IL DIVANO DEI GIUSTI - SE SIETE INTERESSATI AI NUDI CLAMOROSI DI SERENA GRANDI, STASERA C'E' IL THRILLER EROTICO "LE FOTO DI GIOIA" - RAI1 PUNTA TUTTO SU “FOLLEMENTE” - CI SAREBBE "L’ORA LEGALE", IL FILM PIÙ POLITICO E DIRETTAMENTE IMPEGNATO DI FICARRA E PICONE - IN PRIMA SERATA PASSA L’UNICO FILM DI JOHN FLYNN CHE SI POSSA VEDERE IN TV, “SORVEGLIATO SPECIALE” - CINE34 PROPONE "VACANZE IN AMERICA" - BELLO ANCHE "8 DONNE E UN MISTERO..."
Marco Giusti per Dagospia
edoardo leo pilar fogliati follemente
Che vediamo stasera? Rai Uno alle 21, 30 punta tutto su “FolleMente” di Paolo Genovese con Pilar Fogliati, Edoardo Leo, Marco Giallini, Claudia Pandolfi, Emanuela Fanelli, più o meno un remake non dichiarato di “Inside Out” (non a caso la Disney coproduce assieme a Leone Group) cucinato in salsa comedy italiana.
Dove celebri attori e attrici funzionano da sentimenti-allenatori dei due protagonisti, Edoardo Leo e Pilar Fogliati, e muovono le loro emozioni in un appuntamento amoroso. Come se uno dovesse scopare con una banda di sceneggiatori in testa.
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Ora. Se non avete visto “Inside Out” della Pixar o ci cascate o forse non vi rendete neanche conto di quello che succede e non ci capite nulla. Detto questo, quando il film uscì, mi chiesi quale dei cinque sceneggiatori che firmano il copione avesse avuto l’idea di recuperare il nome e l’opera di Carla Lonzi, non dimentica autrice di opere come “La donna vaginale e la donna clitoridea”, “Sputiamo su Hegel”, o del Manifesto della Rivolta Femminile” (scritto con Elvira Banotti e Carla Accardi).
Sarà stato, mi chiesi, uno dei due maschi del gruppo, cioè Paolo Costella e lo stesso Paolo Genovese o una delle tre ragazze, Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Flaminia Gressi? Perché, la citazione di Carla Lonzi arriva in un punto ben preciso del film, cioè dopo la leccata di figa (ops, è Rai Uno, ma è così…) che il personaggio di Edoardo Leo, Piero, fa al personaggio di Pilar Fogliati, Lara, per farla venire, e viene detta dalla più colta delle quattro ragazze, Claudia Pandolfi-Vittoria Puccini-Emanuela Fanelli-Maria Chiara Giannetta, che abitano nel cervello di Lara e muovono i suoi fili immaginari.
Questo ci apre, scrivevo, a un film molto più ricco e interessante di quel che pensavamo di vedere e che nella prima parte ci aveva un po’ delusi. E quando le quattro “fatine” che muovono i fili immaginari di Lara, aprono la porta di casa ai quattro signori che muovono i fili di Piero, e che sono Marco Giallini-Rocco Papaleo-Claudio Santamaria-Maurizio Lastrico, e quello che fino allora sembrava una versione adulta e un filo noiosa di “Inside Out”, assume un aspetto diverso e più vitale di confronto tra il maschile e il femminile. Allora mi ero domandato se, da spettatore maschio, avessi capito male tutto il progetto. Perché questi otto personaggi che muovono i protagonisti nel loro incontro amoroso, sono sì i loro sentimenti, i loro istinti, ma sono anche i loro e i nostri sceneggiatori.
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Perché nel film, e qui sta la differenza tra “FolleMente” e “inside Out”, si comportano, scontrandosi, più da sceneggiatori alle prese con una storia da portare avanti tra un uomo e una donna, che da attori. Dopo “Perfetti sconosciuti”, uscito nel 2016, che ha avuto qualcosa come sedici remake in ogni parte del mondo, un successo impensabile per un film italiano, Paolo Genovese ha cercato a lungo di ripetere un colpo difficilmente riproponibile. In questo caso, però, proprio con un film che, almeno nella prima parte, non funziona del tutto, ci si avvicina parecchio. Ricostruendo una commedia corale a tanti personaggi, più o meno amati dal pubblico italiano e aprendo le quinte teatrale agli stessi sceneggiatori all’opera.
