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1. COME HA FATTO ROMINA POWER A PASSARE DALLE SEDUTE SPIRITICHE SOTTO LSD A MAMMA & MOGLIE DI TUTTI GLI ITALIANI, A VERSI COME "FELICITÀ, È UN BICCHIERE DI VINO CON UN PANINO"? 2. NON AVEVA ANCORA COMPIUTO I 14 ANNI E ROMINA ERA UNA DELLE "RAGAZZE DEL PIPER", ICONA DELLA ROMA YÉ-YÉ - 1966, ROMINA HA APPENA COMPIUTO 15 ANNI: UNA COPERTINA DEL SETTIMANALE ‘ABC’ LA RITRAE SEMINUDA E AGGHINDATA DI SOLI GINGILLI IN STILE OP-ART

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Tratto da Vice.com/it – articolo di Valerio Mattioli

 

L’articolo integrale - http://www.vice.com/it/read/romina-power-biennale-venezia-736

 

………

i miei primi ricordi di Romina risalgono agli anni dell'infanzia e a "Felicità", un grande classico delle scuole elementari specie nella sua versione storpiata "Felicità/È mangiare un panino con dentro un bambino." Col tempo avrei imparato che Romina era la figlia di Tyrone Power e Linda Christian, le due stelle della golden age hollywoodiana che si erano sposate a Roma nel 1949, un gigantesco evento mondano che fece da preambolo agli anni belli della Dolce Vita. Per il resto, tutto quello che sapevo era che Romina era la moglie di Albano, e che la sua carriera nel mondo dello spettacolo era cominciata prestissimo, un dettaglio comprensibile visto chi erano i genitori.

 

stash romina power 15stash romina power 15

Poi, quando anni dopo presi ad approfondire le vicende del primo underground italiano, con mia grande sorpresa cominciai a vedere il suo nome spuntare un po' dappertutto. Il panorama prese a schiarirsi con una certa lentezza ma in maniera vieppiù precisa: per cominciare, Romina Power era stata una delle "ragazze del Piper" e in quanto tale icona della Roma yé-yé, e questo era un particolare importante ma tutto sommato prevedibile; perché d'accordo, il Piper sarà anche stato il locale che ha inventato i Sessanta del bitt e degli scandali a ritmo di shake, ma da lì passavano un po' tutti, da Monica Vitti al macellaro dei Parioli venuto a rimorchiarsi le ragazzine.

romina power playboy gennaio1982romina power playboy gennaio1982

 

Certo, a dare un'occhiata alle date veniva fuori che Romina era una tipa precoce: quando il Piper venne fondato non aveva ancora compiuto i 14 anni, un'età parecchio bassa persino per gli standard del locale di via Tagliamento (per dire: l'altra ragazza del Piper per antonomasia, Patty Pravo, era più grande di tre anni buoni).

 

La giovane e scatenata Romina venne comunque subito eletta dalla stampa a rappresentante di un universo giovanile i cui eroi principali si chiamavano fino a quel momento Rita Pavone e Gianni Morandi. Ed era sul serio un passaggio epocale. Teen idol come la Pavone e Morandi avevano introdotto nell'immaginario italiano un'idea di gioventù spigliata ed esuberante, ma tutto sommato per bene e rigidamente ossequiosa dei codici morali; il profilo di Romina era invece più ambiguo, colorato, problematico.

 

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Esempio: una famosa copertina d'epoca del settimanale ABC ritrae Romina Power seminuda e agghindata di soli gingilli in stile op-art, dietro a un titolo —Romina Power: una ragazza illustrata— platealmente pruriginoso, che vorrebbe lasciar intendere pose bollenti e scatti osé. A rincarare la dose ci pensa poi lo strillo principale, che qualora uno non l'avesse capito serve a ribadire l'età prepuberale della protagonista in copertina: "Quando nasce un BABY BEAT".   

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ABC era una rivista nota per le sue copertine ad alto contenuto erotico, ma la foto in prima pagina di questa adolescente dai seni non ancora formati sfiora la criptopedofilia bella e buona. È il novembre 1966, Romina ha appena compiuto 15 anni: di questi tempi, uno scatto del genere ti spedirebbe direttamente in galera.

romina power sexy nel 1984romina power sexy nel 1984

 

Il grande "scandalo" della Romina pre-Albano resta comunque la sua partecipazione (a soli 17 anni) a Justine, ovvero le disavventure della virtù, il film del 1968 che Jesus Franco trasse dal celebre testo del Marchese De Sade. Nel film, Romina viene sottoposta a torture e molestie di ogni tipo, sia nella finzione che nella realtà: secondo il regista, sul set la Power si dimostrò talmente poco "reattiva" che in diverse scene la violenza fu tutto tranne che simulata, unico escamotage per indurre la giovane a tradire un pur minimo grado di partecipazione.

