giorgia meloni petroliera petroliere petrolio hormuz bab el mandeb

TE PAREVA: L’ITALIA È TRA LE NAZIONI PIÙ ESPOSTE AL NUOVO CHOC ENERGETICO DEL GOLFO PERSICO – IL BLOCCO DELLO STRETTO DI BAB AL-MANDAB AD OPERA DELLE MILIZIE HOUTHI AVRÀ DEGLI EFFETTI A CASCATA HORROR PER IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE. LA RAGIONE È LA FORTE DIPENDENZA DAL GAS, CON CUI ALIMENTIAMO QUASI LA METÀ DELLE CENTRALI ELETTRICHE (IL 47%) – CON LO STOP AL METANO QATARINO, E SENZA UNA TREGUA VERA NEL GOLFO, SARANNO INEVITABILI NUOVE IMPENNATE DEI PREZZI

IL PETROLIO PARTE STABILE, BRENT A 100,41 DOLLARI

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

(ANSA) - Il prezzo del petrolio è stabile intorno ai 100 dollari in avvio di giornata, con le tensioni in Medio Oriente che non si allentano. Il Brent con consegna a settembre viene scambiato a 100,41 dollari al barile. Il Wti con consegna a settembre scende sotto i 92 dollari, segnando un calo dello 0,5% a 91,72 dollari al barile.

 

CSC, RISCHIO IMPATTI GUERRA SU PIL TERZO TRIMESTRE, SEGNALI ANCHE SU CREDITO

(ANSA) - "Inizia male il terzo trimestre. La guerra in Iran è riesplosa a luglio e l'incertezza sui prossimi sviluppi è massima: ne ha risentito subito il prezzo del petrolio. Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo".

 

tamim bin hamad al thani e giorgia meloni a villa pamphilj foto lapresse

E' quanto si legge nella congiuntura flash del Centro studi di Confindustria. "L'inflazione resterà alta per un po' - si spiega - e il canale del credito si sta irrigidendo. L'industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapido recupero del turismo estero, ma non crescono".

 

PERCHÉ SU GREGGIO E GAS TORNA IL PANICO DEI MERCATI GLI ERRORI SULLE FORNITURE E LA RICERCA DI ALTRE ROTTE

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

I CHOKEPOINT PETROLIFERI

Niente di tutto questo era imprevedibile, eppure molte grandi economie europee e i mercati mondiali dell’energia reagiscono come fossero stati presi alla sprovvista. Con l’effetto di destabilizzare le quotazioni del petrolio subito e far entrate potenzialmente ancora più in tensione quelle del gas nei prossimi mesi.

 

Sarebbero allora inevitabili gli effetti a cascata per l’Italia, che si lascia sorprendere da questa ennesima crisi con uno dei più alti livelli al mondo di dipendenza proprio dal metano per la propria produzione elettrica.

 

Houthi 2

Certo non era imprevedibile che l’Iran, attraverso la milizia yemenita degli Houthi, avrebbe ripreso a cercare di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb (che collega l’Asia con Suez attraverso il Mar Rosso).

 

Non lo era, semplicemente perché è già successo e poi è già stato annunciato di nuovo. Dalla fine 2023 fino al 2025 inoltrato gli Houthi, spinti dall’Iran, avevano preso di mira alcune navi dai promontori della penisola araba sulle acque di Bad el-Mandeb; da allora il traffico in quello stretto è crollato e non si è mai ripreso oltre il 40% dei livelli di prima, perché molti mercantili fra l’Asia e l’Europa preferiscono circumnavigare l’Africa malgrado le due settimane di mare in più.

 

a teheran piove petrolio 3

Si era poi giunti a una tregua garantita dai pedaggi «informali», che gli armatori sauditi e altri avrebbero iniziato a versare agli Houthi per usare il Mar Rosso indisturbati. Anche per questo l’oleodotto da Est a Ovest dell’Arabia Saudita ha potuto aumentare il trasporto di greggio da 1,4 a circa cinque milioni di barili al giorno dopo la chiusura di Hormuz.

 

Il tubo sfocia nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, da cui partiva per Bab el-Mandeb e poi per le raffinerie asiatiche. Era un rimedio, parziale, alla paralisi del Golfo indotta dalla guerra. Ma la chiusura della rotta alternativa di Bab el-Mandeb era nell’aria almeno da due settimane: da quando l’ex presidente russo Dmitry Medvedev ne aveva parlato rientrando verso Mosca dai funerali dell’ayatollah Ali Khamenei (si veda il Corriere del 9 luglio). All’uomo di Vladimir Putin lo avevano senz’altro detto esponenti dei vertici della Repubblica islamica a Teheran.

 

HOUTHI - MAR ROSSO - STRETTO DI HORMUZ

Ora la ventata di panico nei prezzi del greggio, osserva Giovanni Staunovo di Ubs, riflette i timori che il quadro peggiori ulteriormente. In teoria il greggio saudita potrebbe ancora viaggiare da Yanbu sul Mar Rosso verso nord attraverso il Mediterraneo, Gibilterra e il resto del mondo.

 

Ma il problema non è solo che il viaggio costa molto di più.

 

E’ soprattutto che l’Iran e gli Houthi adesso possono bombardare il porto saudita di Yanbu (che ha sistemi antimissile) e le stazioni di pompaggio di tutto l’oleodotto dal Golfo al Mar Rosso (che non ne hanno), benché il tubo in sé corra tutto sottoterra per 1.200 chilometri.

 

Lo hanno già fatto prima della tregua di metà giugno e minacciano di tornare a farlo in ogni momento: ieri proprio gli Houthi hanno mandato un’email a tutte le grandi compagnie internazionali avvertendo che le loro navi devono stare alla larga dai porti sauditi per restare al sicuro.

GOLFO DI ADEN E STRETTO DI BAB EL MANDEB

 

L’aumento del Brent del 43% da inizio mese, a 100 dollari a barile, non è dunque affatto irrazionale. Non lo è neanche il fatto che il prezzo europeo del gas naturale (il Ttf indicato dalla borsa di Amsterdam) negli ultimi due giorni abbia superato i picchi recenti toccati nella prima fase della guerra del Golfo: ieri a 62 euro a megawattora.

 

In questo, è già più in tensione del greggio anche a causa della prospettiva di un blocco prolungato del metano liquido qatarino. Pesa però anche l’impreparazione dei Paesi europei, nota l’ex capo di McKinsey per Power & Gas in Europa, Africa e Asia Antonio Volpin: non c’è stato alcun tentativo di eseguire acquisti di metano congiunti, per evitare aste al rialzo.

 

sheik tamim bin hamad al thani e giorgia meloni a villa pamphilj foto lapresse.

Germania, Olanda e l’Europa in genere si fanno sorprendere con scorte al punto più basso dal 2022, poco sopra il 50% con l’inverno da preparare. L’Italia in questo è ben più pronta, ma ha una dipendenza dal gas ancora elevatissima al 47% del suo mix elettrico. Senza una tregua nel Golfo, ci sono le condizioni per nuove impennate dei prezzi almeno fino a gennaio.

razionamento energetico - unione europea

Ultimi Dagoreport

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO