IL DIVANO DEI GIUSTI – E STASERA CHE VEDIAMO? POCHE CHIACCHIERE. VEDO CHE PASSANO UN PAIO DI CAPOLAVORI COME “TROPPO FORTE” DI CARLO VERDONE SU CINE 34 E “SCAPPA - GET OUT” DI JORDAN PEEL SU MEDIASET ITALIA 2 – CANALE 27 OFFRE IL DIVERTENTE “YESTERDAY” DI DANNY BOYLE: COSA POTREBBE CAPITARE A UN PICCOLO CANTANTE SE UN GIORNO SCOPRISSE DI ESSERE L’UNICA PERSONA AL MONDO A CONOSCERE LE CANZONE DEI BEATLES? IL FILM PARTE DA QUESTA SEMPLICE DOMANDA – RAI MOVIE ALLE 0,20 PASSA IL “CYRANO” DI JOE WRIGHT CON PETER DINKLAGE CYRANO MERAVIGLIOSO. FU UN FIASCO....
Marco Giusti per Dagospia
carlo verdone e sal da vinci in troppo forte 1
E stasera che vediamo? Poche chiacchiere. Vedo che passano un paio di capolavori come “Troppo forte” di Carlo Verdone con Carlo Verdone, Stella Hall, Alberto Sordi, Mario Brega, Sal Da Vinci, Cine 34 alle 21, e “Scappa - Get Out” di Jordan Peel con Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Catherine Keener, Caleb Landry Jones, Mediaset Italia 2.
In “Troppo forte”, prodotto e con un paio di scene girate da Sergio Leone, Carlo interpreta l’aspirante attore di Cinecittà Oscar Pettinari, coatto campione di flipper (come dimostra la strepitosa scena iniziale), provetto motociclista, ma anche coatto che racconta le sue celebri avventure alla Mario Brega durante la lavorazione del film alla Margheriti La palude del caimano.
“Tutti lo sanno quello che m'è successo dentro quella palude, tutti, pure i sassi. Un ponte de liane alto 40 metri, va bene? Sotto una palude che faceva schifo, marrone, piena zeppa de: barracuda, caimani, coccodrilli, piranhas, tutto!...”.
Quello che "Io c'ho gli anticorpi co du coglioni così, spero che me prende l'aids perché in due minuti lo sdereno!" e quello del "Se me gira, je faccio causa a Stallone, 'o mando a fa er gelataro a New York, ma che me frega!”.
“Scappa – Get Out” è il grande horror di Jordan Peele dedicato al razzismo dei bianchi radical chic che succhiano tutto dai neri. Pelle lo girò mentre Donald Trump divcentava presidente per la prima volta e la cosa cambiò un po’ il film.
Canale 27 alle 21, 10 passa il divertente “Yesterday” di Danny Boyle con Himesh Patel, Lily James, Kate McKinnon, Joel Fry, Ed Sheeran, James Corden. Vi giro quello che ne scrissi. Cosa potrebbe capitare a un piccolo cantante se un giorno scoprisse di essere l’unica persona al mondo a conoscere le canzone dei Beatles? Parte da questa semplice domanda Yesterday, il nuovo film di Danny Boyle, scritto da Richard Curtis, re delle commedie inglesi.
carlo verdone e sal da vinci in troppo forte 3
Il nostro Massimo Troisi, finito nel 400 in Non ci resta che piangere (plagio?), si serviva proprio delle canzoni dei Beatles per corteggiare le belle ragazze. Per l’eroe di Yesterday, Jack Malik, interpretato dall’esordiente Himesh Patel, cantare le canzoni dei Beatles piuttosto che le sue significherà passare da una situazione di cantantino sfigato con qualche serata mal messa al successo planetario. Ma significherà anche vendersi l’anima.
Perché sa che le canzoni non le ha scritte lui. Non è certo lui il genio dietro ai testi e alle musiche dei successi dei Beatles. Ma solo lui sembra conoscerle e essere in grado di cantarle. Arrivato al successo grazie all’aiuto del vero Ed Sheeran nel ruolo di se stesso, dovrà anche cambiare manager, dalla bella amica di sempre, la Ellie di Lily Jones, che ama senza sapere di amarla, alla più torva manager americana Debra, interpretata da Kate McKinnon, che ha capito che l’affare economico è davvero qualcosa di enorme.
E oggi non siamo più ai tempi dei Beatles. Una volta digerita l’idea principale del film, la scomparsa di qualsiasi canzone dei Beatles dalla faccia del mondo e soprattutto da internet, la commedia funziona più o meno come un musicarello, con il pubblico che aspetta che Jack canti una canzone piuttosto che un’altra, mentre la storiella d’amore segue il suo corso. Assolutamente divertente.
