sondaggio pagnoncelli meloni vannacci

NON SI FERMA LA MARCIA DI ROBERTO VANNACCI: FUTURO NAZIONALE VOLA AL 7,1% SECONDO L’ULTIMO SONDAGGIO DI PAGNONCELLI - IL PARTITO DELL’EX PARÀ STACCA LA LEGA E SI AVVICINA A FORZA ITALIA (8,1%). SE LA MELONI VUOLE RIVINCERE DEVE IMBARCARE NELLA COALIZIONE IL GENERALISSIMO. SOLO COSI’ RIUSCIREBBE A BATTERE IL CAMPO LARGO (PUR PERDENDO VOTI) - FRATELLI D’ITALIA RESTA IL PRIMO PARTITO MA SCENDE AL 26,5%. IL PD VIVACCHIA AL 20,1% (COME MAI I DEM SONO INCHIODATI ALLE STESSE PERCENTUALI DA ANNI? DOVE E’ IL VALORE AGGIUNTO, SE C’E’, DI ELLY SCHLEIN? COSA PENSANO FRANCESCHINI E GLI ALTRI CAPATAZ DEM DELL’AUREA MEDIOCRITAS DEL PARTITO CHE NON RIESCE AD APPROFITTARE DELLE MAGAGNE DELLA MAGGIORANZA?)

Articolo di Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Il mese di luglio è stato caratterizzato, in particolare per gli aspetti che più interessano le ricadute sulle intenzioni di voto, da eventi di politica interna.

 

Lo scontro politico

SONDAGGIO PAGNONCELLI

Due sono stati poi gli eventi che stanno provocando un intensificarsi dello scontro politico, antipasto di quella che sarà una campagna elettorale probabilmente turbolenta. Il primo è la traduzione in carcere dell’orefice Mario Roggero, definitivamente condannato per omicidio di due rapinatori e tentato omicidio di un terzo.

 

L’altro evento rilevante è la morte di Abderrahim Fakir durante il fermo di polizia a Bologna. Anche in questo caso lo scontro è stato importante, in particolare con le accuse da parte del centrodestra alla sinistra che condannerebbe a priori le forze dell’ordine e al sindaco di Bologna Lepore che aveva indetto una manifestazione a ridosso dell’evento, in coda alla quale ci sono stati scontri tra antagonisti e forze dell’ordine.

 

 

Gli orientamenti di voto di questo mese vedono, nell’ambito delle forze di centrodestra, una lieve contrazione di Fratelli d’Italia che perde un ulteriore 0,5% (dopo la contrazione dello 0,6% lo scorso mese) collocando questa forza al 26,5%; perde lo 0,5% anche la Lega, stimata oggi al 5,1%; stabili Forza Italia all’8,3% e Noi moderati allo 0,9%. In ulteriore crescita Futuro nazionale di Vannacci, che sale dell’1,1% ed è stimato al 7,1%, distanziando nettamente la Lega. Nell’ambito dell’opposizione, stabile il Pd al 20,1% che conferma il calo registrato lo scorso mese, così come sono stabili il M5S al 14,5%, Avs al 6,3%, Italia viva al 2,3%, Azione al 3,1%. In calo invece +Europa che perde lo 0,5% e si colloca all’1,4%.

roberto vannacci e giorgia meloni video dell account robertus vannaccius

 

Se sommiamo i dati dei singoli partiti, la coalizione di centrodestra allargata a Futuro nazionale arriverebbe al 47,9%, mentre il centrodestra «tradizionale», senza Vannacci, arriverebbe al 40,8%. La coalizione progressista (allargata a tutte le forze di opposizione esclusa Azione) raggiungerebbe il 44,6%. Battendo il centrodestra tradizionale ma soccombendo all’alleanza allargata a Vannacci.

