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CON PIRLO L’ITALIA FA UNA FIGURA DA PIRLA! LA SCELTA DA PARTE DEL DT MALDINI E DI LEONARDO DELL’UNFIT ANDREA PIRLO (CHE ALLENA NELLA SERIE B DEGLI EMIRATI) COME NUOVO CT VIENE STRONCATA DAI GIORNALI – ZAZZARONI (CORSPORT) SOTTOLINEA COME SI SIA PERSO UN MESE PER ARRIVARE A PIRLO E A UN PROGETTO CHE NEMMENO CONVINCE MALAGÒ (CHE VOLEVA MANCINI) – “IL CORRIERE DELLA SERA”: “SE SI INTERPELLA ANCELOTTI, SI VA A CASA DI GUARDIOLA, SI FANNO PROMESSE A MANCINI, SI SNOBBA CONTE PER METTERSI ALLA FINE NELLE MANI DI PIRLO, QUALCOSA NON È ANDATO PER IL VERSO GIUSTO” – “REPUBBLICA”: “PIRLO E’ IL PIU’ FACILE DA ORIENTARE” – “IL FOGLIO”: “UN PIANO B PER UN’ITALIA DI SERIE B” – MALAGO’ SE NE INFISCHI DI MALDINI E LEONARDO E SCELGA UN ALLENATORE TOP. LA GERMANIA HA KLOPP, LA FRANCIA ZIDANE E NOI SIAMO COSI’ PIRLA CHE CI FACCIAMO DEL MALE CON PIRLO?

 

Da ilnapolista.it

 

giovanni malago leonardo paolo maldini

La Gazzetta dello Sport si mantiene neutra. Ha criticato ieri e già oggi sceglie una via più morbida. Ma è l’unico quotidiano.

Del Corriere dello Sport abbiamo scritto, con Zazzaroni che fa notare come si sia perso un mese per arrivare a Pirlo e a un progetto che nemmeno convince Malagò. Da sottolineare il titolo: “Pep non è un Pirlo” 

 

Per il Corriere della Sera scrive il capo dello sport Daniele Dallera e il titolo è tutto un programma: “La scelta un salto indietro. La soluzione un azzardo”. L’articolo a questo punto è quasi superfluo. Il Corsera cita il sondaggio fatto da loro:

 

MALDINI LEONARDO

“Nel pomeriggio la notizia, questa prevista e non libera certo il sogno dei tifosi italiani, di Andrea Pirlo. Basta dare un’occhiata al sondaggio del Corriere della Sera, dopo il no di Guardiola: le percentuali e le attese dei tifosi parlano chiaro: 42% Ancelotti, 37% Conte, 12% Mancini e in coda Pirlo con il 9%”.

E nel finale scrive:

“Faremo il tifo per l’italia e per Pirlo, consapevoli che se si interpella Ancelotti, si va a casa di Guardiola, si fanno promesse a Mancini, si snobba Conte per mettersi alla fine nelle mani di Pirlo, qualcosa non è andato per il verso giusto”.

GUARDIOLA PIRLO

 

Repubblica si affida alla penna di Maurizio Crosetti con un altro titolo che parla da solo: “Pirlo, un predestinato ancora in cerca di destinazione”.

Che scrive:

“Come allenatore non ha quasi passato, dunque gli spetta almeno la speranza nel futuro. Arriva in Nazionale come emanazione di Paolo Maldini, in un triangolo di amichettismo milanista che coinvolge pure Leonardo: potrebbe diventare un limite, anche se adesso è una rampa di lancio”.

 

Molto condivisibile il corsivo di Mattia Pinci che a nostro avviso centra il punto. La scelta di Pirlo – sottolinea – ricorda quella di Gattuso. La scelta più comoda invece della scelta che farebbe il bene della Nazionale. Allora, ricorda, Gravina preferì Gattuso a Mourinho. Lo stesso sta accadendo oggi con l’inspiegabile esclusione di Conte e poi anche di Mancini per un allenatore finito nella Serie B degli Emirati Arabi.

