I RAPPER FANNO LA FILA PER DIFENDERE I LORO FAN - DOPO MARRACASH, ANCHE ALTRI MUSICISTI DIFENDONO I MARANZELLI TEPPISTI CHE HANNO DEVASTATO MILANO NEL FINE SETTIMANA - IL MUSULMANO GHALI, TESTIMONIAL GUCCI, SOLIDARIZZA CON I RAGAZZI CHE HANNO SPACCATO LE VETRINE DEI NEGOZI DI LUSSO: "LA LIBERTÀ DI PENSIERO E D’ANIMO È L’UNICA LIBERTÀ DI CUI POSSIAMO DISPORRE IN QUESTA VITA” (COME SE RUBARE MERCE E METTERE A FERRO E FUOCO UNA CITTÀ FOSSE LIBERTÀ DI PENSIERO) - "ARTIE 5IVE", SEMPRE AGGHINDATO DI COLLANE COME UN ALBERO DI NATALE, AGGIUNGE: “ABBIAMO INSEGNATO AI RAGAZZI A DISTRUGGERE E QUESTO È IL RISULTATO. METTIAMOCI TUTTI UNA MANO SULLA COSCIENZA” - SAYF: “LA VIOLENZA DELLE MANIFESTAZIONI NON È PARAGONABILE ALLA VIOLENZA CON CUI SI PERMETTONO DI TOGLIERE DIGNITÀ ALLE VITE DELLE PERSONE” - VIDEO
"ASPETTAVO QUESTA REAZIONE DA TEMPO E CREDO CHE SIAMO SOLO ALL'INIZIO. CON LE BUONE NON CAMBI LE COSE" – IL RAPPER MARRACASH PERDE UNA OCCASIONE PER STARE ZITTO E GETTA BENZINA SUL FUOCO DOPO GLI SCONTRI NEL CENTRO DI MILANO DI SABATO E DOMENICA – “NON HO MAI CREDUTO NELLA PROTESTA ATTRAVERSO I SOCIAL, L'HO SEMPRE TROVATA TROPPO FACILE, CHEAP, NON COSTA NIENTE. CHI MI CONOSCE SA BENE DA CHE PARTE STO. LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI SONO LA MIA BATTAGLIA, ALLA RIBELLIONE HO DEDICATO LA MIA VITA…” (ALTRO CHE RIBELLIONE QUI SI PARLA DI SACCHEGGI NEI NEGOZI E DEVASTAZIONE)
1. MARRACASH E L’ELOGIO DEL CAOS: «CON LE BUONE NON CAMBI LE COSE»
Estratto dall’articolo di Giovanna Maria Fagnani per il “Corriere della Sera”
marracash post su scontri a milano
La protesta sui social, «facile, che non costa niente». E quella delle piazze. «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose». Il rapper Marracash, cresciuto alla Barona, periferia di Milano, con un lungo post su Instagram ieri ha preso posizione dopo i disordini.
«Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente — ha scritto l’artista — . Certo, rispetto chiunque cerchi di far sentire la propria voce con ogni mezzo, ma dal canto mio ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo.
Attraverso le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro, oltre ovviamente a ciò che diciamo e facciamo tutti i giorni, non solo in una storia o un post nei momenti critici.
[...] Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita». Solidarietà piena, quindi, ai manifestanti. Sottolineata anche da due foto: una ritrae un giovane che avanza nella nebbia dei fumogeni con un Tricolore sulle spalle. La seconda un camion con lo striscione «Non è solo la protesta dei trasporti, ma del popolo».
«Un anno fa, da un palco — chiarisce l’artista — dicevo che il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio. Due anni fa pubblicavo un disco catastrofista già dal titolo». Il riferimento è all’album «È finita la pace», ultimo capitolo della trilogia iniziata nel 2019 con «Persona».
