MA PERCHE’ I TALK DELLA RAI MELONIANA INANELLANO SOLO FLOP? – L’ANALISI DI “DOMANI”: “ANTONINO MONTELEONE E ROBERTO INCIOCCHI NON SANNO CONQUISTARE IL PUBBLICO, IL CONDUTTORE DI 'FILOROSSO' ARRIVA SULL’ORLO DELL’ANTIPATIA, MOTIVO PER CUI LA RAI GLI HA RACCOMANDATO DI LIMITARE IL PIÙ POSSIBILE LA PROPRIA PRESENZA IN VIDEO. C’È UN TEMA DI PALETTI AZIENDALI CHE LIMITA LA RICERCA DI NUOVI VOLTI, ESASPERATO DALL’OSSESSIONE DI TELEMELONI PER LA FEDELTÀ, CHE SURCLASSA ANCHE IL TALENTO. POI, C’È IL FORMAT: IL TALK SOPRAVVIVE BENE SE TRATTA LA POLITICA IN PUREZZA, COME FANNO DIMARTEDÌ E PIAZZAPULITA. TERZO PUNTO, IL PUBBLICO. I TELESPETTATORI DEI PROGRAMMI CHE HANNO IN MENTE I DIRIGENTI RAI ESISTONO, MA GUARDANO RETE4. DI FRONTE ALLE RETI RAI SIEDE UN PUBBLICO PIÙ VARIEGATO E QUELLO DI RAI3 FAREBBE VOLENTIERI A MENO DI ‘FILOROSSO’…”
Estratto dell’articolo di Lisa Di Giuseppe per https://www.editorialedomani.it
ANTONINO MONTELEONE - FILOROSSO - 1
«Il conduttore deve esse’ ‘na mignotta». La metafora del dirigente è d’altri tempi, per dirla con un eufemismo, ma indica chiaramente una delle ragioni per cui i talk “di destra” che la Rai prova a rifilare al suo pubblico affondano, uno dopo l’altro, da tre anni a questa parte. L’ultimo arrivato è Patù, che su Rai2, mercoledì sera, non è andato oltre l’1,5 per cento.
Antonino Monteleone e Roberto Inciocchi non sanno conquistare il pubblico, il conduttore di Filorosso arriva sull’orlo dell’antipatia, motivo per cui la Rai gli ha gentilmente raccomandato di limitare il più possibile la propria presenza in video. I tonfi dei loro programmi (ma anche degli altri esperimenti di TeleMeloni) offerti a un Paese che pure in questo momento storico sembra spostato prevalentemente a destra, dipendono da una serie di fattori.
roberto inciocchi patu la passione delle idee 2
Ma chi la tv l’ha fatta indica come causa anche i profili deboli dei protagonisti. Per un format teatrale come il talk servono capitani carismatici, è il ragionamento, vero sicuramente per il passato, forse non per il futuro. […]
Per i dirigenti di destra, la colpa è di chi in passato non ha seminato, anche quando Forza Italia, Lega e An erano al potere. Non è del tutto vero, visto che certi nomi che oggi fanno la fortuna dei palinsesti Mediaset sono nati in Rai, vedi alla voce Mario Giordano e Nicola Porro. Poi l’hanno lasciata, un po’ per ragioni politiche, un po’ per motivi di share, […]
C’è ovviamente un tema di paletti e vincoli aziendali che limita la ricerca di nuovi volti, esasperato dall’ossessione di TeleMeloni per la fedeltà, che surclassa anche il talento. […]
Poi, c’è il format. Il talk sopravvive bene se tratta la politica in purezza, come fanno DiMartedì e PiazzaPulita, mentre l’offerta di cronaca nera è più che satura, ma continua a tirare (vedi i casi di Ore14 sera e Verità nascoste): le nuove prime serate dell’approfondimento fondono assieme i due generi, ottenendo un ibrido che salta dalle impronte di Garlasco al prezzo della benzina, passando per la Xylella e un ricordo di Paolo Borsellino. […]
Perfino l’inventore del modello-ircocervo, Massimo Giletti – anche lui nella categoria dei cattivi, che però riesce a essere nazionalpopolare e si porta a casa il 7 per cento – ha adeguato il suo Stato delle cose: la politica compare quasi solo in maniera indiretta, commentata in genere da un altro padre del talk certamente non di destra come Michele Santoro. E poi, via di cronaca.
Terzo punto, il pubblico. I telespettatori dei programmi che hanno in mente i dirigenti Rai esistono, ma guardano Rete4: di fronte alle reti del servizio pubblico siede un pubblico più variegato, di fronte a Rai3 uno che di Filorosso farebbe volentieri a meno […] Un tipo di programmi che però la governance non può e non vuole mettere in palinsesto, almeno fintantoché non ci sia un talk di destra che spicchi il volo. Un progetto quasi impossibile da realizzare, per tutte queste ragioni e almeno altre due: da un lato ci vorrebbe qualcuno che attacchi il governo […] mentre dall’altro, fare una concorrenza vera ai programmi di Giordano, Porro e Del Debbio significherebbe mettere sotto seria pressione Mediaset. […]

