quotidiano quotidiani in fiamme

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI – “VENTOTENE, L’ISOLA PRIGIONE PER RIBELLI E DONNE LIBERE”; TITOLA “IL MATTINO”. A CORREDO DEL PEZZO, UN PAIO DI FOTOGRAFIE. PECCATO CHE RAFFIGURINO DUE ISOLE CHE NON C’ENTRANO NULLA CON VENTOTENE: UNA È PROCIDA, L’ALTRA PONZA – “L’UNITÀ” IN PRIMA PAGINA: “BELFAST IN ‘RIVOLTA MA QUESTA È UNA ‘RIVOLTA’ XENOFOBA”. È PROPRIO UNA RIVOLTA, EH – “ITALIA OGGI”: “REPUBBLICA, CAPPELLINI DIRETTORE AD INTERIM / ‘EZIO MAURO’ AI LETTORI: È STATO BELLISSIMO”. MA ALLORA LA MACCHINA DEL TEMPO ESISTE DAVVERO. (IL DIRETTORE CHE HA LASCIATO “LA REPUBBLICA” SI CHIAMA MARIO ORFEO. MAURO SE NE ANDÒ 10 ANNI FA)

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

viola ardone

• Madeleine. In un articolo su Marcel Proust pubblicato da Robinson, supplemento culturale della Repubblica, la scrittrice Viola Ardone cita «il caso della proverbiale madeleine, il biscottino poroso alla mandorla che il protagonista intinge in una tisana nelle prime pagine dell’opera e che lo riporta direttamente alla sua infanzia, come una macchina del tempo ben oliata».

 

Ardone non sa di che parla né di che mangia. La madeleine non è un biscottino, bensì un piccolo dolce soffice a base di farina, uova, zucchero, burro, spesso profumato con scorza di limone, vaniglia o acqua di fiori d’arancio.

 

maurizio belpietro

Solo in alcune varianti regionali o di pasticceria può essere aromatizzata con una lieve quantità di essenza della mandorla amara. Ma non si può certo definire «alla mandorla» come il petit-four, per esempio. Ardone sbaglia anche nel parlare di «tisana»: è intingendo una madeleine in una tazza di tè che Proust torna con la memoria ai dolcetti che, quando era piccolo, la zia Léonie gli offriva. [12 luglio 2026]

 

paolo fresco con gianni agnelli

• Agnelli. Didascalia dal Corriere della Sera: «Un giovanissimo John Elkann accanto a Paolo Fresco nella prima assemblea degli azionisti della Fiat dopo la morte di Gianni Agnelli, nel maggio 2002». Morte prematura: si dà il caso che l’Avvocato sia scomparso il 24 gennaio 2003. [13 luglio 2026]

 

• Voto. Titolone dalla prima pagina del Giornale: «Alto tradimento». Sommario: «Legge elettorale, una trentina di franchi tiratori nella maggioranza: il governo va sotto per un voto sulle preferenze. E la sinistra esulta».

 

Anfibologico. Confonde causa della sconfitta e scarto nella sconfitta. Il governo è andato sotto durante una votazione sulle preferenze ma è anche andato sotto per un solo voto. Quindi bisognava scrivere: «Per un voto il governo va sotto sulle preferenze». [15 luglio 2026]

 

ezio mauro

• Direttori. Titolo da Italia Oggi: «Repubblica, Cappellini direttore ad interim / Ezio Mauro ai lettori: è stato bellissimo». Ma allora la macchina del tempo esiste davvero. (Il direttore che ha lasciato La Repubblica si chiama Mario Orfeo. Mauro se ne andò 10 anni fa). [14 luglio 2026]

 

• Virgole. Per il suo ben noto conflitto permanente con le virgole, Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina scrive: «Danish Hasnain invece, non aveva una pistola alla fronte». Il segno di punteggiatura separa il soggetto dal verbo. Inoltre è superfluo. Se si voleva trattare «invece» come inciso, di virgole ne occorrevano due: «Danish Hasnain, invece, non aveva una pistola alla fronte». [10 giugno 2026]

 

giovanni maria vian

• Chi. In un articolo sul settimanale Chi, Roberto Allegri spiega lo scisma lefebvriano conversando con il «professor Giovanni Vian, a cui abbiamo chiesto di aiutarci a comprendere meglio la questione», scrive il giornalista.

 

Che poco più avanti, ignorando allegramente il titolo della sua testata, incorre in un clamoroso scambio di persona, perché definisce il suo interlocutore «già direttore de L’Osservatore Romano» e docente all’ateneo veneziano di Ca’ Foscari.

marta morazzoni

 

Ma il direttore emerito del quotidiano vaticano si chiama Giovanni Maria Vian, e per di più appare in una grande foto nella prima pagina del servizio. La dettagliata didascalia incorre però nello stesso errore, definendolo professore a Venezia, mentre l’ex direttore del quotidiano vaticano ha insegnato alla Sapienza di Roma, e non a Ca’ Foscari, dov’è docente il suo quasi omonimo. Ma a Chi sanno con chi parlano? [9 luglio 2026]

 

anais ginori

• Versailles. A.G. (Anais Ginori), inviata della Repubblica al G7 di Évian-les-Bains: «Versailles, nella narrazione dell’Eliseo, è il luogo dell’amicizia franco-americana, perché lì fu firmato nel 1783 il trattato che sancì l’indipendenza degli Usa». La formulazione è discutibile.

