IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA È UNA BUONA SERATA: SI PARTE CON “SUICIDE SQUAD”. IL FILM È UN DISASTRO, MA È UN DIVERTIMENTO TOTALE E ASSURDO – AVETE ANCHE UN CAPOLAVORO COME “PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ”, UN CLASSICO COME “RITORNO AL FUTURO” E “GANGS OF NEW YORK”. DOVEVA ESSERE IL CAPOLAVORO DI SCORSESE E, FRANCAMENTE, NON LO È. ANCHE SE HA DELLE COSE STUPENDE E GLI ATTORI SONO UNA MERAVIGLIA – NELLA NOTTE TROVATE UN GRANDE FILM COME “SUNDOWN”, COSTRUITO UN PO’ SUL MODELLO DI “LO STRANIERO” DI CAMUS, E “LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera in chiaro? E’ una buona serata, ve lo dico subito. Si parte, Canale 20 alle 21, 05, con “Suicide Squad”, diretto da David Ayer ( il regista del recentissimo “Heart of the Beast”), con Will Smith pelatone ammazzasette, Viola Davis cattiva come Franca Leosini, Cara Delevingne che balla mezza nuda come una divinità egizia, ma al massimo assomiglia a Franca Valeri nel suo numero di Piramidal (…il tuo fascino egizio, non conosce artifizio…), Jared Leto che vuole fare il Joker come in un video di Francesco Vezzoli e quella meraviglia di Margot Robbie come Harley Quinn con gli short a mezza chiappa, i due ciuffi bicolori e la mazza da baseball rompicapocce in mano.
Ve lo dico subito. E’ un disastro totale di logica, di sceneggiatura, di personaggi che scompaiono e ricompaiono, di incomprensioni fondamentali tra produzione e regista, che magari avevano dei film diversi in testa. Ma è un divertimento totale e assurdo.
Anche se si capisce abbastanza facilmente che il film deve avere avuto una serie di problemi pesanti già in lavorazione, finita lo scorso giugno dopo oltre un anno, che il flop di Batman vs Superman deve aver pesato enormemente sulle scelte editoriale e che dovevano esserci montaggi diversi al punto che questo finale non solo sacrifica troppe storie secondarie (Slipknot, Killer Croc, Katana), ma spesso non ha proprio un percorso narrativo funzionante, già il personaggio folle dell’ Harley Quinn di Margot Robbie e la sua storica romantica col Joker di Jared Leto (massacrato al montaggio) ci deliziano.
E ci piace anche il Capitan Boomerang dell’australiano Jay Courtney, cattivone tenerone che tiene un pelouche nella giacchetta, in continuo dialogo con Harley Quinn. Ci piace la follia che fa funzionare l’Amanda Waller di Viola Davis, il potere che genera il male per cui si ricorre ai supercattivi per combatterlo al punto che loro diventano i buoni.
Ci piace la confusione politica della situazione, a metà tra l’America di Trump rovinata dalla guerre di Bush, dalle sparatorie tra neri e poliziotti, con Will Smith cecchino che si rifiuta di uccidere il megapoliziotto Batman, e una logica da Ghostbusters (il finale è identico), dove non ci sono più né Superman (morto) né Batman (fuori gioco, ambiguo) a salvarci la pelle. I meta-umani, in realtà, sono più umani degli umani, è il loro lato umano a renderli sociopatici in una società di sociopatici.
David Ayer, regista di film realistici d’azione e di guerra, il poliziottesco End of the Watch, il notevolissimo Fury, sceneggiatore di Training Day, ha giustamente dichiarato di aver voluto realizzare una Sporca dozzina coi supercattivi. Alla Vannacci. Ma non c’è un duro come Lee Marvin a capo della sporca dozzina.
Ci fosse stato Tom Hardy, come aveva sperato David Ayer, le cose sarebbero andate diversamente, ma questo pupazzo di Joel Kinnanan sembra sempre un po’ il vice bianco di Will Smith o l’ombra di Viola Davis o il fidanzato di Cara Delevingne mezza buona e mezza perfida. Ma che personaggio è? Per fortuna, però, l’Harley Quinn sculettante di Margot Robbie si mangia mezzo film, bella, sexy e divertente, si muove con grazia da star tra Will Smith e Jared Leto e solo con lei in scena il film prende una piega pop e rock.
