IL CINEMA DEI GIUSTI – “THE SOCIAL – IL PREZZO DELLA VERITÀ”, SORTA DI SPIN OFF DI “THE SOCIAL NETWORK”, È UN CLASSICISSIMO FILM DI INCHIESTA, CON IL JEFF HORWITZ DEL “WALL STEET JOURNAL”, INTERPRETATO DA JEREMY ALLEN WHITE CHE CERCA DI SCOPRIRE LE MAGAGNE DI FACEBOOK, IL SUO RUOLO NELL’INDIRIZZARE I GUSTI DEGLI ISCRITTI, E CON UNA GOLA PROFONDA, FRANCES HAUGEN, INTERPRETATA DA MIKEY MADISON - CERTO, CAPISCO PERCHÉ I CRITICI AMERICANI ABBIANO SCRITTO CHE IL VERO SEQUEL DI “THE SOCIAL NETWORK” È “ARTIFICIAL” DI LUCA GUADAGNINO: IL PROBLEMA DEL FILM DI AARON SORKIN È CHE RIMANE UN COMPITINO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
jeremy strong the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
Non so perché la distribuzione italiana abbia tagliato il titolo originale del film, “The Social Reckoning”, cioè “La resa dei conti dei social” trasformandolo in un blando e un po’ inutile “The Social – Il prezzo della verità”.
Di fatto, il film, scritto e diretto da Aaron Sorkin, che scrisse ormai sedici anni fa, diretto però dal più potente David Fincher all’apice del suo successo, “The Social Network”, il fortunato e complesso primo film sull’ascesa di Facebook e dei suoi giovani fondatori, si pone non proprio come un sequel, anche se torna il personaggio di Mark Zuckerberg, interpretato qui da Jeremy Strong e non più da Jesse Eisenberg, ma piuttosto come uno spin off di quello.
jeremy allen white mikey madison the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
“The Social”, malgrado nasca proprio come “The Social Network II”, è infatti un classicissimo film di inchiesta, sul modello dei grandi film giornalistici americani, con un inchiestista politico, in questo caso il Jeff Horwitz del Wall Steet Journal interpretato da Jeremy Allen White, star di “The Bear”, ma poco apprezzato come giovane Bruce Springsteen in “Liberami dal nulla”, che cerca di scoprire le magagne di “Facebook”, il suo ruolo nell’indirizzare i gusti degli iscritti in ogni senso, e con una Gola Profonda, che in questo caso è Frances Haugen detta “Fred”, interpretata dalla spettacolare Mikey Madison di “Anora”, nerd ma soprattutto collaboratrice di Facebook alla ricerca di danni e problematiche che può creare.
Se Jeff Horwitz è un giornalista-cagnaccio che ossessivamente vuole solo arrivare al cuore del problema, cioè non un giornalista piacione all’italiana che finisce su La7 o che frequenta il Cefalù Bistrot di Lavitola, Frances è un più disturbato piccolo genio dell’informatica che ama il suo lavoro e ama il lato positivo dei social e di Facebook. Tanto che cerca, inutilmente, di parlare coi suoi capi per chiarire le sue preoccupazioni sociali circa la deriva che gli algoritmi possono provocare.
jeremy strong the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
Tutto nasce dal caso di una brava ragazza sua amica che, dopo un trattamento Facebook fascistoide ha sviluppato una dipendenza da social e un’aggressività alla Vannacci verso neri e sudamericani. Michia!
Oggi lo sappiamo tutti quello che ci hanno fatto i social come dipendenza, pensiamo solo ai No-Vax ai complottisti o a come Musk ha fatto vincere Trump comprandosi “X” già “Twitter”, e ancora ci stanno facendo sfruttando le nostre debolezze su sesso e politica.
jeremy allen white mikey madison the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
Jeff Horwitz, con l’aiuto di una squadra di bravi ragazzi del “Wall Street Journal” come fossimo ancora ai tempi di Robert Redford e Dustin Hoffman, sotto lo sguardo della altissima Betty Gilpin di “Glow”, sfida quindi il potere di “Facebook”, molto più di un presidente impazzito, deve convincere Frances Haugen a tradire il suo lavoro e i suoi superiori in nome di un bene superiore e dar vita ai “The Facebook Files”.
Un po’ tutto già visto come cinema. Anche se la storia è potente e Mikey Madison e Jeremy Allen White sono una bella coppia di protagonisti-non-protagonisti sullo schermo. Ma trovo oltremodo curioso ritrovare i due protagonisti di “Anora” di Sean Baker, cioè Mikey Madison e Yura Borisov, già la puttana e il bodyguard, sdoppiati come geni dell’informatica nei due film del momento, “The Social” e “Artificial”.
mikey madison the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
Certo, dopo averli visti entrambi, capisco perché i critici americani abbiano scritto che il vero sequel di “The Social Network” non è “The Social”, ma “Artificial” di Luca Guadagnino. Il problema è che il film di Aaron Sorkin, malgrado il tema importante, malgrado tutte le buone intenzioni, rimane un compitino che conosciamo dai tempi di “Piombo rovente” di Alexander Mackendrick. In sala.
jeremy strong the social - IL PREZZO DELLA VERITA'
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