adriano panatta

A PANATTA GIRANO LE PALLINE: “QUANDO HO VINTO PARIGI, HO PRESO UN PREMIO DA 30 MILA DOLLARI. QUEST’ANNO CHI VINCE SI PORTA A CASA SUI 3 MILIONI” – BARBARA COSTA IN LODE DELL’ADRIANO NAZIONALE CHE 50 ANNI FA TRIONFO’ AL ROLAND GARROS – LE SCUSE DI "PLAYBOY ITALIA" CHE LO AVEVA DEFINITO “GIUGGIOLONE”, LA VITA DISSOLUTA (“TUTTE CAZZATE”) E LE DONNE CHE MORIVANO PER LUI (“SEI BELLO COME PAUL MCCARTNEY": OGGI E’ PRATICAMENTE IL SUO SOSIA) E I BRAND DI CUI DIVENNE TESTIMONIAL (DAI BAGNOSCHIUMA "BRUT 33" ALLE SCARPE "SUPERGA") – “ONORE A PANATTA: LUI HA SEMPRE PAGATO LE TASSE IN ITALIA, SEBBENE LE SIRENE DI MONTECARLO NON FOSSERO SILENTI GIÀ NEGLI ANNI SETTANTA. E DOV’È CHE STAVA, BORG, INVECE CHE NELLA SUA SVEZIA?”

adriano panatta (1)

 

Barbara Costa per Dagospia

 

“Noi lo chiamavamo giuggiolone e lui ha trionfato a Roma. Lo abbiamo preso in giro. Adesso tocca a lui rifarsi contro di noi”.

 

Ecco a voi le scuse, pubbliche, 2 pagine intere, che "Playboy" ITA fa al grandissimo Adriano Panatta trionfatore agli Internazionali d’Italia il 30 maggio di 50 anni fa. Scuse segnate da Panatta nella sua autobiografia. E si vede che ci teneva, magari Adriano era un Playboy lettore, chi lo sa!? Un "Playboy" che, perdonato oppure no, come altre riviste infila Panatta nudo, tra le sue pagine, in vasca, a spot-insaponarsi. Panattone non ci sta(va) affatto male! Il dio Sole! Che Apollone! Bello come e più di una statua greca!

 

Altri tempi. Ora meno male è finita, la rottura di palline imposta a Panatta per il 50esimo della sua vittoria a Roma. Non è finita quella di Parigi, Adria', ché Sinner non gliela fa', e Parigi rimane tua, è roba tua... e Adriano, sia chiaro: te se ama, s-e-m-p-re!!! e ancora di più per come, da quel signore che sei, NON hai reagito alle carognate di chi, al potere, ti ha fatto, a Roma, il 17 maggio scorso... e tuttavia, qui si vuole scocciare Panatta su ben altre questioni. Non sarebbe bello, e intrigante, e meno banale, chiedere, a Panatta...

 

adriano panatta 1976 (5)

 

Non sarebbe bello, e intrigante, e meno banale, chiedere, a Panatta, dei suoi compensi milionari, e da uomo sponsor, dopo il suo magico 1976? Il Panatta nudo in vasca, e il Panatta che si deodora nudo poi in accappatoio a coprirsi il racchettone, quanto ha fatto sospirare e sbavare le sue tennistiche groupie? E quanto ha fatto felice il suo conto in banca?

 

panatta spot brut

Panatta ci ha preso “100 milioni tondi”, di lire (e di allora!!!) e sull’ unghia, e soltanto come testimonial di scarpe da tennis Superga. Per deodoranti e bagnoschiuma paperello in vasca non lo so, ma è lo stesso brand che, fuori Italia, ha come testimonial (vestito) Pelè. Onore a Panatta: lui ha sempre pagato le tasse in Italia, sebbene le sirene di Monte Carlo non fossero silenti già nei 70s (e dov’è che stava,

 

Borg, invece che nella sua Svezia!?). E va a suo merito che, quando nel 1970 vince gli Assoluti, Adrianone ottiene il suo primo milione, per giocare (sponsorizzare) con una racchetta "Maxima". Milione speso appena incassato, per una Alfa Gt Bianca. Usata… Che bravo.

 

E però a Panatta girano giustamente le palline davanti a questo divario: “Quando ho vinto Parigi, ho preso un premio da 30 mila dollari. Quest’anno chi vince si porta a casa sui 3 milioni”. Panatta nel 1976 vince a Roma, e la sera stessa vola a Parigi per giocare subito al Roland Garros e poi vincerlo. Roma + Parigi in 3 settimane! Senza sosta!

 

Ma sono sicura che a Panatta non girano al ricordo de "l’Équipe" che, lui vincitore, titola “Panatta cammina sulle acque” ("l’Équipe" non le ha sentite, le parolacce di Panatta, la mattina della finale di Parigi, col suo autista che gli schiaccia 2 dita nella portiera!).

adriano panatta 1976 (3)

 

A Panatta non spiaceva quando a Wimbledon lo acclamavano “Panatta Still!”. E le inglesi, che se ne morivano, per lui, e fin dagli Juniores: “Panatta tennis lover! Sei bello come Paul McCartney!”. Vi interessa di più il paragone Panatta-Miguel Bosè!? A bellezza e a successo con le donne, si capisce. Ha ragione Adriano: “Essere belli non ti fa vincere nessun match”. Già.

 

Devo rettificare quanto ho scritto in un mio pezzo: se non ai livelli paranoici di Bjorn Borg, anche Panatta era (è?) scaramantico: se è imperdonabile la sua fissa contro i gatti neri, lui, nella finale di Roma 1976, nel fodero della racchetta portava 5 chiodi arrugginiti (“mi era presa così, e va a capire perché”), e mai che calpestasse le righe, fra un cambio di campo e l’altro, e guai a toccargli racchette, e asciugamani!

 

Al Roland Garros stava sempre seduto sulla stessa sedia, e “gli ultimi 3 turni li ho giocati sempre con gli stessi calzini e le stesse mutande”. Grazie a dio lavati: da Adriano medesimo, ogni sera, in albergo, e poi stesi alla finestra ad asciugare.

 

adriano panatta 1976 (2)

E basta con la leggenda della vita dissoluta! “Sono caz*ate”, sbotta Panatta sul "Manifesto" “solo cene, niente discoteche!”. Ah. Lucci (Paolo Berto-) non se la ricorda proprio così. Dice Panatta: “Prima di una finale, io andavo a letto presto. A leggere.

 

Libri”. Sì, e io ci credo, e come no: Panatta, prima di una finale, “ho sempre dormito benissimo”. Ma non è che ha vinto contro Vilas anche per divari… alimentari? La colazione del campione Panatta è italianissima, è “caffè e cornetto”, ma quella di Vilas, suo avversario alla finale di Roma 1976, un po’… elaborata: “Bistecca da 4 etti, 3 uova, salumi, formaggio. Infine un bibitone di 2 uova, frutta, yogurt. Frullati”.

panatta spot supergaadriano panatta 1976 (8)adriano panatta anni 70 (2)panatta sinner ph eurosportpanatta roma 30 maggio 1976 (2)panatta spot superga 2adriano panatta fumaadriano panatta anni 70 (3)adriano panattaadriano panatta (2)panatta roma 30 maggio 1976adriano panatta manuela papatakis montecarloadriano panatta foro italico 1976adriano panatta 1976panatta spot superga 1panatta e newcombeadriano panatta 1976 (7)adriano panatta 1976 (4)nicola pietrangeli adriano panattaelsa martinelli adriano panatta

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