Cine 34 alle 21 propone “Odio l’estate”, commedia del trio Aldo-Giovanni-Giacomo con le mogli, Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase. Molto divertente. Inoltre si segnala il ritorno nel trio di Massimo Venier, loro autore e regista di riferimento che li seguì dai tempi di “Tre uomini e una gamba”, ventitrè anni fa, fino a “Ti presento Claudia”, ormai sedici anni fa.
Massimo Venier era qualcosa di più di un buon regista di servizio che li conosceva bene. Ovviamente, i tempi sono passati per tutti, sia per noi spettatori che per i tre attori, che qui si presentano sposati, con tre commedianti di rango, la depressa Lucia Mascino con Giacomo, la buffa Maria Di Biase con Aldo, la paziente Carlotta Natoli con Giovanni, hanno dei figli e non pochi problemi.
Giacomo è un dentista che non riesce a comunicare né col figlio né con la moglie e aspetta come una manna la flat tax berlusconiana, Giovanni ha un negozio di accessori per scarpe che non funziona più bene e dovrà probabilmente chiudere, Aldo è quello che sembra più allegro di tutti, ma la moglie pensa che nasconda un segreto. L’idea di Venier e degli sceneggiatori, Michele Pellegrini e Davide Lantieri, oltre ai tre, è che per la disattenzione di una agenzia, le tre famiglie si ritrovino su un’isola non precisata del sud (ma siamo in Puglia), a dover dividere la stessa casa.
Ma la vacanza, dal disastro che sembra all’inizio, si dimostrerà più interessante del previsto, grazie anche ai buoni rapporto che si stabiliscono tra i figli e tra le mogli. E, per noi spettatori, grazie anche alle apparizioni di un divertente Michele Placido come maresciallo dei carabinieri alla Vittorio De Sica e di Massimo Ranieri nei panni di se stesso.
Rai Movie alle 21, 10 ci propone un capolavoro come “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonté, Klaus Kinski, Mario Brega. Da ragazzo era quello che mi piaceva di più. E non scorderò mai la mia prima visione del film, con Clint Eastwood col volto sotto il sole rovente, Lee Van Cleef che ferma il treno (“Questo treno ferma a Tucumcari?”) e se ne esce col suo cavallo. Gian Maria Volonté perso dietro alle droghe, i riccetti di Mario Brega, la gobba di Klaus Kinski…
Ufficialmente il soggetto è firmato da Fulvio Morsella e dallo stesso Leone e si intitola “Two Magnificent Strangers” (o “Two Magnificent Rogues”), basato su un altro trattamento chiamato “The Bounty Killer”. Il tutto diventa Per qualche dollaro in più. Come raccontava Fernando Di Leo a Davide Pulici “appena si capì che Per un pugno di dollari stava esplodendo nelle sale a Sergio non lo reggeva più nessuno per fare subito un seguito.
Con Sergio e Duccio Tessari non parlavamo d’altro e quando facemmo la prima riunione per imbastire un soggetto - ciascuno disse la sua - si stabilì: “Due bounty killers lavorano solitari, allorchè la taglia di un ricercato è talmente alta che i due convergono, si conoscono - uno giovane l’altro anziano - in qualche modo si alleano per dividersi la somma offerta dal wanted”.
clint eastwood per qualche dollaro in piu'
Tessari subito dopo uscì dal progetto - i motivi non sto a dirli - e feci da solo il trattamento, caratterizzando i personaggi, le diverse psicologie; chiamai Enzo Dell’Aquila perché Sergio aveva fretta. La sceneggiatura entusiasmò Leone. Aveva il titolo provvisorio, deviante: La collina degli stivali, le sole cose non mie sono la sequenza del “vecchietto” e la conta dei cadaveri.
La mia collaborazione con Sergio finì - non sto a dire i motivi - e dato che nell’ambiente tutti sapevano che ero l’autore dei suoi film ero noto e ricercato, sicché venirmi a proporre un film - nell’ambiente - fu doveroso…”. Più o meno questa tesi è confermata anche da un serio studioso leoniano come Marcello Garofalo. In pratica Leone, che ha fretta di rispondere a Papi e Colombo con un nuovo western, commissiona a Fernando Di Leo e al suo socio Enzo Dell’Aquila il soggetto.