 

 

Abbiamo però detto più volte che questo è lo scenario proporzionale, e non è detto che, con in campo le coalizioni rese necessarie dalla legge elettorale in gestazione, i risultati siano esattamente gli stessi. Per stimare la distribuzione dei seggi abbiamo elencato le coalizioni che si potrebbero presentare e chiesto agli elettori di confermare il voto espresso nello scenario proporzionale. E qui troviamo qualche sorpresa, che modifica in misura anche consistente i risultati prima descritti.

 

Gli scenari

Nell’ipotesi che il centrodestra si presenti nella formazione attuale, escludendo quindi Futuro nazionale, i cambiamenti sarebbero davvero ridotti: la coalizione arriverebbe al 40,2%, contro il 40,8% dello scenario proporzionale. Qualche cambiamento in più per la coalizione progressista che perderebbe quasi due punti rispetto alla pura somma proporzionale, passando dal 44,6% al 42,7%, riducendo la nettezza della vittoria delineata dallo scenario proporzionale. Sono elettori di Pd e M5S che faticano a mantenere il proprio voto in caso di alleanza organica fra le due forze ed elettori dei tre principali partiti di centrosinistra refrattari alla presenza di Renzi nella coalizione.

 

 

meloni vannacci

Ma il cambiamento più netto si rileva nel caso di coalizione del centrodestra con Futuro nazionale. L’alleanza allargata al generale perderebbe infatti oltre due punti passando dal 47,9% dello scenario proporzionale al 45,4% dello scenario di coalizione. Si tratta da un lato di elettori di Forza Italia che non confermerebbero il proprio voto con la presenza di Vannacci e di elettori di FnV che se ne andrebbero in caso di alleanza organica con l’attuale centrodestra. E, in questo scenario, la coalizione progressista raggiungerebbe il 45% (qualcosa in più rispetto al risultato proporzionale), compattata dalla spinta anti vannacciana, dove prevale la volontà di battere una destra percepita come pericolosa.

 

Insomma, la garanzia di vittoria che emerge dal dato proporzionale è fortemente a rischio: in caso di alleanza estesa la prevalenza sulla coalizione progressista si ridurrebbe a pochi decimali. Complessivamente, quindi, il quadro si fa più incerto: la coalizione progressista prevale in misura meno netta, il centrodestra allargato potrebbe quasi pareggiare con la coalizione avversaria.

giorgia meloni matteo salvini

 

Mentre per il centrosinistra ciò non cambia molto, poiché è evidente l’obbligo di continuare sulla strada «testardamente unitaria», per Giorgia Meloni e la coalizione di governo si pone un problema rilevante di posizionamento e definizione delle alleanze.

 

Il gradimento

Le valutazioni dell’esecutivo e della presidente del Consiglio vedono per il governo la conferma della crescita registrata lo scorso mese: l’indice di apprezzamento (la percentuale di valutazioni positive su chi si esprime, esclusi i non sa) rimane al 42; per Giorgia Meloni invece si registra una diminuzione (l’indice passa dal 44 di giugno all’attuale 42), determinato probabilmente dalla sconfitta sulla legge elettorale e dalle polemiche interne al centrodestra che hanno forse un po’ offuscato la percezione di salda direzione dell’alleanza da parte della presidente. Il gradimento dei leader rimane sostanzialmente invariato:

DARIO FRANCESCHINI - ELLY SCHLEIN

 

Conte in testa, seguito da Tajani e Schlein, quindi gli altri a seguire. Solo per Vannacci si registra un decremento: oggi l’indice è al 21, tre punti in meno rispetto al mese scorso. Forse collegato anche a qualche comunicazione non perfettamente riuscita, come il video in cui da imperatore decreta la morte degli avversari (o meglio, secondo lui, dei nemici).

roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo

 

roberto vannacci con il simbolo di ordine nuovo al collo meloni vannacciLA GALASSIA DELLE CORRENTI DEL PD

(…)

MELONI VANNACCI 2MELONI VANNACCI

 

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