mark rydell

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - SE NE VA A 97 UN ALTRO IMPORTANTE REGISTA DELLA NEW HOLLYWOOD, MARK RYDELL, ATTORE, MA SOPRATTUTTO REGISTA, DI FILM CHE NEGLI ANNI’70 E ’80 VEDEMMO CON PARTICOLARE ATTENZIONE - NEL SUO PERIODO D’ORO, TRA GLI ANNI ’60 E I ’70, RIUSCÌ A LAVORARE CON STAR DEL CALIBRO DI STEVE MCQUEEN, JAMES CAAN, ELLIOT GOULD, BETTE MIDLER. CHE SI FIDAVANO CIECAMENTE DI LUI. PROPRIO PERCHÉ AVEVA PASSATO ANNI TRA ACTORS, BROADWAY E SET DI TELEFILM. E I SUOI FILM OTTENNERO BEN 26 NOMINATION ALL’OSCAR, COMPRESA QUELLA SUA DA REGISTA PER “SUL LAGO DORATO”… - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

mark rydell 2

Se ne va a 97 un altro importante regista della New Hollywood, Mark Rydell, attore, ma soprattutto regista, di film che negli anni’70 e ’80 vedemmo con particolare attenzione, come “Sul lago dorato”, che portò all’Oscar Henry Fonda e Katherine Hepburn, “The Rose” con Bette Midler, biopic di Janis Joplin, “Balordi & Co” con Janes Caan, Elliot Gould e Diane Keaton.

 

Amico di Sidney Pollack fondò con lui negli anni’80 una casa di produzione, la Sanford Productions, e apparì in “Havana”, anche se il suo ruolo più noto del tempo è quello del gangster fuori di testa Marty Agustine in “Il lungo addio” di Robert Altman con Elliott Gould. Più che attore, un ruolo che gli stava stretto, e più che un autore vero e proprio alla Altman, si rivelò un ottimo regista di attori.

 

mark rydell 11

Nel suo periodo d’oro, tra gli anni ’60 e i ’70, riuscì a lavorare con star del calibro di Steve McQueen, James Caan, Elliot Gould, Bette Midler. Che si fidavano ciecamente di lui. Proprio perché aveva passato anni tra Actors, Broadway e set di telefilm. E i suoi film ottennero ben 26 Nomination all’Oscar, compresa quella sua da regista per “Sul lago dorato”.

 

Nato a New York nel 1929 come Mortimer H. Rydell, figlio di un’attrice, Evelyn Rydell, a 12 anni usciva dalla finestra di casa per andare a sentire Art Tatum e gli altri grandi del tempo. Così studiò alla Juilliard School of Music, da dove uscì buon pianista jazz.

 

Suonò in parecchi locali diventando una star da night club, subito dopo la guerra, ma ammise che non conosceva nessuno che non fosse precipitato nell’addiction di droghe dopo cinque anni, rimase impressionato da vedere Billie Holliday che si faceva di eroina davanti ai suoi occhi con una siringa che pareva un estintore e decise di darsi alla recitazione.

mark rydell 10

Si formò come attore al Neighborhood Playhouse e all’Actors Studio. Fin dagli anni ’50 appare a Broadway come attore, in tv per sei anni ebbe un ruolo fisso in “As the World Turns”.  Ma lo troviamo in molti telefilm dell’epoca, come“Wanted: Dead or Alive”, nel bellissimo film di Don Siegel “Crime in the Street” del 1956. A portarlo a Hollywood e a farlo diventare regista fu il suo amico Sidney Pollack.

 

 E presto diventò regista della serie “Ben Casey”. Diresse anche episodi di “Gunsmoke”, “The Fugitive”, in tutto una quarantina di episodi. Ma si fece davvero notare con il suo primo film per il cinema, “La volpe” (“The Fox”, 1967), tratto dal romanzo di D.H.Lawrence, con Anne Heywood, Sandy Denny e Keir Dullea, che trattava un tema per il tempo piuttosto bollente come l’omosessualità femminile e aveva una scena di masturbazione che venne censurata in molti paesi.

 

mark rydell 5

“Quello fu un punto di svolta nella mia vita, praticamente lo feci per niente, ma l’avrei fatto anche gratis, solo per avere la chance di dirigere un buon film”, disse Rydell. Ricordo che il film fece molto colpo e lanciò Mark Rydell, allora di soli 38 anni. Con un milione di dollari di budget ne incassò 15. Ebbe così qualcosa come 41 offerte di lavoro. Ma aspettò 18 mesi prima di accettare di dirigere il suo secondo film, “Boon il saccheggiatore” (“The Reivers”, 1969) con Steve McQueen protagonista, tratto da un romanzo di Faulkner.

 

 E’ allora che fonda con il suo vecchio amico Sidney Pollack una società di produzione, la Sanford Productions, per salvaguardare il suo lavoro.  Funzionò meglio il più originale “I cowboys” (”The Cowboys”, 1972) con John Wayne al comando di un branco di ragazzini, dove, cosa rarissima, viene ucciso da Bruce Dern lasciando il pubblico di stucco. 

mark rydell e rosemary prinz in cosi gira il mondo

“Ho sempre pensato che John Wayne fosse un mostro”, dirà presentando il film, “e invece siamo diventati amici”. Siamo in piena New Hollywood con i film successivi, “Un grande amore da 50 dollari” (“Cinderella Liberty”, 1973) con due grandi attori, Marsha Mason, che veniv a da “Blum in Love” e James Caan, che veniva da “Il padrino”, e con “Balordi & Co. - Società per losche azioni capitale interamente rubato $ 1.000.000” (“Harry and Walter Go to New York”, 1976) con James Caan, Elliot Gould, Diane Keaton. Bello “The Rose” (1979) con Bette Midler che fa a modo suo una Janis Joplin talentuosa ma autodistruttiva.

 

E riuscitissimo  “Sul lago dorato” (“On Golden Pond”, 1981), dove riunisce due leggende come Henry Fonda, ormai malatissimi e Katharine Hepburn e chiama Jane Fonda nel ruolo della figlia dell protagonista. I due protagonisti vennero premiati con l’Oscar. Non ebbe la fortuna sperata il successivo “Il fiume dell'ira” (“The River”, 1984) con Sissy Spacek.

 

mark rydell 4

Gira negli anni altri film, “Giorni di gloria... giorni d'amore” (“For The Boys”, 1991), “Trappola d'amore” (“Intersection”, 1994) con Richard Gere e Sharon Stone, l’inedito da noi “Even Money” (2006). Ideato e prodotto per la tv, il suo “James Dean” con James Franco come James Dean e lui stesso come Jack L. Warner, potente patron della Warner Bros, venne candidato a 11 Emmy.

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