serena bortone

"SONO UNA DONNA PASSIONALE" - SERENA BORTONE NEL SUO NUOVO LIBRO RACCONTA DI UNA DONNA CHE A UN CERTO PUNTO SI FIDANZA CON L’EX DI SUA FIGLIA, CHE HA 20 ANNI DI MENO: “LA SESSUALITÀ FEMMINILE È STATA SOFFOCATA PER SECOLI” – “AMO I FUNERALI PIU’ DEI MATRIMONI. NON MI APPARTIENE IL “PER SEMPRE”, INFATTI NON MI SONO MAI SPOSATA. MA HO CONOSCIUTO L’AMORE CHE NON HA LIMITI, SONO PARTITA ALLE DUE DI NOTTE PER ANDARE IN UN’ALTRA CITTÀ DAL MIO COMPAGNO DELL’EPOCA” – MINO DAMATO CHE AL PRIMO INCARICO IN RAI LE CHIESE DI TROVARGLI UN PITONE, L’INCONTRO CON LA MOGLIE DEL CAPOSCORTA DI FALCONE E LA TV CHE “HA UNA VALENZA PEDAGOGICA”: “OGGI STA ASSOLVENDO IL COMPITO? NON SPETTA A ME DIRLO”

 

Valerio Cappelli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

A vere l’opportunità di potere essere intelligente «come un uomo» e portare i tacchi a spillo. I temi sono tanti e lei parla a raffica con una impressionante velocità di pensiero. D’altra parte Serena Bortone fa tante altre cose, al di là della Rai. È appena uscito (per Rizzoli) il suo secondo romanzo, Le dirimpettaie . Storia di tre donne borghesi. 

serena bortone

 

(…) Tina col sesso: a un certo punto si fidanza con l’ex di sua figlia, che ha 20 anni di meno». 

 

Lei come avrebbe reagito? 

«Da una parte non puoi consigliare a un’amica di causare dolore alla figlia, ma le emozioni vanno vissute fino in fondo, reprimersi serve solo a essere infelici. Ho raccontato l’indicibile quando era ancora più indicibile. Oggi l’uomo più giovane si accetta, all’inizio degli Anni 70 era impensabile, soprattutto per la borghesia. Le tre donne sono dirimpettaie, abitano nello stesso palazzo del quartiere Talenti, dove sono nata. È la periferia residenziale in cui cinquant’anni fa ci si trasferiva per il senso di protezione che trasmetteva». 

 

Il colpo di scena «scandaloso» come nasce? 

«È una storia vera che mi è stata riferita. Una delle sfide è stata raccontare la sessualità femminile, soffocata per centinaia di anni. Alle donne non era consentito di avere una sessualità libera, aperta. Tutte e tre sono ispirate a figure reali della mia infanzia. Le cose più imprevedibili sono le più vere. Douglas Sirk, regista di melò, diceva che il massimo della verità è nel massimo della finzione». 

 

Come ne escono gli uomini? 

«Come esseri umani. Volevo raccontare la loro fragilità, il mondo maschile non consentiva di esprimere dolori e desideri». 

 

Suo padre com’era? 

serena bortone hot

«È stato il sindaco più giovane d’Italia, democristiano, a Cuccaro Vetere, nel profondo Sud, Cilento. Era il classico uomo della sua generazione, incapace di verbalizzare il sentimento, ma un buono: lui e mia madre mi hanno trasmesso il senso del dovere, l’importanza della cultura e l’utilità per il prossimo. Io l’ho fatto anche conducendo programmi in tv, approdando alla Rai 3 di Angelo Guglielmi». 

 

C’è molta musica nel libro. 

«È una costante della mia vita. Ho imparato a mangiare ascoltando Wagner. Quando le valchirie cantano a squarciagola, spalancavo la bocca e mia madre mi infilava il cucchiaino dentro. La musica... Ho studiato pianoforte, a 9 anni ho vinto il concorso per pianisti a Osimo. Nei miei programmi tv ho ospitato tanti musicisti, credo nel valore popolare della musica classica». 

 

È il suo secondo romanzo. 

«Ho scritto per tutta la vita, racconti, diari. Portare fuori le proprie inquietudini è un modo per oggettivizzarle. Ho sempre cercato di capire chi sono. Scrivere è un modo di riconoscersi. Sono cresciuta con cogito ergo sum, quando ho capito che l’intelligenza emotiva mi parlava di più di quella analitica ho scoperto la pienezza della vita». 

 

Lei dà l’impressione di essere controllata nei sentimenti, di non lasciarsi andare. 

«In realtà ho conosciuto l’amore che non ha limiti, sono partita alle due di notte per andare in un’altra città dal mio compagno dell’epoca. Sono una donna passionale, infatti mi piace l’opera». 

 

Alla Rai quando arrivò? 

serena bortone

«Mandai il mio curriculum, a 18 anni fui chiamata per una sostituzione in “Alla ricerca dell’Arca” di Mino Damato. Tra i primi incarichi mi diede quello di cercare un pitone per Latoja Jackson, che li amava». 

 

Chi altri incontrò? 

