LA ROMA DEI GIUSTI - GIÀ PROVATI DA VENEZIA, CI ARRIVA UN’ALTRA GRANDE QUANTITÀ DI FILM PRESENTATI ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA - SI APRE CON UNA PELLICOLA ITALIANA POPOLARE, “IL RUMORE DELLE COSE NUOVE” - A DIFFERENZA DI VENEZIA, MOLTO SPAZIO È DATO ALLE RAGAZZE REGISTE - TRA LE STRAVAGANZE CREDO CHE IL MASSIMO SIA IL DOCU-FICTION IDEATA E DIRETTA DA CIRO IPPOLITO PER RACCONTARE IL SUO CELEBRE “ALIEN 2” E LA SUA PERSONALE GUERRA CON IL TAX CREDIT E IL CINEMA COME SI FA OGGI, “ALIEN VS CIRO”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Già provati dalla quantità di film visti a Venezia, che non stanno producendo, ahimé, grandi risultati in sala, ci arriva un’altra grande quantità di film presentati alla Festa del Cinema di Roma, presentati stamane all’Auditorium di Roma dalla direttrice del festival, Paola Malanga, e dal presidente, Salvo Nastasi.
Non sarà facile muoversi, con così tanti titoli e sezioni, e, come sempre, andremo un po’ a naso. Da anni la Festa di Roma ha il suo pubblico, formato proprio dai tanti che lavorano nel cinema, e il cinema italiano, con la direzione Malanga, ha molto spazio.
Si apre così con un film italiano popolare, e questa sarà la regola anche per i prossimi anni ci dicono Malanga e Nastasi, “Il rumore delle cose nuove” con Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria. Storia di tre coppie che si intrecceranno nello sviluppo del racconto.
I film stranieri più attesi nella sezione Cinema Progressive sono “The Life and Death of Wilson Sheed” diretto da Tim Blake Nelson, geniale attore dei fratelli Coen, “I Love Boosters”, secondo film da regista del rapper Boots Riley dopo “Sorry To Bother You”, con Keke Palmer, Naomie Lakie, Demi Moore, lo spagnolo “Sants” di Mikel Gurrea con l’emergente Victoria Luengom, “Ceniza en la boca” di Diego Luna con Anna Diaz, il francese “Voilà, c’est fini” di Gustav Kevarn con Loic Mandere, Suzanne Lindon, Léa Drucker, Mathieu Amalric.
Sono abbastanza curioso di vedere “The Idiot(s)” di Malgorzata Szumowska con Aimée Lou Wood come la moglie di Dostoievsky, Anna, mentre lui, interpretato da John Flynn, scrive “L’idiota”. O “Riverrun”, primo film di fiction dell’artista francese Philippe Parreno con Charlotte Gainsbourg, Zoe Saldana e Vicky Krieps. Molto attesi anche “The Debut” di e con Jesse Eisenberg con Julianne Moore, Paul Giamatti, e “I Play Rocky” di Peter Farrelly con Anthony Ippolito nei panni di Stallone che si inventa il personaggio di Rocky e scrive il film che gli darà il successo.
“Ingeborg Bachmann” di Regina Schilling è un documentario dedicato alla grande scrittrice introdotta e, in parte, interpretata da Sandra Hüller. Taika Waititi presenta il suo nuovo film, “Klara and the Sun”, tratto da un romanzo di Kazuo Ishiguro, con Jenna Ortega protagonista come amica artificiale di Mia Thara.
Tra i film italiani, a differenza di Venezia, molto spazio è dato alle ragazze registe. Si passa da “Mustang” di Kasia Smutniak, alle prese con una storia personale, a “Giorni felici” di Susanna Nicchiarelli, tratto dalla graphic novel di Zuzu con Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio, nella sezione Cinema Progressive, a “Sette anniversari” di Sabrina Iannucci con Benedetta Poraroli e Lorenzo Zurzolo, due ragazzi che si sono dati un termine di sette anni alla loro storia d’amore (e poi?).
se domani non torno il film su giulia cecchettin
Da “Desiderio” di Michela Cescon con Romana Maggiore Vergano e Enrico Borello alla serie diretta da Letizia Lomartire “La famiglia Panini”. Da “Le rose di Marrakech" di Ginevra Elkann con Fanny Ardant, Nisrin Erradi all’opera prima di Stefania Rocca “L’ora di tutti”, tratto dal romanzo di Maria Corti sul sacco di Otranto, con Alice Pagani. Da “Se domani non torno” di Paola Randi con Filippo Timi, sulla morte di Giulia Cecchetin.
