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DI MALE IN PEGGIO PER TELEMELONI – LA NUOVA STAGIONE TELEVISIVA È PARTITA NEL PEGGIORE DEI MODI PER I PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO DELLA RAI, CON IL NUOVO FLOP DI ANTONINO MONTELEONE, CHE NON SUPERA IL 3 PER CENTO CON “FILOROSSO”, E LA NUOVA “AGORÀ” SOTTO LA GUIDA DI ANNALISA BRUCHI CHE PERDE QUASI QUOTIDIANAMENTE IL DERBY CON “OMNIBUS SU LA7 – E ANCHE SU VIALE MAZZINI ALEGGIA LO SPETTRO DI VANNACCI. “DOMANI”: “I VANNACCIANI HANNO GIÀ CHIESTO DI ESSERE AMMESSI IN COMMISSIONE VIGILANZA E VENGONO SEGNALATI PRIMI ABBOCCAMENTI IN AZIENDA...”

Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per “Domani”

 

giampaolo rossi - adntalks

«Come Crono che si mangia i suoi figli». A evocare l’immagine è chi l’azienda la conosce come le proprie tasche e vede il corso dell’ad Rai Giampaolo Rossi destinato a una fine magra e ingloriosa, figlia di un tale attaccamento alla fedeltà da essere pronto ad alienarsi anche personaggi di comprovata fede destra come Milo Infante e Pietrangelo Buttafuoco, colpevoli però di autonomia eccessiva. […]

 

Dal punto di vista degli ascolti, la nuova stagione sicuramente non sta brillando. A zoppicare, come spesso accade, è l’approfondimento, in attesa della ripartenza di Report con la nuova conduzione (o con l’eventuale reintegro di Sigfrido Ranucci).

 

ANTONINO MONTELEONE

Anche altri nuovi innesti ed eterni ritorni, però, non stanno performando al meglio. A preoccupare in maniera particolare è di nuovo Antonino Monteleone: le prime due puntate di Filorosso non hanno superato il 3 per cento, meno di quanto faceva all’inizio Farwest di Salvo Sottile.

 

La voce velenosa che corre è che il conduttore – al terzo tentativo dopo L’altra Italia e Linea di confine – sia finito per fare «il sosia di Giletti». Copioni simili, tanto studio che premia il concorrente ma non l’ex Iena, nell’ultima puntata perfino lo stesso ospite principale, Maria Rosaria Boccia: alla fine, Lo stato delle cose scavalla il 7 per cento, Filorosso è fermo al 2,8 […]

 

ANNALISA BRUCHI - AGORA

Le collaborazioni spuntano infatti come funghi: mentre gli Approfondimenti hanno aperto le porte a chi potesse portare un contributo sul caso del loro collega – un’insistenza che è un’altra prima volta, secondo parecchi osservatori – anche la radio resta spesso appannaggio di voci amiche della maggioranza, non ultima Claudia Conte, che ha visto confermata la sua mezz’ora in palinsesto, quest’anno dedicata agli animali. A Bar centrale, in onda nel sabato di Rai1, ha trovato posto invece Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura.

 

PAOLO CORSINI ARRIVA IN RAI PER INCONTRARE I GIORNALISTI DI REPORT - FOTO LAPRESSE

[…]  Più rassicurante Ore 14 sera/notte (il logo ha incuriosito molti telespettatori) che nel serale ereditato da Infante ha tenuto, raccogliendo il 6,3 per cento. La nera continua a essere uno dei capisaldi della tv: su Mediaset è saldamente in mano a Infante (che si è perfettamente inserito nella squadra formata da Mario Giordano, Gianluigi Nuzzi e in parte Paolo Del Debbio).

 

Ma il genere trova larga rappresentazione anche in alcuni telegiornali di viale Mazzini, quando non celebrano ribassi microscopici del prezzo della benzina (un millesimo di euro, com’è capitato nel Tg1 di qualche giorno fa). «Alla fine è lì e nei programmi di cronaca che si forma l’opinione del cittadino» ragiona chi conosce bene i meccanismi della tv.

 

claudia conte 9

D’altra parte dietro l’angolo ci sono le elezioni: «Di fronte a Meloni c’è tutta La7 schierata, mica può pensare di affrontarla solo con un Vespa malconcio». L’ex direttore del Tg1 è andato in onda in condizioni precarie dopo una caduta per intervistare la premier – dicono per propria insistenza, ma circolano altre ipotesi – ed è rimasto anche nei giorni successivi, anche se gli ascolti hanno registrato una lieve flessione rispetto all’anno passato.

 

Anche la nuova Agorà sotto la guida di Annalisa Bruchi non sembra ancora dare i risultati sperati, perdendo quasi quotidianamente il derby con Omnibus sulla rete di Urbano Cairo.

 

C’è poi il tema del servizio pubblico: ultimamente a far scalpore c’è un filone religioso. Dopo il caso Lupus in fabula di Pietrangelo Buttafuoco, rimosso da Radio1 perché «troppo di nicchia», casualmente proprio dopo lo screzio con il ministro della Cultura Alessandro Giuli, e accolto a braccia aperta dall’emittente della Cei RadioInBlu2000 non è passato inosservato il lancio di Io sono Carlo, fiction di Canale 5 sul santo teenager Carlo Acutis.

 

ANNALISA BRUCHI - AGORA

E questo solo per quanto riguarda i palinsesti. Sul piano parlamentare nei giorni scorsi è stato approvato un emendamento alla riforma della governance che prevedere la compensazione di eventuali tagli del canone con fondi dalla fiscalità generale. In realtà, all’orizzonte di tagli non ce ne sono anche se, provoca qualcuno nella politica, a fronte di questi palinsesti il desiderio viene.

 

Il testo pronto per approdare in aula (il voto finale in commissione Trasporti è previsto per metà settimana prossima), conferma anche la forte presenza del governo nel prossimo consiglio d’amministrazione Rai, visto che sceglierà due consiglieri. Dall’approvazione ci saranno 30 giorni per formare un nuovo cda, il tempo di chiudere la pratica prima di Natale (e del voto).

 

roberto vannacci 1

«Poco male» mormora qualcuno. «Durante questo mandato, dal cda sono arrivate solo richieste di maggiori fondi, senza che venisse proposto un progetto nuovo».

 

L’approccio della maggioranza, che in commissione non ha lasciato appigli alle opposizioni, avrebbe dunque complicato assai le interlocuzioni che nel frattempo ha tentato di aprire con le opposizioni il presidente del Senato Ignazio La Russa per riavviare i lavori in commissione Vigilanza dove la destra è pronta a un ulteriore colpo di mano.

 

Se le trattative dovessero dunque fallire, La Russa passerebbe alle nomine d’ufficio, che porterebbero a una presidenza di destra, un unicum per un organismo di garanzia.

 

paolo corsini

Anche se ora un’opposizione di destra, prontissima a entrare in Vigilanza, ci sarebbe: i vannacciani hanno già chiesto di essere ammessi e vengono segnalati primi abboccamenti in azienda con il nuovo partito. Certo, sarebbe quella formazione che ha attaccato Pierluigi Diaco, conduttore della seconda rete che poi ha ricevuto la solidarietà del cda Rai. Non nel merito della sua performance, ma perché ha raccontato dell’unione civile con cui si è legato al proprio compagno.

alessio orsingher pierluigi diaco

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