«È il disco più personale che potessi fare — aveva spiegato alla prima presentazione — È un momento delicato della storia: c’è malessere, ansia, inquietudine sul futuro che sentono a maggior ragione i giovani. Il mondo è una polveriera». [...]
2. MARRACASH: “CON LE BUONE NON CAMBI LE COSE”. GHALI, SAYF E ARTIE 5IVE SI SCHIERANO
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse3
Estratto dall’articolo di Lucia Landoni per "la Repubblica"
Il mondo della musica – e del rap in particolare – prende posizione sui disordini degli ultimi giorni a Milano: uno dei primi è stato Ghali, che “non ha mai deluso”, com’è stato sottolineato su X dai ragazzi in protesta.
Il rapper di Baggio ha condiviso nelle storie di Instagram un messaggio di solidarietà indirizzato ai manifestanti: “A tutti i ragazzi che scendono in piazza, a quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso. Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti. La libertà di pensiero e d’animo è l’unica libertà di cui possiamo disporre in questa vita”.
ghali storia su instagram su scontri a milano
Ancora più esplicito è stato Marracash, che ha scelto lo stesso canale per ribadire che “con le buone non cambi le cose. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio”. [...]
Una presa di posizione molto netta, che gli ha attirato anche numerose critiche da parte di alcuni follower, mentre fra i like spiccano quelli di Guè, Sayf e Artie 5ive. A chi l’ha accusato di legittimare la violenza, Marracash ha replicato così: “A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista”.
Perché “la violenza va condannata, ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale – prosegue – Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci , messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente. Esistono molte forme di violenza”.
Sempre nelle stories, si è espresso il rapper Artie 5ive, cresciuto in zona Bicocca: “Abbiamo insegnato ai ragazzi a distruggere e questo è il risultato – è il suo commento, accompagnato da un’immagine della versione disneyana di Robin Hood, il fuorilegge che rubava ai ricchi per dare ai poveri – Mettiamoci tutti una mano sulla coscienza, perché il problema più grande di questo Paese è l’incapacità di comprendere un discorso di più di dieci secondi.
sayf storia su instagram su scontri a milano
E siete privilegiati se vi potete lamentare di non poter prendere i mezzi o di non poter fare l’aperitivo, perché nel mondo reale si lotta ogni giorno per arrivare a fine giornata”.
Ha affidato a Instagram una lunga riflessione su quanto è accaduto anche Sayf: “Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona e di avere un futuro senza essere prese per il c*lo da una classe dirigente degenerata – ha scritto il rapper – Non crediamo alla loro propaganda, è la tecnica più vecchia del mondo: sono loro che si infiltrano nelle manifestazioni per renderle violente, loro che accendono il faro sulla violenza di pochi, loro che la istigano in primis”.
In ogni caso, continua, “la violenza delle manifestazioni non è e non sarà mai paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone, con cui fanno vincere il guadagno sopra la vita delle persone, con cui assecondano la sete di potere di certi maiali. [...]”.
Il rapper fa riferimento anche a quanto avvenne a Genova, la sua città, durante il G8 del 2001: “Forse vi dimenticate che i black bloc erano carabinieri infiltrati. Così come a Genova nel 2001, da sempre chi fa casino nelle manifestazioni è chi ha bisogno di delegittimarle, chi ha bisogno di un pretesto per usare altra violenza”.
Arriva poi una precisazione: “Capisco le difficoltà, nessuno giustifica il vandalismo gratuito, ma se guardaste il quadro più ampio potreste vedere che da sempre chi attua in primis questo tipo di manifestazione violenta è chi ha poi il compito di disperderla, caricarla, delegittimarla – insiste Sayf – Ma vi rendete conto che per giorni di proteste al Sud non è uscita una notizia? Vi rendete conto che c’è una censura incredibile in atto o no? [...]
milano, vetrine distrutte su corso garibaldi dopo le proteste dei ragazzi foto lapresse4
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse
minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse
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minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 7 foto lapresse
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