matteo piantedosi giorgia meloni migranti

MELONI E PIANTEDOSI SUI MIGRANTI SI SONO INFILATI IN UN TUNNEL E NON POSSONO USCIRNE SENZA PERDERE LA FACCIA (E VANNACCI STA ALLA FINESTRA) – LA “LADY DE FERO” DELLA GARBATELLA E IL “TOMBEUR DE SCHENGEN” FANNO I DURI CON SPAGNA E GERMANIA: “SOLO DOPO FERRAGOSTO DECIDEREMO SE RIVEDERE LA NOSTRA DECISIONE SU SCHENGEN; E NON RIPRENDEREMO I MIGRANTI ARRIVATI PRIMA DEL 12 GIUGNO DALLA GERMANIA” – IL RITORNO DEI CONTROLLI ALLE FRONTIERE FA TRABALLARE IL SOGNO EUROPEO: SONO DIECI I PAESI CHE LI HANNO REINTRODOTTI, CON TANTI SALUTI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE, UNO DEI PILASTRI DELL’EUROPA UNITA…

1 - PIANTEDOSI AVVISA LA GERMANIA "DALLE ONG DUEMILA MIGRANTI" MELONI: AVANTI SULLE ESPULSIONI

Estratto dell’articolo di Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

Messaggio alla Spagna: «Attenti a quello che succede domani a Ceuta. Solo dopo Ferragosto decideremo se rivedere la nostra decisione su Schengen». E messaggio alla Germania: «Non riprenderemo nessuno dei migranti arrivati prima del 12 giugno e dopo quella data chiederemo la compensazione con quelli che nel frattempo le ong tedesche hanno sbarcato nei nostri porti: 2.200 dall'inizio dell'anno, 500 dall'entrata in vigore del nuovo Patto asilo e migrazione».

 

Nelle stesse ore in cui la nave umanitaria tedesca Humanity 1 risale il Mediterraneo in direzione del porto assegnato di Ravenna con 73 migranti soccorsi a sud di Lampedusa, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi parla davanti al comitato Schengen a Palazzo San Macuto per rivendicare legittimità e coerenza delle scelte adottate dal governo nelle due controversie con Germania e Spagna.

 

migliaia di migranti invadono ceuta 8

«Paesi amici», sottolinea più volte ribadendo come nessuna delle decisioni sia da considerare «un atto ostile»: né quella di ripristinare, dopo l'assalto a Ceuta di fine luglio, i controlli alle frontiere con la Spagna (che hanno portato a 3 arresti e 21 respingimenti, tra cui di 6 cittadini marocchini, 3.000 invece le persone controllate in Spagna), nè quella di rifiutare il trasferimento di qualsiasi migrante sbarcato in Italia prima del 12 giugno e poi rintracciato altrove. A cominciare dalla giovane somala per la quale il governo di Berlino ha unilateralmente annunciato il rimpatrio in Italia il 19 agosto.

 

GIORGIA MELONI CON DUE RAGAZZI DI COLORE - FOTO LAPRESSE

Decisioni coerenti con «la politica rigorosa del governo italiano» che ha portato ad una diminuzione degli sbarchi del 55 per cento, a 256 espulsioni per questioni di sicurezza di nazionale e già a 5.700 rimpatri nel 2026, i dati snocciolati da Piantedosi mentre la premier Giorgia Meloni posta sui social il suo «avanti tutta» pubblicando il video dell'ultimo rimpatrio di 17 cittadini egiziani: «Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada».

 

Parole che si tirano dietro la reazione della segretaria del Pd Elly Schlein: «Mentre Meloni gioca a copiare Trump e a rincorrere Vannacci, degli italiani chi se ne occupa? Con la sua propaganda contro i migranti nessuno ci paga l'affitto».

 

[…] Alla Spagna, però, il ministro dell'Interno non fa sconti: per le migliaia di marocchini che «dice» di aver subito rimpatriato, per i 6mila ancora a Ceuta che «non mi risulta siano stati neanche identificati», per quelle «14 miglia verso l'Europa che sono un soffio». E soprattutto «per le scelte ideologiche e politiche (il riferimento è alla regolarizzazione di 500.000 irregolari, ndr) suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio della Ue».

