TUTTO IL RESTO È CALIFANO - FRANCO STAVA SEMPRE A TESTA ALTA, NON RINUNCIAVA MAI AL SUO ORGOGLIO DI EROE SPAVALDO, VISSUTO E CONSUMATO DALLA VITA. PER FERMARLO HANNO DOVUTO RINCHIUDERLO IN CARCERE, VITTIMA DI INGIUSTIZIE COLOSSALI, PIÙ DI TRE ANNI DI GALERA, PER POI ESSERE ASSOLTO CON FORMULA PIENA – KATIUSCIA: ‘’ERO PAZZA DI LUI: BELLO E MALEDETTO. MI AMAVA QUANDO C’ERO, MI DIMENTICAVA SUBITO DOPO. GLI PIACEVANO TROPPO LE RAGAZZINE...” - VIDEO

katiuscia 3

UN AMORE VERO FU INVECE QUELLO CON CALIFANO.

«Ero pazza di lui: bello e maledetto. Un poeta. Erano gli anni di Tutto il resto è noia: vivevamo così... Io di giorno sul set, la notte con lui per Roma, poi di nuovo sul set senza toccare letto. Iniziavano allora le mie storie di droga. Tra noi era una grande attrazione ma anche un continuo tira-e-molla. Mi amava quando c’ero, mi dimenticava subito dopo. Gli piacevano troppo le ragazzine... È durata due anni e sono stati bellissimi» [Caterina Piretti in arte Katiuscia ad Adriana Marmiroli, La Stampa – da Anteprima di Giorgio Dell’Arti].

 

FRANCO CALIFANO "DIO PERDONAMI SONO STATO UN PECCATORE"

silvia sbrigoli amica di califano

Gino Castaldo per “la Repubblica”

 

Negli ultimi anni della sua vita il Califfo era un uomo amareggiato, portava le sue ferite tutte in faccia, il volto bruciato dalle passioni proibite e dai colpi che la vita gli aveva inferto. Ma Franco Califano stava sempre a testa alta, non rinunciava mai al suo orgoglio di eroe spavaldo, vissuto e consumato dalla vita.

 

Le sue carte, diceva sempre, se l'era giocate tutte, fino all'ultima, e per fermarlo hanno dovuto rinchiuderlo in carcere, vittima di ingiustizie colossali, malato di cocaina ma accusato insieme a Enzo Tortora di spaccio e associazione a delinquere, più di tre anni di galera, per poi essere assolto con formula piena.

tutto il resto roberto conrado su franco califano

 

Una vita mai rinnegata, vissuta pericolosamente, con amici imbarazzanti come Francis Turatello («l'ho conosciuto dopo essere uscito dal carcere la prima volta, nel 1970, io mi ero comportato bene, non avevo fatto la spia e lui mi ammirava, ci conoscemmo e diventammo amici») in una vertigine di donne, alcune famose, come Dominique Boschero o Mita Medici, tante altre anonime, le commesse e le casalinghe per cui andava pazzo riconoscendo la femminilità fuori dagli stereotipi, in passato attore di fotoromanzi, gigolò occasionale, mediocre attore di cinema, dissoluto e incorreggibile, eppure straordinario poeta della canzone.

franco califano

 

«A me piacciono sempre le donne, anzi mi piacciono di più, ora» mi disse nel settembre del 2008, tanto per non smentirsi, a pochi giorni dal compleanno dei settanta (era nato a Tripoli, per caso, perché quel 14 settembre del 1938 la madre partorì praticamente in aereo, mentre volavano sui cieli di Libia, e dovettero atterrare forzatamente).

 

franco califano arrestato

L'incontro avvenne in Campidoglio, dove ci fu l'annuncio del concerto a piazza Navona che pochi giorni dopo avrebbe sancito una volta per tutte il tributo della città a quel figlio così scomodo ma sempre amato e riverito. «Io che a Roma nun ce so' manco nato. Ma non sai quanto me rode per questa cosa», lui che di Roma e della romanità era stato un cantore unico, autore inimitabile per voci femminili come Ornella Vanoni e Mia Martini, e cantante egli stesso, tecnicamente molto poco dotato, ma con uno stile irresistibile in cui il personaggio sovrastava e caricava di riverberi la voce del cantante.

franco califano

 

La sua canzone più importante? «Tutto il resto è noia » diceva senza esitare il Califfo, «è la cosa in cui credo, oggi più che mai, e poi è una frase che ormai come popolarità ha superato anche "m'illumino d'immenso"». La frase se l'era tatuata sul braccio, la frase della svolta, il marchio indelebile, una di quelle invenzioni che entrano nella lingua parlata, diventano un modo di dire.

 

Ma da adulto, ora, quali sono le cose che ama di più?

califano

«Le donne, sempre, ma lo sai che col tempo mi piacciono ancora di più, di più, anche se oggi c'è una selezione maggiore, adesso ho la mania delle donne brutte, anzi non proprio brutte, bada bene, anche perché non esiste la donna brutta, esistono le donne e basta, ma una cosa è certa: della categoria "veline" ora come ora non saprei che farne, a me ora piace una donna meno bella, anzi trovare qualità in una donna meno bella».

 

Ma c'è qualcosa d'altro che le interessa oltre le donne?

«I giovani, tantissimo, che sono il mio fiore all'occhiello. Questa estate ho fatto serate con venti-trentamila persone e, ti sembrerà strano, erano tutti giovani. Uno pensa che Califano piace a quelli più maturi, e invece no, so' ragazzi, è incredibile come conoscono Tutto il resto è noia , ma ti dirò di più conoscono anche le canzoni vecchie, che sono più vecchie di loro, e poi mi chiamano sempre a parlare all'università, e soprattutto alle facoltà di Giurisprudenza».

FRANCO CALIFANO

 

E perché mai proprio a Giurisprudenza?

«E che ne so? Ma non solo, anche a Psicologia, vado a Tor Vergata, alla Luiss e ci vado sempre molto volentieri perché coi ragazzi mi diverto. All'inizio si comincia a parlare delle tematiche che sono più vicine alla scuola, poi immancabilmente si passa alla vita privata, vogliono sapere di me Sono curiosi della mia vita».

 

Ora sta preparando il concerto di Piazza Navona. Sarà diverso dal solito?

«Sì, sto facendo le prove, perché poi diciamolo, checché se ne dica, io continuo a lavorare sempre. Per il concerto ho preparato un "middle" (intendeva "medley", ndr ) di canzoni per far capire di più quante ne ho scritte, e quindi sarà un po' più lungo del solito, ci metterò cose che non cantavo da tempo. Sarà più completo, come fosse anche una specie di riassunto della mia vita».

CALIFANO

 

Lei non sembra un uomo che vive di rancori, eppure qualche eccezione c'è, negli ultimi tempi ha mostrato un certo risentimento nei confronti di Pippo Baudo. Come mai?

«Ma perché lui è stato offensivo, mi ha detto: "ma quando la scrivi una canzone decente". Ma come fai a dire a me una cosa del genere? Pensa di potersi permettere tutto, e poi ogni volta che gli ho presentato una canzone, è successo tre volte, me le ha fatte sempre cambiare, modifica quà, modifica là, ma chi se ne importa, resto sereno, posso vivere anche senza Sanremo».

 

Ma l'anno prossimo?

CALIFANO

«Perché no, basta che non ci sia Baudo, con lui non vado da nessuna parte, e comunque sottopormi a una richiesta mi darebbe molto fastidio, dovrebbero pensarci loro a invitarmi, sperando che il prossimo conduttore abbia la mente abbastanza libera per chiedermi di partecipare (il conduttore dell'edizione 2009 fu Bonolis ma Califano non fu invitato, ndr) ».

 

Ma non ha pensato a una lunga autobiografia completa, come fosse un grande romanzo della sua vita?

«Ho appena scritto un riassunto, una biografia che si intitola Senza manette (firmato con Pierluigi Diaco, ndr), ma lì non c'è sesso, non ci sono le donne, racconto le mie disavventure in prima persona. Un libro con tutta la mia storia per intero sarebbe troppo grosso, troppo pieno di cose, belle o brutte, inutili o utili, paradossalmente per uno come me ce vorrebbero tre film tipo Padrino Uno Due e Tre, la mia vita è troppo piena, non c'è un momento di pace, anzi diciamo meglio di relax, perché la pace c'è sempre Sarebbe bello, ma chi lo fa?».

PEPPINO DI CAPRI CALIFANOCALIFANO

 

E la pace l'ha mantenuta anche in galera?