Anche se non c’è nessun vero elemento innovativo, come era quello dei messaggini sui cellulari in “Perfetti sconosciuti”, c’è però un tentativo, in gran parte riuscito, di meccanismo narrativo dove chi scrive si domanda qualcosa su ciò che sta scrivendo e sul come funzionerà nella mente del suo attore.
Ci sarebbe su Cine 34 alle 21 “L’ora legale”, il film più politico e direttamente impegnato di Ficarra e Picone, con Leo Gullotta, Vincenzo Amato, Tony Sperandeo. Allora, quando uscì, fece colpo. Non so se vi ricordate le battute… “Vota Patané senza chiederti il perché”. “Questa è una giornata bellissima per la nostra martoriata Sicilia! Yes, weekend!”. Per me era il miglior film italiano della stagione, il 2017.
Ficarra e Picone, scrivevo, assieme a Checco Zalone e Maccio Capatonda, sono i comici italiani più liberi e intelligenti adesso in circolazione. Molto cresciuti in questi ultimi anni, come già aveva dimostrato Andiamo a quel paese. Inoltre, non devono rispondere a qualche produttore prepotente, perché i film se li producono e dirigono da soli.
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Qui tentano la commedia di satira politica alla Luigi Zampa, ambientano il film nella ridente cittadina di Pietrammare, che in realtà è Termine Imerese, scelta non a caso come simbolo del degrado della nostra politica e della corruzione, oltre a loro, si muovono ben 90 attori, e quasi ognuno ha una sua coloritura, un suo spessore. C’è il losco sindaco Patané, Toni Sperandeo, pronto a ricandidarsi forte dei piaceri che ha fatto e che è pronto a ripetere nel paese.
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C’è il parroco, Leo Gullotta, che ha pure costruito un bed&breakfast per le sue pecorelle alla faccia dell’Imu. I vigili, Antonio Catania e Sergio Friscia, che in anni e anni di attività, hanno solo tolto le multe piuttosto che farle. L’ex-delinquente, Francesco Benigno, che si arrangia come parcheggiatore abusivo, un lavoro quasi onesto. Proprio in questo tipico paese siciliano, anzi italiano, arriva, come da titolo, l’ora legale, nel senso proprio della legalità, visto che il sindaco uscente Patané si ritrova indagato e vince, a sorpresa di tutti, lo sfidante Natoli, interpretato da Vincenzo Amato, onesto, probo e pure imparentato con i due protagonisti.
STANLEY KUBRICK SUL SET DI SPARTACUS
Talmente onesto che, una volta eletto, non vedrà in faccia nessuno, soprattutto i parenti, e deciderà di riportare la legalità in un paese dove la legalità non l’ha mai voluta davvero nessuno. Si può fare questo in Italia? Così i vigili devono fare i vigili, i preti devono pagare l’Imu sulle proprietà non adibite a culto, le fabbriche fetenti devono attenersi alle regole ambientali, gli ambulanti devono mettersi in regola, le guardie forestali devono lavorare, come i dipendenti comunali e non oziare al bar, e gli stessi baristi, cioè Ficarra e Picone, pagare le licenze e il suolo pubblico.
Ora, dei due protagonisti, Salvo, Ficarra, non solo non ha mai seguito nessuna regola, ma ha fatto pure campagna per l’avversario Patané. Questo non significa però che non salga sul carro dei vincitore (“Io non salgo sul carro dei vincitore, lo guido proprio”) e non cerchi di far valere il suo ruolo di cognato, attutendo la voglia di legalità del nuovo sindaco (“Usa legalità come intercalare, come noi usiamo minchia”). Valentino, invece, Picone, non solo ha votato il cognato, ma sostiene la sua linea dura per il ritorno della legalità.