I due hanno poi rinunciato, per soldi, ad avere il nome sui titoli di testa. Ma nell’ambiente si sa subito, al punto che Di Leo scriverà poi quasi tutti i maggiori western del periodo. Come ha detto più volte lo stesso Di Leo: “Gli scrissi il più bel film che ha fatto, dove rientrava un’iperbole favolistica...“ (“Nocturno”).
jesus guzman in per qualche dollaro in piu
Di Leo non figura tra i soggettisti né tra gli sceneggiatori ma come assistente alla regia. Ha già capito che se vuole difendere i suoi copioni deve imparare a girare i suoi film da solo. Come hanno fatto Tessari, Valerii, Giraldi, Dallamano... La sceneggiatura porta invece la firma di Sergio Donati, pubblicitario e giallista, già legato ai progetti di Papi e Colombo degli anni precedenti, e di Luciano Vincenzoni, gran professionista celebre per la sceneggiatura di La grande guerra.
lee van cleef per qualche dollaro in piu'
I due, però, per molto tempo non sanno che stanno lavorando in due allo stesso copione. “Nella prima stesura”, ricordava Vincenzoni, non c’era l’idea del carillon. La prima volta che l’ho sentita nominare è stata da Sergio Leone” (“Arrivano i vostri”). Sergio Donati, stava a Milano a scrivere caroselli, quando venne chiamato dalla PEA a scrivere 100.000 dollari per Lassiter per Joaquim Romero Marchent e a risistemare il copione di Vincenzoni per Leone.
“A Sergio non andava bene. Luciano non sapeva chi era il tizio che metteva il becco sul suo copione”. Il maggior lavoro, secondo Donati, fu sui dialoghi. “Per esempio scrissi la battuta “questo treno fermerà a Tucumcari”, e una scena col vecchio e il treno. La cosa di cui sono molto fiero nella mia carriera è la fine del film. Ero troppo piatto nel copione.
Clint Eastwood diceva i nomi dei banditi – Johnson, Smith – e io dissi, “no, Sergio, sarebbe divertente se questo bounty killer aggiunge i soldi della taglia – tredici dollari, diciotto dollari, venticinque. E allora il Colonnello dice, “Guai, ragazzo?” E lui: “No, vecchio, penso di avere guai con la mia somma”. A quei tempi, grazie a una battuta, il pubblico applaudiva come allo stadio.
daniel day lewis leonardo dicaprio gangs of new york
La7 Cinema alle 21, 15 passa il thriller “Nascosto nel buio” di John Polson con Robert De Niro, Dakota Fanning, Famke Janssen, Elisabeth Shue, Amy Irving, Dylan Baker. Iris alle 21, 15 presenta “Gangs of New York”, il grande progetto leoniano di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis, Cameron Diaz, Jim Broadbent, John C. Reilly, Liam Neeson, Brendan Gleeson, tutto girato a Cinecittà. Doveva essere il capolavoro di Scorsese e, francamente, non lo è. Anche se ha delle cose stupende e gli attori sono una meraviglia. Chissà se esiste la copia più lunga, 3 ore e mezzo...
michael j. fox ritorno al futuro
Canale 27 alle 21, 15 passa “Ritorno al futuro”, ormai un classico di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Crispin Glover. La5 alle 21, 20 propone uno strappacore con tata giamaicana che bada a un ragazzino che deve superare la morte del fratello e la separazione dei genitori, “Il grande cuore di Clara” diretto nel 1988 dal bravo Robert Mulligan con la fenomenale Whoopi Goldberg, Michael Ontkean, Neil Patrick Harris, Kathleen Quinlan, Spalding Gray. Raro.