«Lasciamo stare, è meglio. Alla fine per fortuna la verità è venuta fuori, ma la cosa peggiore era non poter fare il mio lavoro. Mi ricordo che stavo ancora ai domiciliari e già facevo i concerti, chiesi un permesso speciale, me lo concessero, solo che in ogni città dove andavo a cantare dovevo prima passare dai carabinieri».

MITA MEDICI E FRANCO CALIFANO

 

Era il periodo in cui in concerto diceva che l'unico vero giudice era il pubblico?

«E certo, è il pubblico che m' ha salvato la vita».

 

Al collo porta una croce e una stella di David dorata, eppure non è ebreo. Come mai?

«È perché sono amico degli ebrei, la croce invece è una cosa mia, e devo dire che col passare del tempo divento sempre più cattolico. È una cosa incredibile, chissà, io la parola anziano non la contemplo, preferisco adulto ma può darsi che l'essere "troppo" adulto ti faccia fare pace con Dio. C'è sempre un po' di canaglietta, poi forse anche un po' di paura, ma del resto non costa nulla... Però è vero che crescendo ci si avvicina a Dio. Di sicuro sono sempre più cattolico. Non sai l'emozione quando ho visto questo Papa, Ratzinger, i precedenti non mi hanno mai particolarmente colpito».

Francis TuratelloFRANCO CALIFANO E MITA MEDICI

 

Beh, Califano, deve ammettere che questa è davvero sorprendente, non è così automatico pensare che le possa piacere un Papa come Ratzinger, non trova?

«Si meravigliano perché in genere a questi je' piace er Papa bonaccione, col cascherino sotto braccio, che dice "buon appetito" dalla finestra, invece Ratzinger mi fa impazzire, mi piace il fatto che non si ferma troppo a carezzare i bambini, ne carezza al massimo due e va dritto, perché ha da fare, non ha il tempo».

il corpo maciullato di francis turatello

 

Ma con questo avvicinamento non vorrà negare di esere stato un gran peccatore?

«Ma noooo, certo, ci mancherebbe altro, sono stato un grandissimo peccatore, solo che Dio ci ha insegnato a perdonare e quindi tutti i miei peccati devono per forza essere perdonati».

FRANCO CALIFANO E MITA MEDICI

 

Forse per lei ci vorrebbe un condono

«Ah quello sicuro. Ma se mi dici che devo perdonare anche uno che ha ucciso mio padre, allora non puoi castigarmi perché ho peccato. E poi dico: come può esistere l'inferno? Cazzo vuol dire l'inferno? Non parliamo del purgatorio. Ma che è, Tangentopoli? In questo caso non sanno quello che dicono. Come può esistere un Dio che non perdona e ti manda all'inferno per l'eternità? È l'unica cosa della religione che non mi sta bene. Detesto i misteri, e infatti dico sempre che Dio assomiglia un po' all'amore, l'amore è un'altra cosa piena di misteri, la passione è un'altra cosa. Ho avuto storie più importanti di altre, ma come si fa a dire: questo è amore, questo no».

 

Sembrerebbe un bel testo per una canzone.

FRANCO CALIFANO E MITA MEDICI

«Senza dubbio, ho sempre detto che l'amore si scopre dopo, se è stato un amore lo capisci quando ti lasci con una donna e sei commosso e ti auguri a vicenda delle belle cose, ti dici che ci sarai sempre, allora vuol dire che è stato un bel rapporto. Ma se finisce tra le volgarità e le carte degli avvocati, allora no».

 

Nei mesi scorsi le è stato trovato un tumore che fortunatamente è stato curato. È cambiato il suo approccio alla vita?

FRANCO CALIFANO E MITA MEDICI

«Il medico mi ha detto che devo dimagrire, per stare bene, e poi io non sto mai fermo, non mi piace il relax, è quello che fa invecchiare. Non bisogna mai fermarsi, io dico sempre che invecchierò solo cinque minuti prima di morire».

 

Giusto il tempo di far incidere sulla lapide il titolo di una sua canzone: Non escludo il ritorno.

gigi rizzi e franco califano nel duemilasei califano negli anni ottanta Vianello saluta Califano CALIFANOornella vanoni la musica e finita di califano califano al piano Califano in concerto Califano in concerto Califano in concerto califano e mita medici califano in carcere foto sette UN ATTIMO DI VITA - FRANCO CALIFANO

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