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Justine non è senz'altro il miglior titolo dell'autore di Vampyros Lesbos; il Mereghetti gli dà una stella e mezzo e lo descrive come "uno dei film che Romina Power vorrebbe dimenticare," ma può comunque contare su atmosfere morbosamente psichedeliche che lo rendono un tipico prodotto dell'epoca. È anche noto che Romina Power fu per i produttori una scelta di ripiego (a interpretare la protagonista, Jesus Franco avrebbe voluto la compianta Rosemarie Dexter), eppure c'è una certa coerenza nella partecipazione dell'ex pin-up Baby Beat a questo grottesco guazzabuglio di perversioni erotico-lisergiche.

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Al di là di film-scandalo e foto seminude, per capire davvero chi fosse Romina Power nella Roma degli anni Sessanta devo ancora una volta rifarmi a Underground Italiana, il libro curato da Matteo Guarnaccia per Malatempora e ristampato nel 2011 da Shake (Matteo, un giorno ti pagherò una cena per le volte che ho attinto alle tue pagine). Il libro raccoglie le testimonianze di molti tra i protagonisti che contribuirono alla nascita della sottocultura beat e hippie in Italia: si va da Marcello Baraghini di Stampa Alternativa a Gianni De Martino di Mondo Beat, passando per i vari Claudio Rocchi, Simone Carella del Beat 72, Carlo Silvestro e Silvia Fardella della comune di Terrasini, eccetera eccetera.

romina power con la mammaromina power con la mamma

 

Tra i tanti nomi intervistati, a un certo punto compare anche lei: Romina Power. Le sue pagine sono al tempo stesso inattese e illuminanti —oltre che molto divertenti — a partire dalla descrizione che Romina dà di sua madre Linda Christian: "Mia madre era un po' pazzerella, era le replica perfetta della mamma strega testa rossa di Samantha [di Mia moglie è una strega] e si divertiva a combinarne di tutti i colori."

romina power il giorno del suo matrimonio nel 1970romina power il giorno del suo matrimonio nel 1970

 

Quali fossero i divertimenti della mamma di Romina, lo spiega la Power in persona: "Nell'estate del '67 mia madre era stata invitata dal re Hussein di Giordania, che era un suo grande ammiratore, a passare le vacanze ad Aqaba, sul Mar Rosso [...] Un giorno, dopo cena, non so cosa le sia venuto in mente ha infilato di nascosto delle gocce di LSD nel tè del re (in quel periodo psichedelico mamma viaggiava portandosene sempre dietro una boccetta piena nel beauty case). Il re, dopo essersi ritirato nei suoi appartamenti, ha cominciato a sentirsi strano, molto strano..."

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Anche Romina aveva una certa consuetudine con l'LSD: "Lo prendevo praticamente tutti i giorni appena mi alzavo," racconta a Guarnaccia, il che spiega forse lo stato di assenza perenne che tanto ebbe a preoccupare Jesus Franco. Ma tornando all'episodio della Christian: scoperto lo scherzetto, le guardie del Re Hussein costringono mamma e figlia ad abbandonare la Giordania: "La gentilezza reale era sparita, il viaggio aveva preso una brutta piega." Fine della vacanza: che peccato!

romina powerromina power

 

Ora, capite bene che una famiglia in cui mamma e figlia passano i pomeriggi a farsi di acido nei più prestigiosi salotti del bel mondo internazionale è come minimo una famiglia eccentrica. E insomma, visti i presupposti Romina non poteva che venir fuori così: una che a 13 anni scriveva poesie ispirate a Aldous Huxley e Timothy Leary e che andava al Piper su una Vespa dipinta a fiori. Tra l'altro, fu proprio Linda Christian a indirizzare la figlia sulla via della pittura. Forse tra i quadri che non vedremo mai esposti alla Biennale ce n'era anche qualcuno dedicato a lei.