Su Rai4 alle 21, 20 trovate l’action “Striking Rescue” di Siyu Cheng con Chen Duo-Yi, Junjia Hong, Tony Jaa, Philip Keung, Michael Mao, Bo Peng, Xing Yu, Bolin Yu. Su Italia 1 alle 21, 30 passa il thriller “Retribution” di Nimród Antal con Liam Neeson, Jack Champion, Embeth Davidtz, Matthew Modine, Noma Dumezweni, Arian Moayed.
milla jovovich giovanna d'arco 2
E su Tv8 alle 21, 40 troivate “Assassinio sull’Orient Express” diretto e interpretato da Kenneth Branagh con Johnny Depp, Michelle Pfeiffer, Penélope Cruz, Daisy Ridley. Il migliore dei Poirot di Branagh. SU Tv2000 alle 21, 50 ci sarebbe la “Giovanna d’Arco” diretto da Victor Fleming, tratto dall’opera teatrale di Maxwell Anderson, con Ingrid Bergman, José Ferrer, Francis L. Sullivan, J. Carrol Naish, Ward Bond.
Il film, malgrado le 7 nomination agli Oscar, ne vinse due, costumi e produzione, non fu un successo. Perché scoppiò lo scandalo Bergman-Rossellini, con la fuga in Italia della star. Hollywood non la prese bene. Per lanciare il film era stata fatta una statua con armatura di Giovanna d’Arco alta otto piani e sistemata a Times Square a New York City. Victor Fleming, il regista, e il direttore della fotografia, morirono subito dopo l’uscita del film. Leggo che durante la lavorazione Ingrid Bergman, 32 anni, ebbe una relazione col regista, 58 anni.
Passiamo alla seconda serata con il thriller spagnolo “Con gli occhi dell’assassino” di Guillem Morales con Belén Rueda, Lluís Homar, Pablo Derqui, Francesc Orella, Joan Dalmau, Boris Ruiz, La7 Cinema alle 23, 10. E’ un gran film, costruito un po’ sul modello di “Lo straniero” di Camus, “Sundown” di Michel Franco con Tim Roth, Charlotte Gainsbourg, Iazua Larios, Henry Goodman, Albertine Kotting.
La storia si apre proprio con la morte di una madre e con un figlio che si perde in una città che non è la sua precipitando sempre più in basso verso una sorta di rassicurante indifferenza. Il figlio, in questo caso, è Tim Roth, inglese finito con la sorella, Charlotte Gainsbourg, e due nipoti, in un ricco resort di Acapulco. Quando i fratelli ricevono la notizia della morte della madre, cercano di partire per Londra, ma Tim Roth non trova il suo passaporto. O forse finge di non trovarlo.
Appena può, decide così scomparire nella città mentre la sorella e i nipoti partono per il funerale. Infatti non andrà né al resort a cercare il passaporto né al consolato per tornare a casa, come ha detto alla sorella, ma, a causa di un tassista poco rassicurante, finisce in un albergo malfamato, da dove potrà raggiungere la spiaggia e bere birra fino a stordirsi.
Incontrerà una bella ragazza del posto, Iazua Larios, e inizierà una relazione composta di giornate sulla spiaggia a prendere il sole e bere birra e scopate chiusi nella stanza d’albergo. Ovviamente la sorella tornerà, con il loro avvocato, perché i due fratelli hanno ereditato una fortuna dai genitori, imperatori della carne di maiale.
Forse è proprio da quello che Tim Roth vuole scappare. Le cose si complicheranno non poco via via che il film andrà avanti, ma non cambierà l’indifferenza del protagonista interessato solo al sole, al sesso, e a bere. Inizierà però a vedere maiali, vivi o morti, dove non dovrebbero esserci. Ottimo film, invaso improvvisamente da una violenza che sembra allargarsi a macchia d’olio in un paese dove i rapporti di classe e la povertà sono problemi ben evidenti.
C’è una scena bellissima di un uomo ucciso sulla spiaggia da un killer con il sangue che va ovunque in mezzo al mare. Ma non è che a Tim Roth, in fuga dai miliardi della famiglia, sembri un posto più pericoloso dell’Europa. Rai Movie alle 23, 30 propone un grande western di Sergio Corbucci, “Il grande silenzio” con Jean-Louis Trintignant, Klaus Kinski, Frank Wolff, Vonetta McGee, Marisa Merlini.