Canale 20 alle 21, 10 passa l’action “Battleship” di Peter Berg con Liam Neeson, Alexander Skarsgård, Taylor Kitsch, Josh Pence, Brooklyn Decker, Rihanna. Si è visto di meglio. Rai Movie alle 21, 10 propone “Il giudice e il boss” di Pasquale Scimeca con Gaetano Bruno, Peppino Mazzotta, Claudio Castrogiovanni, Enrico Lo Verso.
Iris alle 21, 15 passa il mitico “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!” di Don Siegel con Clint Eastwood, Harry Guardino, Andrew Robinson, Reni Santoni, John Vernon, John Larch. Quando Don Siegel venne a Roma per lanciare il film trovò i critici trinariciuti incazzati perché sostenevano che era un film di destra.
Lo era? Era un film violento americano con un personaggio di destra. Ma era anche un grande film d’azione con un personaggio che prima sparava e poi controllava chi eri. Più western che fascio.
La7 Cinema alle 21, 15 propone “Vite sospese”, action spy diretto da David Seltzer con Michael Douglas, Melanie Griffith, Liam Neeson, John Gielgud, Joely Richardson, Sylvia Syms. Leggo che venne costruito un edificio a Berlino anni ’40 solo per farlo saltare. Costo 500 mila dollari. L’edificio salta in aria, boom!, ma le cineprese erano tutte chiuse. Ahi. Bello? Insomma. Ha vinto il premio Worst Picture ai 15° Stinkers Bad Movie Awards della Hastings Bad Cinema Society nel 1992.
Cielo alle 21, 20 propone “I mercenari. The Expendables” di Sylvester Stallone con Sylvester Stallone, Mickey Rourke, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Eric Roberts. Mica male. Rai Tre alle 21, 20 in prima tv passa il (probabilmente) bellissimo (99% di gradimento!) “Familiar Touch” di Sarah Friedland con Kathleen Chalfant, Carolyn Michelle Smith, Andy McQueen, H. Jon Benjamin. Il tema è la vecchiaia e la perdita di memoria.
Rai4 alle 21, 20 propone “The Bouncer – L’infiltrato”, action francese diretto da Julien Leclercq con Jean-Claude Van Damme, Sami Bouajila, Sveva Alviti, Kaaris, Sam Louwyck, Kevin Janssens.
Passiamo alla seconda serata con “Kung Fu Jungle” di Teddy Chan con Donnie Yen, Charlie Yeung, Baoqiang Wang, Bing Bai, Deep Ng, Alex Fong, Kang Yu, Xing Yu. Mediaset Italia 2 alle 23, 15 vedo che passa il catastrofico con squali ovviamente assassini “No Way Up” di Claudio Fäh con Colm Meaney, Will Attenborough, Jeremias Amoore, Sophie McIntosh, Phyllis Logan.
Cine 34 alle 23, 15 raddoppia la dose giornaliera di film di Verdone con “L’amore è bello finché dura” con Carlo Verdone, Laura Morante, Stefania Rocca, Rodolfo Corsato, Gabriella Pession.
La7 Cinema alle 23, 45 passa il thriller “The Sentinel” di Clark Johnson con Michael Douglas, Kiefer Sutherland, Eva Longoria, Martin Donovan, Kim Basinger.
Italia 1 alle 0, 10 presenta l’action “Bomb Squad” di James Cullen Bressack con Mel Gibson, Shannen Doherty, Kevin Dillon, Michael Welch, Kate Katzman, Lydia Hull. Sembra terribile.
Rai Movie alle 0, 20 passa il “Cyrano” di Joe Wright con Peter Dinklage Cyrano meraviglioso. Fu un fiasco. Vi giro quel che scrissi. La verità è che, naso o non naso, il testo di Rostand con un grande attore, funziona sempre.
E, infatti, sì, mi sono molto divertito con il “Cyrano” musical girato tutto in Sicilia da Joe Wright con Peter Dinklage protagonista minuscolo che non ci fa per nulla percepire la differenza sostanziale del personaggio in questa nuova rutilante versione dove è mattatore assoluto.
Wright lo ha ripreso sia dalla celebre commedia in cinque atti di Edmond Rostand scritta a fine ’800, sia dal recente musical scritto da Erika Schmidt, qui anche sceneggiatrice, e musicato da Aaron e Bryce Dessner, che vedeva protagonisti proprio Dinklage e la Roxanne di Haley Bennett, moglie nella vita proprio del regista.
Prima di tutto, adoro, come gran parte del pubblico, Peter Dinklage, bravissimo qui anche come spadaccino e fine dicitore, un po’ meno magari, troppe faccette, come innamorato non dichiarato di Roxanne.
cyrano di joe wright con peter dinklage
E adoro da sempre il “Cyrano di Bergerac”, sia quello cinematografico interpretato negli anni da José Ferrer, forse il migliore, e da Gerard Depardieu, sia quello televisivo di Domenico Modugno, mentre non ho mai visto né a teatro né al cinema quello, celebre, di Gino Cervi. Inoltre l’idea di ambientarlo tutto in Sicilia, tra Noto e Scicli, funziona benissimo. E’ una scenografia meravigliosa che non ha bisogno di nulla.
E Joe Wright sfrutta la sua messa in scena pompieristica per un’opera che ben si presta a questo trattamento eccessivo, tra cadetti che ballano, e gran movimenti di macchina del suo fidato Seamus McGarvey anche del tutto inutili ma che ci fanno pesare meno il vecchio testo di Rostand.
cyrano di joe wright con peter dinklage
Funziona bene anche il cattivo Duca di Guisa, l’australiano Ben Mendelsohn, che vuole sposare a tutti costi la bella Roxanne, davvero meno sia la Roxanne di Haley Bennett sia il bel ragazzone nero Kelvin Harrison jr che interpreta Christian, l’amore di Roxanne, anche se è abbastanza moderno da funzionare come marionetta nelle mani di Cyrano.
Ma direi che tutta la messa in scena di Joe Wright è costruita nel far risplendere il realismo del Cyrano di Peter Dinklage, primo Cyrano in assoluto senza naso lungo, con barba mal fatta, per nulla damerino, inserito tra i ricchi costumi di Massimo Cantini Parrini, decine e decine di comparse, e la bellezza delle città siciliane illuminate benissimo. In realtà la mia recensione era un disastro. Il film fu un flop assurdo, non fece una lira, la lavorazione un inferno, Dinklage non ne uscì benissimo. La moglie di Joe Wright rovinava tutto o quasi.
cyrano di joe wright con peter dinklage
Che altro? Rai4 alle 0, 35 passa la cafonata delle cafonate “Boudica – La regina guerriera”, storiella della regina celtica Boudica, in lotta contro i Romani a suon di spadate e mazzate, diretta da tal Jesse V. Johnson con Olga Kurylenko pittata di blu come la terribile regina Boudica che si vuole vendicare dei Romani che le hanno ucciso marito, re Prasutagus, Clive Standen, e le due adorate figlie, Lilibet e Litiana Biutanaseva. Così si unisce a certo Wolfgar, Peter Franzen e alla bella amazzone Cartimanda, Lucy Martin, e, col volere dei druidi, iniziano a volar le capocce dei centurioni romani.
cyrano di joe wright con peter dinklage
C’è anche un nerone ragazzetto svalvolato. Tutto girato nella boscaglia inglese. Tremendo. Rai 2 all’1, 30 ci fa svoltare la serata con “A.C.A.B. – All Cops Are Bastards” di Stefano Sollima con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo. Metterlo in prima serata, no? Chissà perché… Vado a recuperare cosa ne scrivevo quando uscì.
Quando al termine di un bell’inseguimento notturno parte il primo pugno del Cobra, un grandissimo Pier Francesco Favino, per colpire il rumeno che lo ha messo sotto in macchina mentre lui girava come un pazzo in moto fischiettando “Celerino figlio di puttana”, e arrivano i titoli di testa sulla musica di “Seven Nation Army” dei White Stripes, abbiamo capito che questo “Acab” di Stefano Sollima, opera prima del figlio di Sergio Sollima, il regista di “La resa dei conti”, “Faccia a faccia”, “Revolver”, “Sandokan”, la sua partita l’ha già vinta.
Magari non tutto il film è al livello della sua parte iniziale, un quadro violento, veloce, girato e montato benissimo della vita e delle azioni di un gruppo di celerini della Squadra Mobile romana, interpretato da un gruppo di attori fantastici capitanati da Favino e Marco Giallini. Ma che film che è…
Rai Movie alle 2, 25 propone “Manhattan” di Woody Allen con Woody Allen, Mariel Hemingway, Diane Keaton, Meryl Streep, Michael Murphy. Non lo vedo da allora. Cine 34 alle 3 passa “La nuora giovane”, erotico di Luigi Russo con Simonetta Stefanelli, Philippe Leroy, Maurizio Bonuglia, Didi Perego, Marcel Dalio. La storia.