Poco a poco, però, tutto il paese, parenti compresi, non ne potranno più di legalità, di raccolta differenziata, di raccattare le cacche dei loro cani, inoltre con la chiusura della fabbrica e dei locali non in regola con le licenze, la gente inizierà a perdere il posto e crescerà la voglia di tornare al vecchio modello di corruzione al ritmo di “In questo paese non è mai funzionato niente e è sempre andato tutto bene”. Favola nerissima, ma decisamente realista.
sabrina salerno le foto di gioia
Su Canale 29 alle 21, 10 passa il kolossal “Spartacus” di Stanley Kubrick con Kirk Douglas, Laurence Olivier, Tony Curtis, Jean Simmonsm, Charles Laughton. Con i suoi quattro Oscar, diecimila comparse, incredibili combattimenti fra gladiatori, copione scritto dal blacklisted Dalton Trumbo, “Spartacus” è la degna risposta che voleva dare Kirk Douglas a William Wyler e alla MGM che non lo scelsero come protagonista di “Ben Hur”. Coatto come era Kirk, ci rimase malissimo e rifiutò il contentino del ruolo di Messala, che andò a Stephen Boyd. Non avrebbe mai fatto il secondo a Charlton Heston.
Kirk, diciamo, non si regolava. Cacciò dal set il regista Anthony Mann (ho detto Anthony Mann!) perché gli sembrava troppo debole con gli attori. Certo, di fronte a due prime donne prepotenti come Laurence Olivier e Charles Laughton uno come Mann, più adatto al western, si sentiva in soggezione. Quelli facevano come volevano, cambiando le battute. Così lo liquidò (la sola scena rimasta diretta da Mann è quella delle miniere di sale) e chiamò Stanley Kubrick, con cui aveva fatto “Orizzonti di gloria”.
Ma litigava anche con Kubrick. Che voleva fare di testa sua. Tolse di mezzo il direttore della fotografia Russell Metty prendendo il suo posto, anche se poi, quando arrivarono gli Oscar lo andò a prendere proprio Metty. Litigava sul copione con Dalton Trumbo. Non gli piaceva la scena finale “Io sono Spartacus” e a Kirk glielo disse in faccia.
Per risposta Kirk, quando scese dalla croce alla fine di un ciak interminabile, gli tirò una sedia in testa. Lo studio voleva girare tutto il film in America, per dimostrare che non c’era bisogno di andare a Roma o in Europa, e lui fece la scena della battaglia finale tutta vicino a Madrid. Insomma, furono 167 giorni di girato di inferno, sembra, al punto che Tony Curtis se ne uscì con la battuta “Chi mi devo scopare per scappare da questo set?”.
serena grandi le foto di gioia
Nel restauro del 1991 vennero aggiunti quattro minuti con la scena dove Laurence Olivier ci prova con Tony Curtis. Si narra anche di una scena con Jean Simmons nuda uscita solo per la versione europea. Non mi sembra proprio di ricordarla.
Su Rai Movie alle 21, 10 so che potreste ricascare su “Il nemico alle porti”, cioè la battaglia di Stalingrado vista come un film. wester da Jean-Jacques Annaud con Jude Law, Ed Harris, Joseph Fiennes, Rachel Weisz, Bob Hoskins. Tv2000 alle 21, 10 propone una bella versione di “Nicholas Nickleby” di Charles Dickens diretta da Douglas McGrath con Charlie Hunnam, Stella Gonet, Andrew Havill, Henry McGrath. Charlie Hunnam oggi è il padre di Lizzie Borden in “Monster”!
La7 Cinema alle 21, 15 offre la pre-tarantinata con giovani scrittori a caccia di serial killer “Kalifornia”, diretta da Dominic Sena con Juliette Lewis, Brad Pitt, Michelle Forbes, David Duchovny. Iris alle 21, 15 passa l’unico film di John Flynn che si possa vedere in tv, uffa!, “Sorvegliato speciale” con Sylvester Stallone, Donald Sutherland, Darlanne Fluegel, Sonny Landham, Tom Sizemore.
Rai4 alle 21, 20 passa un buon thriller semi-sconosciuto, “Non dirlo a nessuno” di Alex McAulay con Mena Suvari, Rainn Wilson, Fionn Whitehead, Jack Dylan Grazer, Abigail Esmena Froehle. Ci sono due fratelli criminali che hanno sequestrato un guardiano dopo un colpo…
Passiamo alla seconda serata, Cine 34 alle 22, 50, con “Olé” di Carlo Vanzina con Massimo Boldi, al primo divorzio da Christian, Vincenzo Salemme, Enzo Salvi in vacanza a Toledo. Ma ci sono anche Daryl Hannah, Natalia Estrada e la bomba sexy Francesca Lodo, starlette lelemoriana come coattissima J.Lo di Ostia. Ricordo che non era male, malgrado qualche battuta pesante “Ha visto più piselli lei del minestrone de mi nonna”.
