sergio mattarella carlo nordio mario roggero

NORDIO PROPRIO NON CE LA FA A CHIEDERE SCUSA PER LE SUE CASTRONERIE – IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CAZZIATO DA MATTARELLA DOPO AVER IMPROVVIDAMENTE AVVIATO UN’ISTRUTTORIA PER LA GRAZIA AL GIOIELLIERE ROGGERO, BALBETTA: “CON IL PRESIDENTE IL DIALOGO È STATO SERENO E SQUISITAMENTE TECNICO. È OVVIO CHE LA PREROGATIVA DELLA CONCESSIONE DELLA GRAZIA È ESCLUSIVAMENTE SUA”. MA POI RILANCIA: “IL DIRITTO È SEMPRE MATERIA OPINABILE, TANTO CHE LE SUPREME MAGISTRATURE CAMBIANO SPESSO ORIENTAMENTO. NON C’È NESSUN REATO DI LESA MAESTÀ IN UN CONFLITTO DI ATTRIBUZIONI” – SUL CASO DELLA MORTE DI FAKIR: “NON C’ENTRA NULLA IL MODELLO AMERICANO DELL’ICE. BISOGNA TENER CONTO DELLE SITUAZIONI DI CHI SI TROVA A DOVER OPERARE IN MOMENTI DI ESTREMA DIFFICOLTÀ…”

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il "Corriere della Sera"

 

SERGIO MATTARELLA E CARLO NORDIO AL CSM

Guardasigilli Carlo Nordio, è un momento teso su giustizia e sicurezza. La politica si divide sui casi Roggero e Fakir: il gioielliere in carcere per aver rincorso e ucciso i rapinatori e il 42enne morto ammanettato a terra da agenti cui verrà applicato il suo scudo penale. Che ne pensa?

«L’espressione scudo penale lascia intendere una immunità che non c’è. Si evita una automatica iscrizione nel registro degli indagati divenuta una sorta di condanna anticipata. Spetta ora alla magistratura valutare se esistano o meno le cause di giustificazione».

 

Che impressione le fa il video di lui che grida «basta»?

GIORGIA MELONI CARLO NORDIO

«Le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio. Bisogna però tener conto delle situazioni anche psicologiche di chi si trova a dover operare in momenti di estrema difficoltà. In ogni caso occorre attendere l’esito dell’autopsia».

 

Ci avviciniamo al modello americano dell’Ice?

«No. Quello Usa è molto diverso. Sia nella disciplina della legittima difesa, sia in quello dell’uso delle armi da parte della polizia. Dopo 40 anni di esperienza da pm so che l’uso delle armi delle nostre forze dell’ordine è sempre stato molto prudente».

 

La morte di Abderrahim Fakir

Roggero ha ucciso per legittima difesa o giustizia privata da Far West?

«No, è stato quello che hanno detto i giudici di merito, con la conferma della Cassazione: un omicidio volontario. Questo sotto l’aspetto strettamente giuridico. Nella sostanza ognuno poi può farsi l’opinione che crede. [...] Giustizia formale e giustizia sostanziale non sempre coincidono».

 

Giorgia Meloni rivendica l’apertura dell’istruttoria sulla grazia. Lei era restìo?

«È andata esattamente come ha detto la presidente. Nel merito mi sono trovato subito d’accordo, proprio perché pena e risarcimento ci sembravano esagerati.

 

carlo nordio sergio mattarella

Abbiamo tuttavia voluto verificare, con lo staff del Ministero e di Palazzo Chigi, se il ministro avesse la legittimazione a iniziare d’ufficio la procedura, perché sul punto il codice è ambiguo e non c’erano precedenti giurisprudenziali in materia. La dottrina più autorevole, direi l’unica sul punto, sostiene che il ministro può prendere l’iniziativa. E così abbiamo fatto».

 

Ma Mattarella, contrariato, ha precisato che il potere di grazia è suo. Non c’è stata invasione di campo?

«Con il presidente, le cui osservazioni vengono sempre accolte con deferente attenzione, il dialogo è stato sereno e squisitamente tecnico. È ovvio che la prerogativa delle concessione della grazia è esclusivamente sua. Qui si trattava del potere di impulso.

 

MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE

Il diritto è sempre materia opinabile, tanto che le supreme magistrature cambiano spesso orientamento, e talvolta entrano in contrasto tra loro. Non c’è nessun reato di lesa maestà neanche in un conflitto di attribuzioni, come una volta è avvenuto proprio tra Quirinale e via Arenula: la Corte Costituzionale è li proprio per risolverli. Mi dispiace solo che, come nel caso Minetti, una certa stampa abbia enfatizzato quel colloquio in modo eccessivo».

 

Aprire l’istruttoria non è un gesto politico dettato dalla competizione per accaparrarsi il consenso di Roggero?

«Assolutamente no, è stato un gesto umanitario. Con la presidente Meloni la sintonia, anche in materia di giustizia, è assoluta. L’unica osservazione che mi fa è di usare troppo il latinorum. Ma anche in questo caso la frase di Cicerone “Summum ius summa iniuria” è meglio di decine di commenti di questi giorni».

 

carlo nordio sergio mattarella 1

Scusi ma lei, ministro ed ex magistrato, non crede nella giustizia?

«No. Credo nella necessità del diritto positivo. Quanto alla Giustizia, con la “G” maiuscola, postulo, come Kant, quella divina. Su quella umana ho fortissimi dubbi»

 

Perché lei e Meloni parlate di pena sproporzionata?

«Vi sono omicidi e omicidi. Lo stesso codice ne prevede una varietà notevole condita di circostanze aggravanti e di attenuanti. Uccidere con premeditazione non è come uccidere in un momento di alterazione psichica determinata da una aggressione altrui.

 

MARIO ROGGERO SI COSTITUISCE AL CARCERE DI BOLLATE

Chi viene rapinato davanti alla famiglia non ragiona con atarassica serenità. E il provvedimento di clemenza è stato istituito anche per correggere alcune distonie tra il rigore della legge formale e la complessità della natura umana. Per questo dico che un buon giudice impara di più dalle tragedie di Shakespeare e dai pensieri di Pascal che da una intera biblioteca di diritto».

 

La difesa è sempre legittima dopo un’aggressione?

«È legittima quando il pericolo è attuale e la reazione è proporzionata. Questo dice la legge e io sono d’accordo, anche se a lungo la Cassazione ha oscillato sull’interpretazione di questi due principi. È l’entità della pena che deve essere calibrata, quando quei limiti vengono superati».

 

FdI ripresenta il divieto di risarcire chi delinque ideato da Vannacci. Concorda?

carlo nordio matteo piantedosi giorgia meloni – foto lapresse

«Ovviamente sì. Anche Vannacci casualmente può inciampare nel buon senso. Risarcire un criminale che ti aggredisce è irragionevole, e soprattutto pericoloso.[...]

 

giorgia meloni e carlo nordio alla camera foto lapresse

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