«Nureyev, Burt Lancaster e Carlo allora principe di Galles. Una truccatrice quando lo vide gli disse: Carlo, oggi ho un vestito come te, principe di Galles, mi ci fai l’autografo?». 

 

Ora conduce la radio. 

«Uno strumento che non conoscevo. Io sono bendisposta per le novità della vita. Ho sempre avuto libertà editoriale, non era scontato portare la classica in tv. Ricordo quando Antonio Pappano e Silvio Orlando scoprirono di avere le stesse origini da un paesino del beneventano.

 

La cosa bella della tv è mettere insieme mondi lontani tra loro. L’incontro che mi è rimasto dentro, e che mi ha fatto piangere come non ci fosse un domani, è stato con la vedova del caposcorta di Falcone, Tina Montinaro: il suo impegno antimafia che continua, il suo coraggio ma anche il suo sorriso. Sento il dovere del servizio pubblico, la cosa importante è offrire contenuti. La sfida dei numeri in tv l’ho sempre vinta, sulla qualità non sta a me dirlo». 

 

Le manca, ora, non esserci? 

«Non l’ho mai vissuta come un’esibizione ma come uno strumento per parlare a un pubblico ampio a cui portare quei valori che mi hanno trasmesso i miei genitori: vicinanza alla marginalità, solidarietà, inclusione». 

Sembra la Rai pedagogica dell’epoca di Bernabei. 

«La tv ha una valenza pedagogica: fare evolvere la società, tenere insieme il Paese...». 

 

E sta assolvendo il compito? 

«Non sta a me dirlo». 

 

 

Nel libro scrive di amare i funerali più dei matrimoni. 

serena bortone

«Mi fanno velo figure femminili che hanno circondato la mia vita, secondo cui, una volta, se sbagliavi marito la tua vita era finita. Quest’idea della donna ancillare che ci portiamo dentro da secoli di patriarcato...

 

A un matrimonio al Sud, da adolescente, sono stata assalita da attacchi di ansia. Non mi appartiene il “per sempre”, infatti non mi sono mai sposata. Invece mi piace pronunciare orazioni funebri, nel momento del dolore mi rendo utile ad alleviare le pene dei parenti». 

 

(...)

 

Lei è molto centrata sul lavoro? 

«Faccio tante cose, la radio, l’ospite fissa in tv da Isoardi, sono stata eletta segretaria dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. E poi scrivo. Ho il senso del dovere, mi piace essere in ascolto dell’altro. Ho imparato che ascoltare è più bello che parlare». 

barbara castorina serena bortone

 

È così tosta come sembra? 

«In realtà sono affezionata alle mie vulnerabilità. Non sopporto le ingiustizie e le prevaricazioni e sono fumantina, poi entro in colpa per avere sbottato». 

Nel romanzo c’è il senso del ricominciare, giocare un’altra partita nella vita. È quello che è successo a lei. 

«A me è capitato spesso, anche ora, professionalmente. Si può sempre scegliere da che parte stare. Gli snodi ti portano a scoprire cose di te stesso che non pensavi di avere. La vita è in bilico tra conferme e sorprese. Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice, guarire da ferite del passato e trovare gioia e leggerezza in età adulta. 

Mi piace pensare che ogni giorno è il più bello che viviamo, lo vede che torna l’idea del cambiamento del romanzo?». 

 

Che cosa le lascia questo libro? 

serena bortone beatrice dondi (2)

«Ho capito quanto è bello far camminare i personaggi sulle loro gambe. Partire da uno spunto di realtà e costruire delle psicologie. È come vivere tante vite. Raccontare la stagione dei diritti ora che vengono pericolosamente messi in discussione mi ha donato forza e speranza: possiamo sempre scegliere la via della libertà». 

 

serena bortoneserena bortone (2)serena bortone davide desarioserena bortoneserena bortoneserena bortone jago massimo cervelli 1serena bortoneserena bortone 1serena bortoneserena bortone (2)serena bortone(4)serena bortone presentazione libro

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

tommaso calderone vannacci schifani tajani

DAGOREPORT - COME MAI IL FORZISTA TOMMASO CALDERONE TRASLOCA DA VANNACCI E DIVENTA IL NONO DEPUTATO DI FUTURO NAZIONALE? - AVVOCATO SICILIANO CAMPIONE DI PREFERENZE (NE HA RACCOLTE 11.200  NELL'ISOLA ALLE POLITICHE DEL 2022) E' ENTRATO IN CONFLITTO SIA CON IL GOVERNATORE RENATO SCHIFANI, SIA CON ANTONIO TAJANI, CHE NON GLI AVREBBERO GARANTITO IL POSTO DA CAPOLISTA ALLE PROSSIME ELEZIONI - SI TRATTA DEL TERZO SCIPPO DELL’EX GENERALE AI DANNI DI FORZA ITALIA DOPO GLI “ACQUISTI” DI ATTILIO PIERRO E DAVIDE BERGAMINI (ENTRAMBI PASSATI PURE DALLA LEGA) - PROTAGONISTA DI MOLTE BATTAGLIE CONTRO I MAGISTRATI, CALDERONE E’ VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA (UN SALTO DI QUALITA' PER VANNACCI E LA SUA “SPORCA DOZZINA”)

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...