CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - SECONDO CONCETTO VECCHIO (“LA REPUBBLICA”), BRUNO TABACCI “’POSSIEDE’ UN BENE INESTIMABILE: LA ‘PROPRIETÀ’ DI UN SIMBOLO PRESENTATO ALLE PRECEDENTI ELEZIONI, QUELLO DEL CENTRO DEMOCRATICO”. SAREBBE UNA NOTIZIA SE LO POSSEDESSE MA NON NE FOSSE PROPRIETARIO – “OGNI SQUALO NEL PD È STATO VITTIMA DEI SUOI STESSI PIRANHA”, SCRIVE FRANCESCO VERDERAMI SUL “CORRIERE DELLA SERA”. L’IMMAGINE ZOOLOGICA CI PARE ASSAI AZZARDATA. DI NORMA GLI SQUALI VIVONO IN ACQUE SALATE E I PIRANHA SOLO IN ACQUE DOLCI...
Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto
• Retorica. Arriva in libreria L’uomo che inventò la politica (Einaudi), un’«inchiesta su Machiavelli», come recita il sottotitolo, scritta da Corrado Augias con la figlia Natalia. Per l’occasione, l’anziano giornalista (91 anni) viene intervistato sul Corriere della Sera da Roberta Scorranese e parla così di Niccolò Machiavelli: «Spesso viene citato il suo famoso motto del “fine che giustifica i mezzi”. Ma occorre aggiungere la frase “nel perseguimento dell’interesse generale”».
Orbene, nessuna delle due locuzioni virgolettate figura nelle opere dello scrittore e politico che fu segretario della seconda cancelleria della repubblica fiorentina fra il 1498 e il 1512.
Come documenta Stefano Lorenzetto in Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate (Marsilio), nel capitolo 18 (paragrafo 6) del Principe si rintraccia unicamente il seguente concetto: «Nelle azioni di tutti li uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio a chi reclamare, si guarda al fine».
stefano lorenzetto chi (non) l'ha detto
Più che a Machiavelli, le frasi citate da Augias si potrebbero semmai riferire a Blaise Pascal, che nella settima delle Lettere a un provinciale, note anche come Le provinciali, scritte in difesa dell’amico giansenista Antoine Arnauld cacciato dalla Sorbona, fa dire a un gesuita: «Quando non possiamo impedire l’azione, purifichiamo almeno l’intenzione, e così correggiamo il vizio del mezzo con la purezza del fine».
Per essere quella degli Augias un’inchiesta su Machiavelli, liberato «da secoli di retorica scolastica, falsificazioni e slogan abusati» (così la presenta Einaudi), non promette per niente bene. [3 ottobre 2026]
• Eden. Sul Quotidiano Nazionale, Mattia Ferraresi recensisce da par suo La Valle dell’Eden, miniserie disponibile su Netflix, «un magnifico adattamento in sette puntate del romanzo del 1952 che John Steinbeck considerava il suo vero capolavoro», e precisa: «La regista è Zoe Kazan». Sbagliato.
La nipote dell’arcinoto Elia Kazan (Un tram che si chiama Desiderio, Fronte del porto, Splendore nell’erba) è autrice, sceneggiatrice e produttrice esecutiva. La regia è invece affidata a Garth Davis per gli episodi dall’1 al 4 e a Laure de Clermont-Tonnerre per gli episodi dal 5 al 7.
Nel 1955 il regista Elia Kazan, nonno di Zoe, girò La Valle dell’Eden interpretato da James Dean, con cui ottenne l’Oscar per la migliore attrice non protagonista (Jo Van Fleet) e il premio per il miglior film drammatico al Festival di Cannes. Come Ferraresi, anche l’Ansa sbaglia fin dal titolo attribuendo la regia a Zoe Kazan. [2 e 9 ottobre 2026]
• Piranha. «Ogni squalo nel Pd è stato vittima dei suoi stessi piranha», scrive Francesco Verderami nella sua rubrica Settegiorni sul Corriere della Sera. L’immagine zoologica ci pare assai azzardata.
È vero che la Smithsonian Institution riferisce la presenza dello squalo leuca (Carcharhinus leucas) nel Rio delle Amazzoni, tuttavia le segnalazioni di questa specie sono state appena 35 in 110 anni e derivano principalmente da catture accidentali da parte di pescatori artigianali. Di norma gli squali vivono in acque salate e i piranha solo in acque dolci. [10 ottobre 2026]
• Proprietà. Secondo Concetto Vecchio (La Repubblica), Bruno Tabacci «possiede un bene inestimabile: la proprietà di un simbolo presentato alle precedenti elezioni, quello del Centro democratico». Sarebbe una notizia se lo possedesse ma non ne fosse proprietario. (Significato di proprietà: «Bene, mobile o immobile, che si possiede», Lo Zingarelli 2026). [...]
• Propri. Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina: «I vertici hanno deciso, ma i sudditi – perché è evidente che Bruxelles considera tale il quasi mezzo miliardo di abitanti del continente – non hanno intenzione di adeguarsi e dunque votano per chi ascolta i propri bisogni, le proprie richieste».
«Sudditi» è plurale, quindi «tali», non «tale». Inoltre, sembra che chi ascolta dia retta ai propri bisogni e alle proprie richieste, mentre Belpietro con tutta evidenza intendeva alludere ai sudditi. Pertanto, avrebbe dovuto scrivere: «Votano per chi ascolta i loro bisogni, le loro richieste».
La regola è netta: proprio, come possessivo di terza persona, si riferisce normalmente al soggetto grammaticale della proposizione. Quando il possessore non è quel soggetto, si usano suo e loro. [14 settembre 2026]
• Al-Qaeda. Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, nell’editoriale di prima pagina: «Già nel 2015, sotto Obama, il Pentagono ammise di non avere più notizie di aiuti militari forniti al regime yemenita per oltre mezzo miliardo di dollari: erano finiti agli Houthi e al Qaeda».
corriere della sera mare inesplorato
Non esiste un maschile «Qaeda», da solo, che possa giustificare la preposizione articolata italiana al. Il nome è al-Qaeda (dall’arabo al-Qaida, «la base»): nella lingua originale, al- è già l’articolo determinativo ed è parte integrante del nome. Travaglio avrebbe dunque dovuto scrivere «e ad al-Qaeda». [14 settembre 2026]
• Mare. Post del Corriere della Sera: «Super El Niño, nuovo allarme Onu: “Proporzioni enormi, è il più forte da 70 anni. Il pianeta si sta riscaldando ed entra in un mare inesplorato”». Speriamo che non affondi. [3 settembre 2026]
• Lato. Simone Paliaga su Avvenire: «La grande sfida è recuperare una concezione dell’economia lontana da quella che è andata consolidandosi a partire dal Settecento, incentrata su un’accettazione acritica del consequenzialismo utilitarista, fondato sull’imperativo dell’utile, da un lato, e di una prospettiva deontologica, centrata sull’imperativo del dovere di ispirazione kantiana, dall’altra».
Vediamo un duplice pasticcio di coordinazione: a «incentrata su un’accettazione acritica» dovrebbe corrispondere «e su una prospettiva deontologica», non «e di», così come a «da un lato» dovrebbe corrispondere «dall’altro», non «dall’altra». Inoltre, Paliaga parla di «Antoine de Montchrétien» e «Gaetano Filangeri», che in realtà si chiamavano de Montchrestien e Filangieri. [22 settembre 2026]
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Bruno Tabacci
CORRADO E NATALIA AUGIAS - L'UOMO CHE INVENTO' LA POLITICA
francesco verderami
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