carlo messina luigi lovaglio giuseppe castagna

PER LOVAGLIO È SALTATO IL BANCO – L’ASSEMBLEA DI BPM BOCCIA LA FUSIONE CON MPS: I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, PRIMI AZIONISTI, SI SONO OPPOSTI ALLE NOZZE, IMMAGINATE DALL’AD DEL “MONTE” E DA QUELLO DEL BANCO, GIUSEPPE CASTAGNA, COME UNICA ALTERNATIVA ALL’OPAS DI INTESA SULLA BANCA SENESE – IL GRUPPO TRANSALPINO ORA TENTERÀ DI ACCELERARE SULLA FUSIONE TRA BPM E CRÉDIT AGRICOLE ITALIA (MA AL MOMENTO RESTA AL 30%): IL GOVERNO METTERÀ IL GOLDEN POWER COME FECE CON L’ITALIANA UNICREDIT, QUANDO TENTÒ L’ASSALTO A PIAZZA MEDA? – CON LO STOP ALL’OPERAZIONE BPM-MPS, SOLO ANTIRUST E IVASS POSSONO FERMARE INTESA...

MPS, BPM SI SFILA DALLE NOZZE PIÙ VICINO L'OK A INTESA SANPAOLO

Estratto dell’articolo di Michele Chicco per “La Stampa”

 

Luigi Lovaglio

Cala il sipario sui progetti di fusione amichevole tra Banco Bpm e Monte dei Paschi. A quasi due mesi dall'invio della lettera che tratteggiava i contorni dell'operazione, il consiglio dell'ex Popolare Milano «ha ritenuto che non si siano ad oggi verificate le condizioni per giungere a un accordo condiviso tra le parti».

 

La decisione è stata votata all'unanimità dal board di Piazza Meda perché il Banco avrebbe riconosciuto l'impossibilità di definire una proposta chiara, da poter portare sul mercato nei tempi utili per rivaleggiare con l'offerta da oltre 30 miliardi annunciata da Intesa Sanpaolo sul Monte. Per la banca guidata dall'ad Carlo Messina la strada verso Siena è ora libera da ostacoli.

 

Intanto Mps, che in serata ha «preso atto» della scelta di Bpm e delle remore di Crédit Agricole, ha fatto sapere di focalizzarsi sul suo piano, continuando «a valutare ogni opzione strategica nell'interesse di tutti gli stakeholder».

 

luigi lovaglio - carlo messina

In mattinata Crédit Agricole aveva fatto sentire tutto il peso del suo 29,3% in Banco Bpm, sollevando dubbi sull'opportunità di un matrimonio consensuale tra l'ex Popolare e il Monte. Solo una coincidenza secondo fonti finanziarie, che sottolineano come la convocazione del board sia arrivata giovedì per il pomeriggio di ieri e quindi prima di ogni monito francese. Il messaggio della Banque Verte è stato però chiaro: «Nulla si potrà fare senza di noi; niente contro di noi», ha detto il ceo, Olivier Gavalda.

 

giuseppe castagna foto lapresse

«Qualsiasi operazione» dovrà essere in grado di «generare valore a lungo termine per l'Agricole» che è ormai «di gran lunga» il socio principale in Piazza Meda con quasi il 30% dei diritti di voto e quattro consiglieri di amministrazione di sua espressione all'interno del board. [...]

 

La più preziosa tra le carte in mano ad Agricole è quella svelata dalla direttrice finanziaria plenipotenziaria, Clotilde L'Angevin: «Uno degli scenari che preferiremmo sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, perché ci consentirebbe di creare valore e ci permetterebbe di rafforzare la nostra presenza in Italia», ha rivelato in call con gli analisti finanziari.

 

Olivier Gavalda

Un'ipotesi spesso sussurrata, per la prima volta resa pubblica dal management. Tuttavia, ha fatto sapere la stessa cfo, Crédit Agricole non ha chiesto alla Banca centrale europea di oltrepassare la soglia del 30% di Bpm per arrivare ad assumere il controllo dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna. [...]

 

La raffica di domande degli analisti sono servite anche a decifrare i rapporti dell'Agricole con il governo italiano, che un anno fa ha difeso con forza Banco Bpm dall'offerta considerata ostile di Unicredit sfoderando l'arma del golden power. «Se ci sta a cuore il governo?» ha chiesto L'Angevin parlando con un analista. «Certo, siamo presenti in Italia da molto tempo ed è un mercato strategico: ovviamente ci stanno a cuore tutti gli stakeholder. Per noi è importante continuare a sostenere lo sviluppo dell'economia». [...]

 

PARTITA CHIUSA SU SIENA?

Estratto dell’articolo di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri per “Milano Finanza”

 

Caltagirone Lovaglio Milleri

Lo stop alle trattative di Banco Bpm per la fusione con il Monte dei Paschi di Siena lascia campo libero all’opas di Intesa sul Monte? È questo, a prima vista, l’esito del clamoroso dietrofront dell’istituto di piazza Meda. Il comunicato emesso da piazza Meda nella serata di venerdì 31 luglio lascia poche speranze al management di Rocca Salimbeni.

 

La decisione del Banco sarebbe stata condizionata dalla lunghezza del negoziato, avviato da quasi due mesi senza risultati concreti. Ma anche la freddezza di Crédit Agricole avrebbe pesato. E non poco. Con il 29,3% del capitale e un peso decisivo in assemblea straordinaria, il primo socio di Banco Bpm può condizionare qualsiasi operazione straordinaria, pur senza esercitare formalmente il controllo.

 

INTESA POUR HOMME

La corsa in avanti della partecipata non sarebbe piaciuta a Parigi che ha preferito porre il veto sul deal.

 

Per Mps adesso la partita appare molto più difficile. Restano, almeno in teoria, due alternative: una distribuzione dell’excess capital da sottoporre agli azionisti oppure la ricerca di un nuovo partner bancario. Tra i nomi che tornano a circolare c’è anche Unicredit, anche se per ora si tratta solo di una suggestione [...].

 

Chi invece marcia spedita verso Siena è Intesa Sanpaolo. A due mesi dal lancio, l'opas da 30,6 miliardi su Mps procede secondo calendario

 

BANCO BPM - CREDIT AGRICOLE

[...] L'opas inciderà anche sull'azionariato di Intesa, diluendo di oltre il 20% gli attuali soci e facendo entrare alcuni dei principali azionisti di Mps.

 

Nell'ipotesi di adesione integrale, Delfin avrebbe il 3,8%, il gruppo Caltagirone il 3%, il Mef l'1% e Bpm lo 0,8%. BlackRock – forte della doppia partecipazione a Siena a Milano – resterebbe il primo azionista con il 5,4%, davanti alla Compagnia con il 5,1% e alla Cariplo con il 4,3%. Stranieri saranno anche Vanguard (3,8%), Amundi (2%), Fidelity (1,9%) e Norges Bank (1,6%).

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

 

[...]

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