Franco Neri (Philippe Leroy) è un ricco industriale di sinistra, che si dichiara apertamente marxista, sposato con Flora (Didi Perego). Si ritrova presto al centro di una serie di tradimenti, più o meno legati alla famiglia. C’è la sorella del parroco che concupisce il ragioniere della ditta (Renzo Montagnani), padre di un tontolone che vorrebbero sistemare come politico nella DC.
C’è Paola (Florence Barnes), che ci prova un po’ con tutti, anche con il marito della sorella. Finirà che Franco avrà una storia d’amore con la bella nuora Simonetta Stefanelli. Commedia sexy familiare con punte politiche alla Luigi Russo, dove tutti scopano con tutti.
E trionfa la bella Simonetta Stefanelli come nuora giovane e attraente. A dar man forte per la parte comica ci sono Mario Carotenuto come prete venale e Renzo Montagnani. «Mancanza pressoché totale di regia», scrive Carlo M. Bocci su Il Secolo XIX. Ma nota anche che la «fresca, anche se acerba, Simonetta Stefanelli è degna forse di una collocazione meno angusta e riduttiva».
In un’intervista del 15 agosto 1974 di Costanzo Costantini a Simonetta Stefanelli apparsa su “Il Messaggero”, la ragazza racconta la sua verità sui set del cinema erotico. “Se un’attrice non si fa toccare almeno una volta dai tecnici e sbaciucchiare dal regista, dicono che si dà delle arie, che fa la spocchiosa.
Bisogna stare al gioco e infischiarsene. In fondo, siamo tutti amici. I film sexy li detesto. Mi hanno scocciato. Non sono divertenti. Mi sembrano solo per maniaci sessuali. Ma noi giovani non abbiamo scelta. O ci spogliamo, o non lavoriamo”.
Rete4 alle 3, 20 passa un western con Richard Harrison protagonista, “Anche nel weste c’era una volta Dio” diretto da Marino Girolami, che si firma, chissà perché Dario Silvestri, con Richard Harrison, Gilbert Roland, Enio Girolami, Folco Lulli, Dominique Boschero, Non era bello.
woody allen mariel hemingway manhattan 1979
E’ la versione western di “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Il film, ricorda Maurizio Amati, allora ispettore di produzione, “nacque dal rapporto che avevano mio padre, Edmondo, e Marino Girolami, che erano amici. Marino era bravissimo a dirigere i film, a inventare le storie, ma non era altrettanto bravo come produttore, perché era confuso e confusionario”.
Il film rispecchia appunto questa confusione. Girolami lo produce con la sua società, la Circus Film, poi rapidamente eclissata, per la distribuzione di Amati, ma la cosa non funzionò malgrado la loro amicizia. Oltre tutto il film ebbe qualche guaio sul set. Si ruppe un ponte durante gli esterni in Spagna e la troupe rimase isolata un giorno e una notte. La storia si apre alla grande su Folco Lulli che arriva alla Posada Sol con la sua mappa e mille uomini alle calcagne.
keaton allen hemingway manhattan
Tutta questa parte riprende abbastanza fedelmente la storia di Stevenson. Il padrone della Posada, zio Pink, è Roberto Camardiel, ex cuoco dell’esercito confederato che ha dato ai suoi maiali i nomi dei generali nordisti e la cameriera di facilissimi costumi è la stupenda Dominique Boschero.
Ovviamente anche qui c’è il ragazzino Tommy, Humberto Sempere, l’unico a sapere e poi a venire in possesso della mappa del tesoro nascosta dal vecchio. Non male Lulli grassissimo che si mette la pistola nei pantaloni o quando spara con un fucile di precisione al cattivo con un occhio solo che lo sta cercando.
woody allen mariel hemingway manhattan (2)
Il Long John Silver del film è Gilbert Roland, e al posto della gamba di legno ha un braccio di ferro che usa per spaccare le noci. Quando arrivano i cattivi, capitanati da Raf Baldassarre, la Boschero ci rimette - ahinoi! - le penne, mentre Lulli muore nella fuga (troppo grasso cade dal tetto...).
Proprio alla fine di questa prima parte movimentata e bizzarra, compare Richard Harrison, nei panni di Padre Pat, il prete che deve recuperare il tesoro rubato dal Santuario della Vergine di Guadalupe.
Il seguito della storia è il viaggio verso il tesoro, con Roland pronto al doppio gioco, e i cattivi che muoiono uno dopo l’altro, sotto gli occhi di un Harrison assolutamente passivo. Il finale, a sorpresa e visibilmente tirato via, vede Roland vivo e vegeto, ricco dopo aver eliminato tutti i banditi, andare con Tommy verso nuove avventure.
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