paola ferrari

“LE CATTIVERIE LE HO PROVATE TUTTE: PER FERIRMI DEVONO INVENTARSI DI MEGLIO” – PAOLA FERRARI, REGINA DELLE NOTTI MONDIALI SULLA RAI, REPLICA AGLI HATER CHE LA CRITICANO PER IL TRUCCO PESANTE, LA “TROPPA PLASTICA IN FACCIA” E LE LUCI ALLA BARBARA D’URSO: “LA DERIVA D’ODIO NON SI FERMA, HO LE SPALLE LARGHE MA MOLTI RAGAZZI ARRIVANO ADDIRITTURA A SUICIDARSI. MI SENTO LA SELVAGGIA LUCARELLI DEL CALCIO, NON LE MANDO A DIRE E DICO SEMPRE QUELLO CHE PENSO” – LE BOTTE PRESE DA PICCOLA DALLA MAMMA, MENTALMENTE INSTABILE, I RAPPORTI CON LA FAMIGLIA DEL MARITO, MARCO DE BENEDETTI, E CON IL SUOCERO CARLO, CHE NON L'HA INVITATA ALLA FESTA DEI 90 ANNI: “ABBIAMO IDEE POLITICHE OPPOSTE E QUINDI DISCUTIAMO SPESSO. MI SAREBBE PIACIUTO CHE IN QUESTI 30 ANNI DI MATRIMONIO, MIO SUOCERO AMASSE NON SOLO GLI YES MAN MA ANCHE LE PERSONE CHE DICONO COSE DIVERSE, MAGARI CONTRADDICENDOLO…”

 

Francesca D'Angelo per la Stampa - Estratti

 

paola ferrari

«Le cattiverie le ho provate tutte: per ferirmi devono inventarsi di meglio». Paola Ferrari sta sorridendo mentre lo dice. La sua voce è fiera: fiera di essere ancora qui – perché, alla fine, è lei la vera padrona di casa dei Mondiali di calcio Rai – e di non darla vinta.

 

Gli haters la criticano per il trucco pesante e le luci alla Barbara D'Urso? Lei non cambia niente e tira dritto. Le scrivono che ha lo sguardo strano e «troppa plastica» in faccia? Non si sottrae a nessun primo piano, anzi, li cerca. Incassa tutto, come fa sempre, fin da quando era bambina e casa sua un inferno.

 

Papà non c'era mai; la mamma, mentalmente instabile, la picchiava e per tre volte ha cercato di ucciderla. Ferite antiche che si sommano a quelle recenti: la diagnosi di carcinoma al viso nel 2014 e la recidiva nel 2024.

 

Posso definirla una pugile della vita?

«Mi sento più la Selvaggia Lucarelli del calcio, con tutto il rispetto per Selvaggia, perché non le mando a dire e dico sempre quello che penso. Mi arrivano critiche da anni, anche se spesso sono solo mancanze di rispetto, come queste che ho letto per i Mondiali».

paola ferrari

 

Non si lascia prendere in contropiede?

«L'unica cosa che mi rattrista è constatare che passano gli anni ma la deriva di odio non si ferma. Nel mio piccolo cerco di combatterla aiutando attivamente l'Osservatorio contro il bullismo e il cyberbullismo: io ho le spalle larghe ma molti ragazzi arrivano addirittura a suicidarsi».

 

C'è però un fallo che, quando succede, rischia di buttarla a terra?

«Quando tirano in ballo la mia vita privata, come è successo di recente: non accetto commenti sul mio matrimonio e i figli. Il privato resta tale, per questo non commento mai il gossip e non parlo nemmeno della famiglia di mio marito: un giorno magari lo farò, e ci sarà tanto da dire».

 

Lo immagino visto che per i 90 anni suo suocero Carlo De Benedetti non l'ha invitata...

«Fu due anni fa. Abbiamo idee politiche opposte e quindi discutiamo spesso: mi sarebbe piaciuto che in questi 30 anni di matrimonio, mio suocero - che stimo molto - amasse non solo gli yes man ma anche le persone che dicono cose diverse, magari contraddicendolo. Purtroppo non è andata così ma questo non scalfisce di una virgola il rispetto che nutro per lui».

tweet su paola ferrari

 

Viene da un passato difficile.Qual è il fantasma che l'ha terrorizzata di più e più a lungo?

«La paura della violenza. Anche adesso, quando vedo una mano che si alza, scatto ancora. Poi, crescendo, sono arrivate anche l'angoscia del senso d'abbandono, la fame d'amore, l'incapacità di gestire le delusioni affettive ma prima a regnare era il terrore: di stare in casa, di essere picchiata».

 

Per sopravvivere aveva trovato un modo, tutto suo, per difendersi o almeno per sentirsi al sicuro?

«Non c'era un posto dove potessi ripararmi. Ero troppo piccola per trovarlo, non ne avevo gli strumenti, e non esisteva nemmeno il Telefono azzurro. Cercavo di andare a studiare dalle amichette del piano di sopra, oppure mi rifugiavo dalla nonna (che poi pagava amaramente il suo aiuto...), per evitare di stare in casa ma arrivava sempre il momento di tornare.

 

Ogni volta, quando scendevo le scale, alla vista della porta di casa scoppiavo a piangere. La mia infanzia è stata un buco nero, da cui sono fuggita a 15 anni, scappando di casa dopo che mia madre mi aveva picchiata in modo mostruoso. Sono andata a vivere da mia zia, a Busto Arsizio».

paola ferrari

 

E suo padre?

«Era sempre via e a 45 anni ho scoperto perché: aveva un'altra donna. Una volta adulta ho tagliato i ponti con lui, non avevo nemmeno il suo cellulare. Poi mamma è morta, lui si è ammalato di Alzheimer ed essendo io la sua unica figlia mi sono presa cura di lui: ci siamo riavvicinati. In fondo il legame con i genitori è qualcosa che fa parte di te, anche quando non è idilliaco. È stato lui a trasmettermi la passione per il calcio: a sei anni, prima che mamma diventasse violenta, mi portava allo stadio.

 

Era il nostro rito: seguivamo le partite sugli spalti, seduti vicini, con il giornale sullo stomaco, per ripararci dal freddo».

 

(...)

 

Si è però battuta per sdoganare le donne nel giornalismo sportivo. Possiamo considerare archiviati i pregiudizi sulla competenza femminile?

paola ferrari

«Ricordo che all'inizio mi proponevano show e intrattenimento, anche per via del mio aspetto fisico, ma a me non interessavano le copertine. Io volevo fare sentire la mia voce: essere ascoltata per le mie idee. Sono stata la prima donna a condurre un programma calcistico, oggi finalmente abbiamo una donna – la bravissima Tiziana Alla – a fare la telecronaca ma appunto: una sola... Il calcio resta ancora un feudo maschile.

 

Quello che diciamo non viene mai ripreso, passa tutto in secondo piano, e non ci sono donne presidenti né nelle stanze dei bottoni. Vige ancora l'idea che chi ne capisce davvero sono i maschi, che magari hanno pure giocato a calcio da ragazzi, mentre noi donne non siamo male ma non è che possono prenderci tanto in considerazione».

 

Quanto è sportiva?

«Portare i miei dieci cani in passeggiata vale? Da bambina facevo pattinaggio e ginnastica artistica, ma solo uscire di casa».

 

(...)

carlo de benedetti

 

paola ferraripaola ferrari marco de benedettialba parietti paola ferraripaola ferrari

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…