checco zalone - tolo tolo 1

TOLO TOLO, CACCHIO CACCHIO - "PERCHÉ MAI ZALONE HA SCELTO DI ANDARE IN AFRICA AL POSTO DI VELTRONI?" - FULVIO ABBATE LO FA A PEZZI: ''UN FILM MODESTO, CHE NON FA RIDERE, MA SOPRATTUTTO SCRITTO IN MODO APPROSSIMATIVO, DA DILETTANTE GIÀ SBARAGLIATO DAL RICATTO MORALISTICO, UN PATETICO CALENDARIO MISSIONARIO CON I "NEGRETTI" IN LACRIME, ORINANDO SUL POLITICAMENTE CORRETTO…" - IL CAMEO DI VENDOLA - ''PERCHÉ ZALONE HA VOLUTO FARSI COSÌ MALE? - VIDEO

 

 

Fulvio Abbate per Dagospia

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

Perché mai Checco Zalone ha scelto di andare in Africa al posto di Veltroni? Realizzando laggiù un film modesto, ma soprattutto scritto in modo approssimativo, da dilettante già sbaragliato dal ricatto moralistico? “Tolo Tolo” assomiglia infatti, almeno ai miei occhi, a un patetico calendario missionario, tempestato, mese dopo mese, dagli scatti delle orfanelle dai grandi occhi imploranti, sì, con i “negretti” in lacrime, cose da tenere in cucina, giusto nel tanfo di verza e cavolo, accanto alla rubrica avuta in dono dalla torrefazione sotto casa, non meno fissata al muro accanto all’immaginetta di padre Pio e le cartoline natalizie dipinte accuratamente con i piedi o con la bocca. 

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

     Un film dove il talento, i tempi comici, altrove innegabili e spietatamente vincenti doverosamente orinando sul politicamente corretto, di Checco Zalone si ritrovano depotenziati, mortificati, obliterati, presumibilmente per ragioni tragicamente, di più, perversamente “etiche”; così almeno c’è da intuire passo dopo passo mentre la noia e il "ma che ci sta dicendo?" si fa strada.

 

Un film nel quale il meraviglioso (sempre altrove) cinismo “dolce” del suo autore e interprete svanisce, evapora, per lasciare posto a un’opera a tesi degna del più banale e piccino anerotico, ripeto, detestabile veltronismo. Un crimine contro ogni possibile vis comica. L’ho già detto, no, che Zalone sembra essere andato in Africa facente le veci dell’inventore della “vocazione maggioritaria”? La presenza di Virzì co-sceneggiatore aggrava l’intero quadro narrativo, spingendo il racconto del viaggio verso il burrone del più banale esito.

 

    Un amico che di cinema ne mastica assai più di me, suggerisce che nessun vero comico – “pensa a Totò” - si assumerebbe mai il peso della regia, non per nulla, aggiunge ancora, “Zalone in ‘Tolo Tolo’ non fa ridere, anzi, per l’intera durata del film mostra un’espressione tesa e preoccupata, e ti credo a dover gestire troupe e comparse ragazzine nel cuore dell’Africa nera”. 

Checco Zalone con la compagna Mariangela Eboli

 

     Ovviamente, aggiungiamo noi, affermare che il film “non fa ridere” significa scontrarsi con chi, “d’ufficio”, per ragioni, ribadiamo, di stretta osservanza buonista, replica che tutto ciò è una menzogna, anzi, questi ultimi, coloro che hanno apprezzato, avrebbero riso “dall’inizio alla fine” (sic). L’eventualità che abbiano riso sinceramente, almeno ai nostri occhi, risulta un’aggravante, c'è solo da sperare che abiano riso in malafede. 

 

    Alla fine della storia, ha comunque ragione chi afferma che la sinistra ha dato il bacio della morte a Zalone proprio per bocca di Virzì, ossia per interposto Veltroni, e non saranno certamente gli incassi finora stroboscopici a salvare, anzi, a ribaltare il giudizio circa l’oggettiva modestia del lavoro portato infine sullo schermo. 

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

     Perché Zalone ha voluto farsi così male? Perché, ribadisco, è voluto andare in Africa al posto d'altri? Perché si è fatto abbindolare da chi vorrebbe usare il suo film come un’opera di propaganda che risponda al linguaggio da troglodita razzista di Salvini? 

 

    Perché alla fine del film, perfino l’antifascista più intransigente che urla in noi, si ritrova addirittura a condividere le parole dell’orrendo Ignazio La Russa che ha invece definito il comico e il suo film: “Il cugino della Boldrini, spicciola propaganda”? 

     E stavo dimenticando l’aggravante del cameo di Nichi Vendola al telefono. E' davvero così difficile rispondere unicamente al proprio talento, eh? 

CHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

      

P.S. 

      Un'ultima cosa: chi scrive non ha ritenuto affatto "razzista" il video promozionale con l'immigrato "parassita", anzi, lo ha pubblicamente difeso, proprio su questo sito, in nome dell'ironia cui ogni comico ha diritto perfino nelle sue forme più crudeli. Anche in barba alla sinistra, anche lì, più ottusa. Ora è davvero tutto.  

 

CHECCO ZALONE - IMMIGRATOCHECCO ZALONE - TOLO TOLO 2CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

 

FULVIO ABBATE

checco zaloneCHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…