 

Formalmente, l’indipendenza degli Stati Uniti fu riconosciuta dal Trattato di Parigi del 3 settembre 1783, firmato nella capitale francese. Nello stesso quadro negoziale furono stipulati anche i Trattati di Versailles tra Gran Bretagna, Francia e Spagna, ma essi non sancirono l’indipendenza americana. La frase rischia quindi di attribuire a Versailles ciò che storicamente appartiene al Trattato di Parigi. [16 giugno 2026]

 

l'unita' rivolta rivolta

• Fluida. Sulla Domenica del Sole 24 Ore, recensendo Strindberg: l’esperienza del superuomo di Franco Perrelli (Cue Press), Marta Morazzoni scrive: «La puntuale lettura dei corsi e ricorsi e contraddizioni dell’antisistema Strindberg è organizzato nel lavori di Perrelli con il metodo necessario a governare il non metodo dell’autore scandinavo». Sorvolando su «lavori» al posto di «lavoro», diremmo «organizzata», non «organizzato». A meno che la «puntuale lettura» non sia anche fluida. [12 luglio 2026]

 

• Mitragliatrice. Titolo dalla Repubblica: «Attentato con mitragliatrice / un morto e 5 feriti a Tel Aviv». Fin dall’attacco, il servizio di An. Lo. (Anna Lombardi), inviata a Gerusalemme, però dice altro: «Una mitraglietta “Carlo” fatta in casa torna a insanguinare Israele, uccidendo una persona e ferendone altre cinque in un unico attentato in più fasi».

 

mitraglietta carlo

Nel quotidiano fondato da Eugenio Scalfari hanno le idee un po’ confuse. La mitragliatrice è un’«arma da fuoco portatile, automatica, a tiro continuo o intermittente, con cadenza da 800 a 1.400 colpi al minuto» (Lo Zingarelli 2026).

 

Mitraglietta è un termine usato nel linguaggio corrente per indicare la pistola mitragliatrice, cioè un’arma automatica compatta che spara munizioni da pistola, come la Beretta M12 tuttora usata da Polizia di Stato e Guardia di finanza.

 

Una mitraglietta non può essere definita mitragliatrice, a maggior ragione se si tratta della «Carlo», arma rudimentale costruita in officine clandestine con tubi metallici, molle e componenti di recupero, soprattutto in Cisgiordania.

 

eugenia tognotti

È utilizzata da gruppi armati palestinesi e da organizzazioni criminali. Il nome deriva dalla pistola mitragliatrice svedese Carl Gustav M45, di cui riprende in modo molto approssimativo l’aspetto. [8 giugno 2026]

 

• Barack. Sulla Verità, nella rubrica Caffè corretto, Gustavo Bialetti cambia nome all’ex presidente degli Stati Uniti e lo chiama «Barak Obama». In redazione prontamente si adeguano e anche nella didascalia il nome perde la «c» e diventa «Barak». Al caffè va tolta la correzione alcolica e rafforzata quella onomastica: è Barack. [8 giugno 2026]

 

• Isole. «Ventotene, l’isola prigione per ribelli e donne libere», titola Il Mattino. A corredo del pezzo, un paio di fotografie. Peccato che raffigurino due isole che non c’entrano nulla con Ventotene: una è Procida, l’altra Ponza. [13 luglio 2026]

 

la verita' barak

• Rivolta. Titolo di apertura sulla prima pagina dell’Unità: «Belfast in rivolta ma questa è una rivolta xenofoba». È proprio una rivolta, eh. [11 giugno 2026]

 

• Disorientamento. Su Tuttolibri della Stampa, Eugenia Tognotti presenta La memoria fragile di Paolo Maria Rossini (Mondadori) e scrive: «Difficile non avere esperienza, diretta o indiretta, del carico di paura, sofferenza, disorientamento, legato a queste patologie, che non riguardano solo la perdita della memoria, ma interroga, ad ogni livello, il modo in cui una comunità si prende cura degli anziani».

 

il giornale voto sulle preferenze

Al di là della virgola insensata tra «disorientamento» e «legato», delle due l’una: o il pronome relativo (con funzione di soggetto) «che» si lega all’immediatamente precedente «patologie», e allora Tognotti avrebbe dovuto scrivere «interrogano», non «interroga», oppure si lega all’ancor precedente «carico», e allora avrebbe dovuto scrivere «riguarda», non «riguardano». [11 luglio 2026]

 

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