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ITALIA DI MERDA - IL 18 SETTEMBRE 1938, IL GIORNO CHE GLI EBREI SCOPRIRONO DI ESSERE NEMICI DEGLI ITALIANI - A TRIESTE MUSSOLINI TENNE UN DISCORSO TREMENDO CONTRO GLI EBREI. PER LA PRIMA VOLTA GIUSTIFICAVA AL PAESE E AL MONDO LE LEGGI RAZZIALI – "L'EBRAISMO MONDIALE È STATO, DURANTE SEDICI ANNI, MALGRADO LA NOSTRA POLITICA, UN NEMICO IRRECONCILIABILE DEL FASCISMO" - TESTO DEL DISCORSO DI BENITO MUSSOLINI - VIDEO

Alberto Sinigaglia per la Stampa

 

Il 18 settembre 1938 a Trieste Mussolini tenne un discorso tremendo contro gli ebrei.

la difesa della razza

Per la prima volta giustificava al Paese e al mondo le leggi che il re Vittorio Emanuele III aveva già firmate il 5 e il 7 settembre, preludio sinistro al 17 novembre: Regio Decreto 1728 «per la razza italiana», estremo frutto del «manifesto» dei dieci scienziati pubblicato il 14 luglio sul Giornale d' Italia .

Mussolini a Trieste

 

 

Il duce calcolò il momento, il luogo, le parole. Avvertì importanti giornali stranieri.

Scelse la città più internazionale, prossima a confini incandescenti: l' Austria invasa dal Reich, la Cecoslovacchia in pericolo, a giorni la Conferenza di Monaco. Scelse la terza comunità ebraica dopo quelle di Roma e di Milano, che contava ebrei fascisti e irredentisti. Andò a gridargli in faccia che l' ebraismo era «un nemico irreconciliabile», che si decideva per loro una «politica di separazione».

 

mussolini e claretta petacci

Le «soluzioni necessarie» non sarebbero tardate: via dai libri di testo quelli scritti o curati da ebrei; via i bambini dalle scuole pubbliche e gli studenti dalle università; via i padri, le madri e i nonni dalle cattedre accademiche, dai giornali, da assicurazioni, banche, notai, pubblico impiego; spogliati della divisa coloro che avevano combattuto per l' Italia e ancora la servivano in armi; vietati i matrimoni con ariani.

EBREI DEPORTATI

 

Il capo del fascismo lanciò due precisi messaggi a chi lo considerava emulo di Hitler e a chi difendeva gli ebrei: «Sono poveri deficienti» quanti credono «che noi abbiamo obbedito ad imitazioni o, peggio, a suggestioni»; «il mondo dovrà forse stupirsi più della nostra generosità che del nostro rigore, a meno che i semiti di oltre frontiera (...) e i loro improvvisati amici (...) non ci costringano a mutare radicalmente cammino».

 

MUSSOLINI PIAZZALE LORETO

Un operatore cinematografico ufficiale filmò tutto. Paolo Gobetti alla fine degli Anni 70 avrebbe acquistato la pellicola da un collezionista per l' Archivio storico della Resistenza da lui fondato con Franco Antonicelli a Torino. Vi si vede e ascolta il solito Mussolini tonitruante quella mattina in una Piazza Unità d' Italia imbandierata a festa e gremita di popolo, che acconsentiva, applaudiva, urlando di entusiasmo e invocando il suo nome. Ù

 

Dal punto di vista della propaganda fascista, un risultato perfetto: i termini, il tono, l' attore, la scena. Perché il cinegiornale dell' Istituto Luce mostrò soltanto l' inizio del discorso e poco più? Fu il regime a censurarlo? E per quale strategia il dittatore, pur tornando spesso al tema razziale, non dedicò agli ebrei altri discorsi di quella forza, anzi evitò di nominarli?

il fascismo e la razza

 

Il silenzio di Mussolini li ingannò: furono in molti a illudersi, a non cercare riparo oltreoceano, a non poter immaginare che, comunque cittadini italiani, da altri italiani sarebbero stati consegnati ai nazisti e avviati ai Lager.

 

 

Poiché quel destino fu segnato dal «discorso di Trieste», il Polo del '900 e l' Ordine dei Giornalisti del Piemonte hanno pensato che ad aprire le manifestazioni torinesi in memoria delle leggi razziali nulla fosse più efficace di quelle immagini e di quel sonoro: un grumo di odio, disprezzo e «chiara, severa coscienza razziale», certo inattuale, ma salutare alla memoria.

LE PAROLE DEL CAPO DEL REGIME

testo di Benito Mussolini

Manifesto della Razza - leggi razziali

È questa, o Triestini e Triestine, la quarta volta che ho la ventura, l' onore e la gioia di rivolgervi la parola. La prima fu nel dicembre del 1918, quando nell' aria della vostra città e nelle vostre anime c' era ancora, visibile e sensibile, la vibrazione del grande evento che si era compiuto con la Vittoria. [...]. Dopo molti anni torno fra voi e sin dal primo sguardo ho potuto riconoscere il grande, il poderoso balzo innanzi compiuto dalla vostra, dalla nostra Trieste.