Ricordava Sergio Corbucci: “Quando Trintignant mi disse: “Ma io non parlo l’inglese”, mi venne in mente un’idea che mi era stata suggerita da Marcello Mastroianni. Marcello era un cultore di western, gli piacevano molto quelli all’italiana. Lo conoscevo perché ero amico d’infanzia della moglie, ma non avevo mai fatto un film con lui. Marcello un giorno mi disse: “Vorrei fare un western, ma non so parlare l’inglese, perché non fai la storia di un pistolero muto?”.
loris loddi in alto a destra ne il grande silenzio
E inventai la storia di un vendicatore, un cacciatore di cacciatori di taglie, di bounty killer. Silenzio era il figlio di un ricercato a cui uno spietato bounty killer aveva ucciso il padre e la madre e gli aveva tagliato le corde vocali per cui non poteva parlare. Il film era ambientato nel Nevada e si svolgeva tutto nella neve. L’idea di fare un film sulla neve era un’immagine che mi era sempre piaciuta molto. I cavalli sulla neve era un’immagine di Il grande sentiero [di John Ford], un western classico ambientato in pieno inverno che mi aveva molto colpito.”
Oltre a Jean-Louis nel film c’erano Klaus Kinski e Frank Wolff, anche se in un primo tempo erano previsti Ernest Borgnine al posto di Kinski, poi Gastone Moschin (forse al posto di Wolf) e Paola Pitagora al posto di Vonetta McGee. Ricorda ancora Corbucci: “Quando gli attori s’incontrarono per la prima volta, Kinski guardò Wolff e gli disse: “Io non stringo la mano a uno sporco ebreo come te, perché sono tedesco e gli ebrei mi fanno schifo”.
klaus kinski il grande silenzio
Rimanemmo tutti di stucco. Wolff, che era un giovanottone enorme, rimase sbalordito, era veramente ebreo e non poteva pensare a uno che osava dire una cosa del genere. Presi da parte Kinski e gli dissi: “Ma che sei matto?”. “No, l’ho fatto apposta, così lui nel film mi odia, siccome ci dobbiamo odiare, si vedrà bene quest’odio”. Wolff fu fermato in tempo perché, ripresosi, voleva rompergli la faccia” (Corbucci). Caminito pensa di aver dato una collaborazione esterna al film lavorando con Kinski.
Si ricorda che Kinski ebbe una discussione con i cavallari romani su come trattavano le bestie. Allora glielo fece vedere lui. “Si avvicinò a un cavallo, lo guardò dritto negli occhi e gli dette due schiaffoni. Quando lo montò, il cavallo prima andò piano piano indietro, poi se lo portò via e nessuno riuscì a fermarlo. Kinski ne uscì con tredici costole schiacciate”.
wire room sorvegliato speciale
Su Rai4 all’1 il thriller “Wire Room – Sorvegliato speciale” di Matt Eskandari con Kevin Dillon, Bruce Willis, Oliver Trevena, Texas Battle, Shelby Cobb, Cameron Douglas. Iris all’1, 05 il drammone storico “Anna dei mille giorni” diretto da Charles Jarrott con Richard Burton come Enrico VIII, Geneviève Bujold come Anna Bolena, Irene Papas come Caterina d’Aragona, Anthony Quayle, John Colicos, Michael Hordern.
Liz era gelosissima e temeva che Richard Burton avesse una storia con Genevieve Bujold. Avrebbe anche voluto il suo ruolo, ma, a 37 anni era troppo vecchia. Così tormentò la giovane attrice sul set. Prima della scena nella Torre di Londra disse: «Darò a quella cagna una lezione di recitazione che non dimenticherà mai!». Fece però un piccolissimo ruolo di damigella mascherata. Sembra cperò che la Bujold fosse antipatica a Burton, che la trovava ambiziosa e con poco talento. Ma chissà…
Bellissimo, su La7 Cinema all’1, 20, “Anatomia di un omicidio” di Otto Preminger con James Stewart avvocato jazzista, Lee Remick, Ben Gazzara, George C. Scott, Arthur O'Connell, Eve Arden. Era il film che rivaleggiò agli Oscar con “Intrigo internazionale”. Ebbe problemi con la censura e la morale del tempo perché si sentivano parole come «contraccettivo», «mutandine», «penetrazione», «stupro», «troietta» e «sperma». Anche James Stewart lo trovò un film “sporco”.