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

Alla Spagna Piantedosi chiede adesso «chiarezza su Ceuta, per capire se dietro ci sia una regia organizzata». Secca la replica del ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska: «Non c'è alcun rischio terrorismo, monitoriamo tutti coloro che sono entrati in modo irregolare grazie alla straordinaria collaborazione con il Marocco». E venti agenti specializzati sono in arrivo a Ceuta per accelerare le espulsioni dei 5.000 rimasti.

 

2 - SCHENGEN IN FRANTUMI IL RITORNO DEI CONFINI NELL'EUROPA DELLA PAURA

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

PIANTEDOSI TOMBEUR DE SCHENGEN - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Avviso ai viaggiatori. In questa estate di disunione europea bisogna armarsi di pazienza, e controllare due volte di avere con sé i documenti: sono tornati i controlli alle frontiere. I vacanzieri diretti in Spagna lo sanno bene, avendo seguito giorno per giorno la schermaglia sui migranti tra Roma e Madrid. Ma allargando lo sguardo a tutto il Continente, si scopre che dentro l'area di Schengen, sulla carta garanzia di libera circolazione, sono molti i confini dove si può sbattere contro un "alt", con procedure di identificazione e relativa attesa.

 

Ben dieci Paesi hanno reintrodotto forme temporanee di controllo. Qualcuno su specifiche frontiere, come l'Austria con i suoi vicini dell'Est (non l'Italia), la Polonia con Germania e Lituania, o noi con la Slovenia. Chi su tutti i punti di ingresso via terra, come la stessa Germania o la Danimarca. Chi, come la Norvegia, sulle persone che sbarcano nei porti. E Francia, Olanda e Svezia pure su quelle che arrivano via aereo.

 

migliaia di migranti invadono ceuta 4

Questione di sicurezza, dicono tutti in coro. Citando una o più declinazioni di tre grandi pericoli: immigrazione irregolare e spostamenti "secondari" tra Paesi; terrorismo e criminalità organizzata; minacce ibride (leggi: Russia). Parlare di "sospensione di Schengen" come alcuni fanno è impreciso.

 

Lo stesso accordo infatti prevede che i Paesi possano reintrodurre i controlli ai confini. Ma dispone che sia una misura «di ultima istanza», necessaria per affrontare gravi ed eccezionali circostanze non altrimenti gestibili, limitata nel tempo e proporzionale. Tutti criteri che si fatica a riscontrare nell'Europa dell'agosto 2026, dove i problemi di cui sopra sono strutturali, non emergenze acute. Ma che da qualche tempo i governi tendono ad applicare in maniera sempre più lasca, prolungando i controlli fino al limite del consentito o riattivandoli periodicamente. […]

 

giorgia meloni e matteo piantedosi alla camera foto lapresse

[…]  La domanda, in realtà, non è nuova. «Schengen è morto?», scriveva già nel 2015 un padre nobile dell'Europa come Jacques Delors, e a quell'anno terribile può essere ricondotto anche l'inizio della crisi. L'attentato al Bataclan, l'ondata di profughi dalla Siria, le destre che iniziano una travolgente ascesa cavalcando il tema sicurezza e additando proprio Schengen come l'origine di ogni male.

 

Il numero di Paesi che rialzano i confini ha un'impennata: è il riflesso pavloviano con cui molti governi, anche quelli progressisti, provano a mostrare ai cittadini di avere il controllo. «Dividersi non è la soluzione», dice Delors, la vera soluzione è rafforzare i meccanismi di cooperazione di polizia, la gestione comune delle frontiere, i canali di immigrazione legale: più unità, più solidarietà con gli Stati frontalieri, più fiducia reciproca, «lunga vita a Schengen».

 

migliaia di migranti invadono ceuta 6

La storia dell'ultimo decennio mostra che non è stato ascoltato. Quegli strumenti comuni ancora latitano, né sembra li possa rafforzare il nuovo patto sui migranti appena entrato in vigore. Il circolo vizioso tra percezione di insicurezza, sovranismi e frammentazione è diventato ancora più forte. Mentre il numero di controlli "temporanei" non è più sceso.  […]

MATTEO PIANTEDOSI MEME

migliaia di migranti invadono ceuta 7

SALVINI E PIANTEDOSI - MEME BY GIAN BOY

migrante tenta di entrare a ceuta con il parapendio 5

migliaia di migranti invadono ceuta 1

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