Mussolini a Trieste

 

Manifesto della Razza - leggi razziali

Non sono venuto tra voi per rialzare il vostro morale, così come gli stilopennivori d' oltre monte e d' oltre mare hanno scioccamente stampato. Non ne avete bisogno, perché il vostro morale fu sempre altissimo. (...) Sono venuto per vedere ciò che avete fatto e per vedere altresì come sia possibile di bruciare rapidamente le tappe per giungere alla mèta. Sono venuto per ascoltarvi e per parlarvi.

Mussolini a Trieste

 

(...) Triestini!

MUSSOLINI E VITTORIO EMANUELE III

Vi sono dei momenti nella vita dei popoli in cui gli uomini che li dirigono non devono declinare le loro responsabilità, ma devono fieramente assumerle in pieno. Quello che sto per dirvi non è soltanto dettato dalla politica dell' Asse Roma-Berlino, che trova le sue giustificazioni storiche contingenti, né soltanto dal sentimento di amicizia che ci lega ai Magiari, ai Polacchi e alle altre nazionalità di quello che si può chiamare lo Stato mosaico numero due. Quello che sto per dirvi è dettato da un senso di coscienza che vorrei chiamare, più che italiano, europeo.

leggi razziali

 

Quando i problemi posti dalla storia sono giunti ad un grado di complicazione tormentosa, la soluzione che si impone è la più semplice, la più logica, la più radicale, quella che noi Fascisti chiamiamo totalitaria. Nei confronti del problema che agita in questo momento l' Europa la soluzione ha un nome solo: Plebisciti. Plebisciti per tutte le nazionalità che li domandano, per le nazionalità che furono costrette in quella che volle essere la grande Cekoslovacchia e che oggi rivela la sua inconsistenza organica.

Mussolini a Trieste

 

mussolini e claretta petacci

Ma un' altra cosa va detta: ed è che, ad un certo momento, gli eventi assumono il moto vorticoso della valanga, per cui occorre far presto, se si vogliono evitare disordini e complicazioni. Questo bisogno del far presto deve essere stato sentito dal Primo Ministro britannico, il quale si è spostato da Londra a Monaco, messaggero volante della pace, perché ogni ritardo non affretta la soluzione, ma determina l' urto fatale. Questa soluzione sta già, malgrado la campagna di Mosca, penetrando nel cuore dei popoli europei.

 

leggi razziali

Noi ci auguriamo che in queste ultime ore si raggiunga una soluzione pacifica. Noi ci auguriamo altresì che, se questo non è possibile, il conflitto eventuale sia limitato e circoscritto. Ma se questo non avvenisse e si determinasse, pro o contro Praga, uno schieramento di carattere universale, il posto dell' Italia è già scelto.

 

Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale.

Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito ad imitazioni, o peggio, a suggestioni, sono dei poveri deficienti, ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra pietà. Il perché sono abituati ai lunghi sonni poltroni.

leggi razziali

 

DOLFUSS CIANO MUSSOLINI

È in relazione con la conquista dell' Impero, poiché la storia ci insegna che gli Imperi si conquistano con le armi, ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale, che stabilisca non soltanto delle differenze, ma delle superiorità nettissime. Il problema ebraico non è dunque che un aspetto di questo fenomeno. La nostra posizione è stata determinata da questi incontestabili dati di fatto.

leggi razziali

 

L'ebraismo mondiale è stato, durante sedici anni, malgrado la nostra politica, un nemico irreconciliabile del Fascismo. In Italia la nostra politica ha determinato, negli elementi semiti, quella che si può oggi chiamare, si poteva chiamare, una corsa vera e propria all' arrembaggio.

 

MUSSOLINI PETACCI

Tuttavia gli ebrei di cittadinanza italiana, i quali abbiano indiscutibili meriti militari o civili, nei confronti dell' Italia e del Regime, troveranno comprensione e giustizia. Quanto agli altri si seguirà nei loro confronti una politica di separazione. Alla fine, il mondo dovrà forse stupirsi più della nostra generosità che del nostro rigore, a meno che, i semiti di oltre frontiera e quelli dell' interno, e soprattutto i loro improvvisati ed inattesi amici, che da troppe cattedre li difendono, non ci costringano a mutare radicalmente cammino.

 

leggi razziali 1

[...] Ma per noi Fascisti la fonte di tutte le cose è l' eterna forza dello spirito, ed è per questo che rivendico a me il privilegio di realizzare quello che fu l' ideale bisecolare della vostra città, l' Università completa nei prossimi anni. Padova, che fu per secoli il solo Ateneo delle genti venete, nel suo vigilante patriottismo comprende, e sarà Padova che offrirà il gonfalone alla neo-Consorella giuliana.

 

Triestini e Triestine!

FRANCISCO FRANCO MUSSOLINI

Dopo quanto vi ho detto io vi domando: C' è uno solo fra voi di sangue e di anima italiana che possa per un solo istante dubitare dell' avvenire della vostra città unita sotto il simbolo del Littorio, che vuol dire audacia, tenacia, espansione e potenza? Non abbiate qualche volta l' impressione che Roma, perché distante, sia lontana. No, Roma è qui. È qui sul vostro Colle e sul vostro Mare; è qui nei secoli che furono e in quelli che saranno; qui, con le sue leggi, con le sue armi, e col suo Re.

LE LEGGI RAZZIALI DEL FASCISMO Mussolini a TriesteLE LEGGI RAZZIALI DEL FASCISMO

 

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