"SE NON CI SARÀ PROPRIO LA POSSIBILITÀ DI FARE IL GIORNALISTA, FARO’ QUALCHE ALTRA COSA, MA SEMPRE PER L'IMPEGNO CIVILE, SEMPRE A DIFESA DEI PIÙ FRAGILI E DEI PIÙ DEBOLI, ME LA INVENTERÒ. MI SENTO GIOVANE PER LA PENSIONE" – SIGFRIDO RANUCCI ALLONTANA L’IPOTESI DI UN RITIRO A VITA PRIVATA: “GLI INCARICHI ALTERNATIVI PROPOSTI DALLA RAI? ABBIAMO TEMPO FINO A LUNEDÌ, MI CONSULTO ANCHE CON I LEGALI E VEDREMO QUALI SARANNO LE STRADE PIÙ OPPORTUNE" – “LA NOTA DEI COLLEGHI DI ‘REPORT’? MAGARI POTEVANO MANDARE UN MESSAGGIO UN PO' PRIMA, IN MANIERA ANCHE FORTE"
RANUCCI, 'CONTINUERÒ A BATTERMI, MI SENTO GIOVANE PER LA PENSIONE'
(ANSA) - BOLOGNA, 10 OTT - "Se non ci sarà proprio la possibilità di fare il giornalista, qualche altra cosa, ma sempre per l'impegno civile, sempre a difesa dei più fragili e dei più deboli, me la inventerò. Mi sento giovane per la pensione". Lo ha detto Sigfrido Ranucci, rispondendo a una domanda sulla possibilità di lavorare fuori dalla Rai, a margine del suo spettacolo "Diario di un trapezista" al teatro Duse di Bologna.
"Ho sempre fatto il mio lavoro credendo in quello che faccio, mi sento un giornalista nella pelle", ha sottolineato. Un impegno per il quale, ha aggiunto, ha fatto soffrire anche le persone vicine e i familiari, sottraendo "energie, risorse, libertà". "Continuerò a battermi per questo", ha assicurato.
Il giornalista ha ribadito il rispetto per la decisione del Tribunale di Roma che ha respinto la sua istanza di reintegro alla guida di Report. "Rispettare la legalità, rispettare i magistrati non è come indossare una maglietta e togliertela quando fa comodo, quindi uno deve rispettarli sempre", ha affermato, ricordando di essersi battuto per la loro indipendenza anche durante il referendum. Quanto ai tre incarichi alternativi, prospettatigli dai vertici di viale Mazzini, la vicedirezione di Rainews o Rai3 o il ruolo di corrispondente dal Cairo, Ranucci ha spiegato: "Abbiamo tempo fino a lunedì, mi consulto anche con i legali e vedremo quali saranno le strade più opportune".
RANUCCI, 'I COLLEGHI DI REPORT POTEVANO MANDARE UN MESSAGGIO UN PO' PRIMA'
(ANSA) - BOLOGNA, 10 OTT - "Magari potevano mandare un messaggio un po' prima, in maniera anche forte". Così Sigfrido Ranucci, a margine del suo spettacolo "Diario di un trapezista" al teatro Duse di Bologna, ha commentato la nota con cui oggi la squadra di Report ha dichiarato di non averlo mai sfiduciato né di averne chiesto la rimozione.
La presa di posizione arriva all'indomani dell'ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto l'istanza del giornalista per il reintegro alla guida del programma. Ranucci ha sottolineato come i giornalisti che guidava fino a qualche mese fa abbiano preso posizione "oggi perché si sono resi conto che nell'ordinanza il giudice aveva rigettato il ricorso, motivandolo, attingendo a una serie di dichiarazioni degli amici. Perché non ho avuto solo Lavitola come amico, ho avuto pure Santoro che ha detto che avrei dovuto abbandonare Report, Formigli, anche Saviano.
Devo dire però che sono state tutte dichiarazioni drogate da un fatto - ha proseguito - : ci sono stati 3.500 articoli falsi che hanno condizionato le opinioni delle persone, il cosiddetto rumore mediatico, che è stato poi alla base anche della decisione del giudice". Per Ranucci "è passato il concetto che si può rimuovere un giornalista in base al rumore mediatico, poco importa se sia vero o falso, io credo che non sia giusto questo", ha concluso.