Strepitosa la musica di Duke Ellington che appare anche come attore. Lee Remick si mangia il film. Ha una carica di sensualità che notarono tutti. Ma è strepitoso anche George C. Scott, che venne candidato all’Oscar. Le autorità sudafricani chiesero a Otto Preminger di togliere la scena con James Stewart seduto accanto a Duke Ellington. Rifiutò.
Il ruolo del giudice era scritto per un grande attore. Preminger decise di darlo a Joseph N. Welch, un vero avvocato che si era distinto per aver mandato al diavolo davanti al mondo il senatore McCarthy che difendeva un giovane soldato dell’Esercito nel corso di una indagine anti-comunista.
Rai Movie alle 3, 10 ripropone “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei. Chiuderei con l’erotico “Una donna da scoprire” di Riccardo Sesani con Marina Suma, Jean-Marie Marion, Agostina Belli, Bruno Riccardo Di Luia, Cine 34 alle 3, 35, ma vedo che passa un ancor più raro “Italian Secret Service”, commedia spionistica di Luigi Comencini con Nino Manfredi, Françoise Prevost, Clive Revill, Giorgia Moll, Gastone Moschin, Cine 34 alle 5, 10.
In un primo tempo si doveva chiamare, acutamente, Le spie. Ma non è che il titolo finale sia molto meglio. Senza ancora aver scelto i protagonisti, Luigi Comencini ne parlava così: “Mi riprometto di proporre situazioni arcinote in una chiave diversa. Amo la semplicità. Cercherò di porre allo spettatore la stessa domanda che si pongono i miei personaggi.
Il protagonista del film è uno che ha bisogno di soldi, che potrebbe avere uccidendo, ma che non vuole uccidere. Come può risolvere il problema?” (“Il Messaggero”, 22 novembre 1966). La storia vede un ex-partigiano, Natalino Tartufato, cioé Manfredi, richiamato in servizio per combattere un’organizzazione di neo-nazisti che vogliono farsi la bomba.
A Natalino viene chieso addirittura di eliminare per 100.000 dollari una giovane spia, Edward Stevens, cioè Jean Sobieski. Nino Manfredi, nelle interviste del tempo, ne parlava come di un film comico. “E come no?”, spiega a Lietta Tornabuoni sulle pagine dell’”Europeo” (22 febbraio 1968), “Se lo immagina quanto può diventare buffo un Bond italiano? Che se ne fa della licenza di uccidere? Con il permesso o no l’italiano rifugge dall’assassinio, come freddo sicario è inconcepibile, se ammazza, ammazza soltanto per amore, per rancore o per errore. C
he se ne fa di tutte quelle ragazze intorno? L’italiano è seduttore solo a parole, nei fatti ha paura della moglie, e se le ragazze sono italiane a loro volta desidereranno solo farsi sposare. Che se ne fa della famosa automobile pluriarmata? Si può stare sicuri che al momento buono le mitragliatrici non fuoriescono, la cortina fumogena non si sprigiona e il meccanico ha sempre la scusa pronta: Che ce posso fa’ io, dottò? C’è ’sta vitarella che non ingrana, dev’essere un difetto de fabbricazione, mò magari provamo co lo scotch… Certo che è un film comico, come no?”.
suicide squad
italian secret service 2
italian secret service
suicide squad
ODIO L ESTATE
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sundown di michel franco 4
una donna da scoprire 1
lo chiamavano jeeg robot 5
lo chiamavano jeeg robot 4
lo chiamavano jeeg robot 1
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LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
tim roth sundown
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milla jovovich giovanna d'arco 3
assassinio sull’orient express 3
con gli occhi dell'assassino 2
con gli occhi dell'assassino 1
con gli occhi dell'assassino 3
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assassinio sull’orient express 7
per qualche dollaro in piu'
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liam neeson retribution
lee van cleef per qualche dollaro in piu'
striking rescue
delorean dmc 12 ritorno al futuro
gibson es 345 del 1958 in ritorno al futuro
james tolkan e michael j. fox in ritorno al futuro
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gian maria volonte' per qualche dollaro in piu'
day lewis in gangs of new york
gangs of new york
manlio rocchetti gangs of new york
lee van cleef klaus kinski per qualche dollaro in piu'
gangs of new york
suicide squad

