GUARDIOLA PIRLO CONTE MANCINI

Poi la frase clou:

“La speranza è che a dirigere le decisioni di Maldini e del suo consulente Leonardo sia stata davvero la fiducia, e non l’idea che Pirlo fosse il più facile da orientare alla propria idea di rivoluzione. Altrimenti, l’unica forma di rinnovamento che otterranno sarà quella del Gattopardo”.

 

Anche La Stampa è rimasta spiazzata. Qui il titolo è: “Un’alternativa difficile da comprendere”.

E Antonio Barillà scrive, a proposito del passaggio da Guardiola a Pirlo: “Quello che non riusciamo a capire – e temiamo di conseguenza idee confuse che in un momento di ricostruzione così delicato ci spaventano – è come Pirlo possa essere considerato alternativa di Guardiola. Cosa serviva all’Italia del calcio, fuori dal Mondiale nelle ultime tre edizioni, per rinascere? Un top coach o un personaggio in cerca d’autore? Un esperto o un rampante?”

 

PECCATO

Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it - ESTRATTI

andrea pirlo in russia

Fino a ieri sera Giovanni Malagò non aveva ancora parlato col ct designato non da lui ma da Paolo Maldini - quindi niente durata dell’accordo e niente cifre -: la durissima reazione dell’opinione pubblica alla conferma della preferenza caduta su Pirlo l’ha decisamente spiazzato. Il presidente si è ritrovato di fronte a un bivio: confermare la decisione del nuovo direttore tecnico e assumersene, per coerenza e ruolo, la responsabilità, oppure tornare sull’allenatore preferito, la sua scelta originaria, Mancini, e rimettere in discussione tutto.

 

Inseguendo la mediaticità (Maldini era il perfetto frontman suggerito dai club) Malagò s’è incartato di brutto: non a caso ha bruciato oltre trenta giorni di lavoro per arrivare a un progetto che tutto sommato non lo convince in pieno.

Non discuto la scelta di Pirlo: lo stanno già facendo altri. Ne ho però individuata l’origine che è generazionale: se avesse potuto, Maldini avrebbe indicato - per gusti ed età - De Rossi o Grosso, entrambi sotto contratto.

Oggi ci saranno forse altre riflessioni, altri dubbi, nel più estremo dei casi un dietrofront e a quel punto l’ennesima frattura.

 

andrea pirlo alla serata my name is luca

Insisto nel ripetere che con i club in queste condizioni, affamati di soldi, piegati sul trading di stranieri eppure arroganti al punto da voler imporre le proprie scelte alla federazione, la Nazionale non può andare da nessuna parte. Aggiungo che se è servito oltre un mese per arrivare a Pirlo, dopo aver messo in fila Conte, Mancini, Baldini, Ancelotti (sotto contratto) e addirittura Guardiola (un grottesco viaggio dell’illusione) significa che la nostra capacità di progettazione resta inesistente, oltre che condizionata da umori e interessi contrari. Peccato.

 

 

 

PIRLO

Daniela Dallera per corriere.it - Estratti

I tempi nella vita sono tutto. Speriamo l’abbiano capito anche Maldini & Leonardo che hanno presentato alle società di serie A una agenda decennale per la rinascita del calcio italiano. È vero che bisogna avere pazienza, ma a tutto c’è un limite, in particolare se si arriva da tre Mondiali bucati. Italia-Belgio, Nations League, si giocherà il 25 settembre a Roma. Tre giorni dopo la Turchia di Montella. Affrontare non solo queste due partite, ma la crisi più complessa e profonda del calcio italiano con Andrea Pirlo, confinato fino a ieri in una panchina di seconda categoria a Dubai, un allenatore tutto da scoprire, nemmeno un emergente per il poco che finora ha mostrato, è un azzardo.

ANDREA PIRLO - SAMPDORIA

Faremo il tifo per l’Italia e per Pirlo, consapevoli che se si interpella Ancelotti, si va a casa di Guardiola, si fanno promesse a Mancini, si snobba Conte per mettersi alla fine nelle mani di Pirlo, qualcosa non è andato per il verso giusto. Speriamo che d’ora in poi funzioni tutto.

ANDREA PIRLO CON LA MAGLIA DELLO UNITED FC CLUB DI DUBAIMALAGO' MALDINI

 

 

MALDINI LEONARDOANDREA PIRLO - SAMPDORIA

 

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