Le uniche battute eccessive, ma sono anche le più divertenti, sono quelle che dice Enzo Salvi, cioè il Cipolla, parrucchiere di Ostia in viaggio con Francesca Lodo: «Senti che c'ho sotto le ascelle... i frutti di mare».
«È la mia Golden Lady, nel senso che me la calzo», ecc. Probabilmente proprio il fatto di dover costruire un cinepanettone, con tutti gli ingredienti dovuti, il viaggio, il paese esotico, le belle ragazze, il triangolo, unito all'idea del film politicamente corretto, ha legato le mani ai Vanzina, grandi esperti di cinema comico, che di solito avrebbero saputo come dosare al meglio battute e sketch.
Così Boldi, pur più libero, perde parte della sua forza, Enzo Salvi, che poteva esser più sviluppato, si limita a qualche buona battuta (la migliore è quando risponde a un «quanto sei boro» della sua compagna con un «Ha parlato Camilla Parkinson»), Salemme gira spesso a vuoto e è un peccato, per non parlare di Daryl Hannah al suo primo ruolo dopo Kill Bill, doppiatissima, obbligata a far la bella contesa tra i due professori.
Dopo Tarantino, con la benda sull'occhio, può reggere qualsiasi serpente velenoso, ma non regge il cinepanettone all'italiana. Tra tante repliche segnalo “The Village”, un horror che si trasforma in qualcos’altro mentre lo vedete, diretto da M. Night Shyamalan nel suo momento migliore, con Bryce Dallas Howard, Joaquin Phoenix, Adrien Brody, William Hurt, Sigourney Weaver, La7 Cinema alle 23, 25.
Iris alle 23, 30 si butta sul remake del “Poseidon” affidato alla mani di Wolfgang Petersen con Kurt Russell, Josh Lucas, Richard Dreyfuss, Jacinda Barrett, Emmy Rossum, Mike Vogel. Il primo me lo ricordo, questo purtroppo no.
Cine 34 all’1, 20 passa “Vacanze in America” dei Vanzina con Jerry Calà, Christian De Sica come Don Buro, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Edwige Fenech. Rai Movie all’1, 20 presenta un thriller abbastanza oscuro, “Nerve” di Henry Joost, Ariel Schulman con Emma Roberts, Juliette Lewis, Dave Franco, Jonny Beauchamp, Samira Wiley, Kimiko Glenn. E’ uno di quei film di una decina d’anni fa con i giochi on line che ti cambiano la vita.
Bello, La7Cinema all’1, 25, “Il segreto dei suoi occhi”, gran giallo politico argentino diretto da Juan Josè Campanella con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Pablo Rago, Javier Godino, Guillermo Francella. Da vedere. Bello anche “8 donne e un mistero”, commedia gialla diretta da François Ozon con un cast di sole donne, Virginie Ledoyen, Fanny Ardant, Emmanuelle Béart, Isabelle Huppert, Catherine Deneuve.
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Cine 34 alle 2, 25 passa un raro film di Giovanna Gagliardo, mia cara amica, nonché sceneggiatrice di Miklos Jancso, “Caldo soffocante” con Christine Boisson, Ennio Fantastichini, Gabriele Ferzetti, Laura Betti. E’ un viaggio per la Roma deserta dei Mondiali del 1990. C’è di tutto nel cast, da Jacques Sernas a Giulio Base, da Alberto Moravia a Ruggero Orlando.
Prodotto da Silvio Berlusconi! Chiudo con i nudi clamorosi delle protagonisti di “Le foto di Gioia”, thriller erotico diretto da Lamberto Bava con Serena Grandi, Capucine, Daria Nicolodi, Sabrina Salerno, Vanni Corbellini, Katrine Michelesen…
il segreto dei suoi occhi
caldo soffocante.
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nicole kidman, chiwetel ejiofor – il segreto dei suoi occhi