Ma non scherazno neanche, come massiccia presenza, i film italiani diretti da registi maschi. Abbiamo “Brianza” di Simone Catania con Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi e Marina Rocco, in Cinema Progressive, l’opera prima di Valerio Lundini “Cambogia” con Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesu, Giorgio Montanini, Sonia Bergamasco, “Caro mondo crudele” di Niccolò Falsetti con Aurora Malianni e Tara Trocchia, ambientato a Albinia nel 1999, “Interno familiare” di Paolo Coletta con Marianna Fontana, tratto dal romanzo di Anna Martia Ortese, “E’ andata così”, ritorno alla regia di Gianni Zanasi con Valentina Lodovini che ritrova i tre uomini della sua vita, Valeria Mastandrea, Michele Riondino, Leonardo Lidi.
Daniele Luchetti porta a Roma “Noi un po’ meglio” con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta. Mi vedrei Il nuovo film del gruppo di “Boris”, cioè Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, che hanno scritto e diretto “Il ministero dell’amore”, interpretato da Pif, Corrado Guzzanti, Alessandra Mastronardi. Max Bruno presenta il suo “Funeral Party” con “Un tranquillo funerale di famiglia” con Claudia Pandolfi, Stefano Fresi, Beatrice Arnero, Pietro Sermonti.
Tra i tanti film tratti da romanzi, ecco “Il profilo dell’altra” di Francesco Bruni, tratto dal romanzo di Irene Graziosi, con Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi. Molto atteso il biopic musicarello “Je so’ pazzo” di Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo come Pino Daniele. Tra i documentari vi segnalo Luca Rea che ha ricostruito la celebre beffa dei Modigliani, “Il caso Modigliani”.
Tra le serie italiane occhio a “Livatino” di Michele Placido con Giuseppe Di Domenico nei panni del giudice Livatino o “Melania Rea” di Stefano Mordini Maria Esposito, Davide Rienzo, Giulia Ercolini, la ricostruzione del primo femminicidio di questi ultimi anni, “Il milanese” di Simone Spada con Alessandro Tedeschi e Vittoria Puccini, “Cagnaz”, serie crime diretta da Alessandro Roja con Guido Caprino, Eugenio Franceschini, “177 giorni. Il rapimento di Farouk” diretto da Carlo Carlei con Marco Bocci.
Tra le stravaganze credo che il massimo sia il docu-fiction ideata e diretta da Ciro Ippolito per raccontare il suo celebre “Alien 2” e la sua personale guerra con il tax credit e il cinema come si fa oggi, “Alien Vs Ciro”, girato con un budget di 7.000 euro.
Come ogni anno vedremo alcuni dei film più attesi della stagione, provenienti dal Festival di Cannes, come “Fatherland” di Pawel Pawlikowski con Hanns Zischler, Sandra Hüller, August Diehl nei panni di Thomas Mann e dei suoi figli, Erika e Klaus. O “La bola negra” di Javier Calvo e Javier Ambrossi, coppia al cinema ma non più nella vita, grande ritratto della storia della Spagna vista con ottica gay che sarà protagonista agli Oscar.
O come “Fjord” di Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve, Palma d’Oro a Cannes, ma molto discusso a Toronto, o lo scatenatissimo “Hope” di Na Hong-jin. O il complesso “Minotaur” di Nadrey Zvyagintsev, sorta di remake di "Stéphane, una moglie infedele” di Claude Chabrol. Non viene da Cannes invece l’ultimo film di Rodrigo Sorogoyen, “El ser querido” con Javier Bardem e l’emergente Victoria Luengo. A Javier Bardem verrà consegnato un premio alla carriera dalla mani di Paolo Sorrentino.
e' andata cosi'
un tranquillo funerale di famiglia
i love boosters 1
kasia smutniak mustang 1
il ministero dell’amore
i love boosters 2
the debut 2
ceniza en la boca
voila, c'est fini 1
la famiglia panini
sette anniversari 1
sette anniversari 2
giorni felici 1
giorni felici 2
klara and the sun 1
kasia smutniak mustang 2
the debut 3
the idiot(s)
klara and the sun 2
the life and death of wilson sheed 2
il rumore delle cose nuove 2
se domani non torno
voila, c'est fini 2
sants
the life and death of wilson sheed 1
i play rocky 2
the debut 1
noi un po’ meglio 2
noi un po’ meglio 1
caro mondo crudele







