“GLI ATTORI OGGI? SOLDATINI CHE FANNO SPETTACOLINI BEN ESEGUITI, CON I LORO PREMI” – NATALINO BALASSO ALL’ATTACCO DEL CONFORMISMO DEGLI ARTISTI: “BISOGNA AVER VOGLIA DI SBAGLIARE, SPECIE I GIOVANI, PERCHÉ DAGLI ERRORI POSSONO NASCERE LE COSE GENIALI. SE HANNO PAURA MAGARI FARANNO COSE IMPECCABILI, MA SECONDO LO STANDARD. IO AMO IL DILETTANTISMO, NEL SENSO PIÙ BELLO: LE PERSONE CHE ANCORA SI DILETTANO A FARE LE COSE – IL TEATRO? CI VANNO SOPRATTUTTO I BORGHESI, SI FANNO SPETTACOLI PER BORGHESI, TUTT'AL PIÙ PER BORGHESI ILLUMINATI. UN TEATRO DAVVERO CENTRALE DOVREBBE STARE APERTO 18 ORE AL GIORNO, CON LA GENTE CHE ENTRA E ESCE. INVECE ABBIAMO DEGLI SCATOLONI CHIUSI CHE APRIAMO LA SERA”
Estratto dell’articolo di Silvia Francia per “la Stampa”
«Il teatro è cialtroneria, bisogna sbagliare per poter fare cose geniali, vedo invece tanto professionismo triste». Fermissima convinzione di Natalino Balasso […]
[…] «I classici dicono qualcosa a chi sa ascoltare perché toccano temi universali. Bisogna avere una testa allenata a percepire i link tra passato e il presente. Se occorre mettere in scena il link in maniera esplicita, allora c'è un problema».
[…] «Io sono […] una persona veramente triste nella vita, tendo alla malinconia. Sono fatto così da piccolo, è nel mio Dna».
[…] «[…] l'abitudine è una brutta cosa, spegne la curiosità. Meglio rischiare. Vale per il pubblico: dovrebbe pensarsi come qualcuno che sta ancora imparando a guardare il teatro perché non si finisce mai di impararlo, e vale per gli attori: oggi vedo tanti soldatini che fanno spettacolini ben eseguiti, con i loro premi. Ma per carità del cielo: bisogna aver voglia di sbagliare, specie i giovani, perché dagli errori possono nascere le cose geniali. Se hanno paura magari faranno cose impeccabili, ma secondo lo standard. Io amo il dilettantismo, nel senso più bello: le persone che ancora si dilettano a fare le cose».
[…] Il teatro può fare qualcosa? Ha ancora un peso sociale?
«Quelli che fanno teatro spesso ne parlano come se fosse centrale. Ma guardiamoci intorno: il teatro è centrale nelle nostre città? Direi di no, è marginale. Ci vanno soprattutto i borghesi, si fanno spettacoli per borghesi, tutt'al più per borghesi illuminati.
Un teatro davvero centrale dovrebbe stare aperto diciotto ore al giorno, con la gente che entra e esce. Invece abbiamo degli scatoloni chiusi che apriamo la sera». […]


