mis muertos tristes

LO STREAMING DEI GIUSTI – IL REGISTA CILENO PABLO LARRAIN HA DIRETTO E PRODOTTO UNA STUPENDA MINISERIE ARGENTINA APPENA USCITA SU NETFLIX CHE VI CONSIGLIO CALDAMENTE DI VEDERE, “MIS MUERTOS TRISTES” - LA BRAVISSIMA MERCEDES MORÁN È EMMA, UNA DOTTORESSA IN GRADO DI SENTIRE E VEDERE I MORTI E DI PARLARE CON LORO, CHE SI TRASFERISCE NELLO SPETTACOLARE BARRIO DI COMANDANTE LUIS PIEDRABUENA, CHE NELLA SERIE HA LO STESSO VALORE DELLE VELE DI SCAMPIA PER “GOMORRA” - NON È UN HORROR, È UNA DARK COMEDY SULLA REALTÀ ORRENDA DOVE CI SI RITROVA SPESSO SENZA VOLERLO, SOLO PER IL FATTO DI ACCETTARE LA VIOLENZA DI TUTTI I GIORNI… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

mis muertos tristes 8

Finalmente si ragiona. Meglio di tanti film e serie inutili che vedo e scordo immediatamente. Avevamo lasciato Pablo Larrain, regista cileno di film importanti e molto politici, come “No”, “Neruda”, “Il club”, poi scivolato in macchine più grandi di biopic di personaggi femminili forti come i pur notevoli “Jackie” e “Spencer”, fino allo sballatissimo “Maria”, quando lo troviamo regista e produttore di una stupenda miniserie argentina di quattro puntate appena uscita su Netflix che vi consiglio caldamente di vedere, anche se il titolo potrà forse farvi desistere, “Mis muertos tristes”.

 

mis muertos tristes 2

Ma non vi preoccupate, non è un horror. E i morti non sono cattivi, anzi. E’ tratta da un romanzo di Mariana Enriquez, sceneggiata da Larrain con Anastasia Ayazi e Guillermo Calderón, fotografata da Sergio Armstrong, suo vecchio socio dei primi film, e interpretata da una grande cast femminile, la bravissima Mercedes Morán di “Neruda” e “La cienaga”, come Emma, la dottoressa in grado di sentire e vedere i morti e di parlare con loro, Dolores Fonzi come sua figlia Carolina, Alejandra Flechner come sua sorella Lidia e l’enorme ragazzona Carolina Alvarez come Julie, figlia di Lidia e nipote di Emma.

 

Il tutto è ambientato nello spettacolare Barrio di Comandante Luis Piedrabuena, incredibile complesso di case costruito prima nel 1957 poi tra il 1975 e il 1980 nella zona su ovest di Buenos Aires da un gruppo di architetti di valore (Flora Manteola, Javier Sánchez Gómez, Josefa Santos, Justo Solsona e Rafael Viñoly). Nella serie ha lo stesso valore delle Vele di Scampia per “Gomorra”.

 

mis muertos tristes 1

E’ un barrio degradato dove ogni giorni chi ci abita si deve confrontare con bande di gangster, violenza, morti ammazzati. Emma, direttrice di un ospedale da dove è stata costretta a pensionarsi prima del tempo per le scelte che ha fatto durante il Covid, ha deciso di vendere la sua bella casa in una zona più nobile di Buenos Aires e tornare a vivere lì, a Piedrabruna, dopo la morte della madre, che ha seguito per mesi.

 

Lo ha fatto anche perché Emma, che ha il dono di vedere i morti e parlare con loro, vede ovviamente anche sua madre morta e ci parla. Le cose si complicano sia per i rapporti che Emma ha con la figlia, Carolina, fotografa, che non ha lo stesso dono della madre e vede come assurda la sua decisione da quanto è degradato il quartiere, sia per l’arrivo della sorella, Lidia, che da anni vive in Oregon con un marito obeso e con una figlia, Julia, ancora più obesa, che ha però lo stesso dono di Emma.

 

mis muertos tristes 3

Al punto che coi morti riesce pure a farci sesso in orge notturne particolarmente rumorose. Ma il piano di Lidia e del marito è quello di mollare Julia in un istituto argentino, che è gratis a differenza di quelli americani, e andarsene. Quando Julia, fuggita dall’istituto, andrà a suicidarsi annegando in una enorme cisterna d’acqua del barrio che serve tutto il quartiere, misteriosamente anche gli abitanti di Piedrabruna inizieranno se non a vedere a sentire i loro morti.

 

Ma solo Emma sa come calmarli e parlarci. Non solo “Mis muertos tristes” è un grande affresco della situazione argentina e del rapporto con il fascismo passato e presente (”Prima viene la paura, poi l’accettazione, poi il fascismo” spiega alla figlia Emma), ma è un grande ritorno di Larrain a temi attuali e a un cinema più militante. Ritorno che si svilupperà nel prossimo progetto del regista, “Once”, dedicato al colpo di stato cileno del 1973.

mis muertos tristes 5

 

Qui, attraverso le piccole storie di degrado degli abitanti del barrio e la figura di Emma, dottoressa intrepida che sfida i vivi e i morti con la stessa forza, attraverso i dialoghi con la sorella emigrata in America con marito assurdamente trumpiano, si permette di mettere in scena la logica della politica Maga verso immigrati, sudamericani e neri. Ogni gruppo vede l’altro come inferiore e pronto a essere cacciato.

mis muertos tristes 4

 

 Non è un horror, malgrado i morti ammazzati che parlano con Emma, è una dark comedy sulla realtà orrenda dove ci si ritrova spesso senza volerlo, solo per il fatto di accettare la violenza di tutti i giorni. Come in “Gomorra”, film e serie, o in horror come Candy Man, il quartiere diventa un incredibile personaggio a se stante dove muovere i tanti personaggi. Lo trovate su Netflix. Quattro puntate. 

mis muertos tristes 7mis muertos tristes 6

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…