiesto più volte film celebrativi sul Vate e su Fiume, ma il premio a questo film ironico sembra andare proprio verso un’altra direzione.

 

“Avatar: fuoco e cenere” di James Cameron risale al terzo posto con 302 mila euro, 30 mila spettatori in 244 sale per un totale di 24 milioni 503 mila euro. Quarto posto al botteghino per ciò che rimane della commedia romana, “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti con Marco Giallini ristoratore (“so’ du’ grice”), Ricky Memphis cuoco gay, Ilenia Pastorelli moglie insoddisfatta di Fabio Volo, che sale ieri a 265 mila euro, 35 mila spettatori in 287 sale e un totale di 409 mila euro. Vabbé…

 

 

una di famiglia

La dark comedy “Una di famiglia” di Paul Feig con la prosperosa Sydney Sweeney e Amanda Seyfried che fanno i giochi di classe nei quartieri alti del New Jersey, successo incredibile in tutto il mondo, ieri era quinto con 229 mila euro, 28 mila spettatori e un totale di 2 milioni 830 mila euro. L’ho visto ieri sera al Giulio Cesare a Roma ed era piuttosto pieno.

 

Seguono “Norimberga” con 216 mila euro, 28 mila spettatori e un totale di 7 milioni 648 mila euro, “No Other Choice” di Park Chan wook con 144 mila euro e un totale di 2 milioni 424 mila euro.

 

28 anni dopo il tempio delle ossa 8

Il violentissimo horror “28 anni dopo. Il tempio delle ossa” diretto da Nia DaCosta, prodotto da Danny Boyle, scritto da Alex Garland con Ralph Fiennes e Jack O’Connell, chiaro ritratto dell’isolazionismo inglese e della Brexit dove gli zombie non sono i più disumani, che è primo in America con un esordio bomba venerdì da 5,6 milioni di dollari, da noi non funziona. Infatti è solo ottavo con 141 mila euro, 16 mila spettatori e un totale di 282 mila euro. Peccato, è un buon film. Ma il nostro pubblico non vuole vedere zombi giganteschi, pedofili alla Jimmy Savile, e vecchia musica rock inglese.

 

28 anni dopo il tempio delle ossa 11

Nono “SpongeBob”, che non risale neanche di sabato, ieri con 106 mila euro, 15 mila spettatori e un totale di 3 milioni 304 mila euro. “Primavera” di Damiano Michieletto con Michele Riondino e Tecla Insolia è 11° con 65 mila euro, 9 mila spettatori e un totale di 2 milioni 80 mila euro.

 

Il bellissimo “Sirat” di Oliver Laxe, che ha vinto quattro premi, tutti tecnici, scenografia, suono, fotografia, casting, ieri sera agli EFA, è 13° con 34 mila euro, 4 mila spettatori e un totale di 276 mila euro. Il vincitore assoluto degli EFA, "Sentimental Value” di Joachim Trier, sei premi, miglior film, regia, sceneggiatura, musica, e due attori protagonisti, Stellan Skarsgard e Renate Reinsve, uscirà il 22 gennaio.

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