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In pieno periodo psichedelico, subito dopo essere stata eletta reginetta del Piper, Romina venne risucchiata piuttosto naturalmente nei ben più audaci circoli dell'aristocrazia hip romana. Ora, è opinione diffusa che il periodo d'oro della Roma postbellica coincida con gli anni Cinquanta della Dolce Vita, ma fidatevi: non c'è paragone con quando tra piazza del Popolo e dintorni a dettare legge erano personaggi come Mario Schifano, Anita Pallenberg, Stash Klossowski e —appunto— Romina Power.

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Era una specie di élite tossica e libertina che faceva la spola tra Roma, Londra e New York, e che intratteneva rapporti da pari a pari col gotha della nuova cultura pop internazionale. Sappiamo dei rapporti di Schifano col giro Andy Warhol, e sappiamo anche della sua amicizia coi Rolling Stones andata in fumo quando Schifano soffiò Marianne Faithfull a Mick Jagger (gli Stones risposero dedicando a Schifano la velenosa Monkey Man). Dal canto suo, la statuaria e inarrivabile Anita Pallenberg, che nonostante il nome era tanto romana quanto la sua migliore amica Gabriella Ferri, con Keith Richards finì pure per intrattenere una lunga e assai mitizzata relazione (prima però era stata con Brian Jones).

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Stash Klossowski invece era il figlio di Balthus, il pittore che in quegli anni dirigeva l'Accademia di Francia a Roma; lui era più del giro Beatles, se la spassava con Paul McCartney e John Lennon, suonava (non accreditato) nei loro dischi, ma aveva anche tanto buon gusto da legarsi a Syd Barrett prima che questi passasse alla fase Crazy Diamond.

 

Stash era, più che un vero dandy, un personaggio si direbbe petroniano: arbitro d'eleganza e "principe del pop" nonché "hippie di lusso" (tutte definizioni sue), intrattenne relazioni sentimentali con gente tipo Nico, Linda Eastman (prima che diventasse McCartney), le solite Marianne Faithfull e Anita Pallenberg, e soprattutto lei: Romina Power. Che di Stash fu, da quel che capisco, il vero grande amore. Almeno per un paio d'anni, credo.

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Per farla breve: la spericolata coppia Stash-Romina trasformò Villa Medici —sede dell'Accademia di Francia a Roma— in una specie di buen retiro per il più esclusivo jet set dell'evo psichedelico. A frequentarla erano artisti, attori, musicisti, modelle, stelle e stelline arrivate a Fiumicino su aerei personali o sfreccianti sul Raccordo Anulare a bordo di scintillanti Bentley decorate a motivi op. Insomma: ci siamo capiti.

 

Immaginatevi la scena: per Villa Medici passano Paul Getty Jr, Mick Jagger e gli Who, e i solenni interni del nobile palazzo fanno da sfondo a feste che vanno avanti per giorni interi e che mi piace immaginare come un'allegra successione di musica, droga, pettegolezzi, arditi confronti sui destini della cultura, dibattiti ubriachi sul Vietnam, concerti improvvisati delle Stelle di Mario Schifano, sedute spiritiche e dritte sull'India.

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……

 

Ha 16 anni e, da quanto ha visto e vissuto, potrebbe averne il triplo. Abbandona Stash —che, in preda al dolore, si ritira su un'isola— e si mette con un ex contadino conosciuto qualche mese prima sul set del film Nel sole: il pugliese ruspante Albano Carrisi o meglio ancora Al Bano, appunto. "Con Stash progettavamo di sposarci in Scozia chissà quando," ricorderà decenni dopo lei; "con Al Bano limonavo tutti i giorni davanti ai Faraglioni." Fine di un'epoca, bis.

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Ho sempre pensato che, in linea di massima, non è che i superstiti della grande stagione psichedelica abbiano fatto una bella fine. Tolti i morti e gli acid freak, com'è possibile per esempio che uno come John Lennon sia passato da capolavori tipo I Am the Walrus a porcate tipo Imagine?

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Che dei tizi veramente avanti come i Pink Floyd siano diventati quel gruppo di bolliti che conosciamo almeno dai tempi di Dark Side of the Moon? E venendo a noi, alla nostra piccola, fragile, stivaloide e periferica Italietta, come ha fatto Romina Power a passare dalle sedute spiritiche sotto LSD al ruolo di mamma&moglie di tutti gli italiani, a versi come "Felicità, è un bicchiere di vino con un panino"? Avrei voluto scoprirlo dai suoi quadri, ma non sono certo che un prato di girasoli col Fujiyama sullo sfondo serva a spiegare granché.

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