IL “MUTANDA” ALBERTINI A PALLETTONI CONTRO I “MONTIANI” CHE HANNO APPOGGIATO AMBROSOLI: “IL GENERO DI BAZOLI E LA BORLETTI BUITONI RAPPRESENTANO SOLO LE LORO OPINIONI” - SPEGNI L’OSCAR-DABAGNO: “GIANNINO NON HA VOLUTO ALLEARSI CON NOI, UNO CHE SI VESTE COSÌ È MALATO DI NARCISISMO. MI CHIEDEVA DI MOLLARE FORMIGONI, PROPRIO LUI CHE ANDAVA AI CONVEGNI DI RIMINI DOVE FACEVA DEI PEANA AL CELESTE”…

Paolo Colonnello per "la Stampa"

Gabriele Albertini, dica la verità: è stato pugnalato alle spalle. Uomini e donne della sua lista che a due settimane dal voto danno indicazioni per un avversario come Ambrosoli. Tradimento?
«Per il voto libero ogni coscienza può esprimersi come meglio crede. Fare parte della lista Monti e poi proporre di trasformarla in una succursale del Pd, come direbbe Taillerand, più che un delitto è un errore».

Al cuore non si comanda.
«Mi viene in mente che in una recente intervista, hanno chiesto alla Borletti Buitoni si sarebbe vista come ministro della cultura in un governo Bersani. Prima si è schernita ma poi ha elencato ciò che avrebbe fatto in quel caso...Non voglio essere maligno, però ci può stare questo pensiero impuro...»

Potrebbero farle mancare un po' di voti.
«Si tratta solo di posizioni personali. E poi chi sono queste persone? Sono dovuti andare a prendere un trentino per trovare un esponente di qualche rilievo che avvalorasse politicamente una posizione rispettabile ma per nulla condivisibile. Gli altri sono il genero di Bazoli e la signora Buitoni Borletti, due cognomi che possono incutere una certa soggezione ma che in termini politici non rappresentano altro che le loro opinioni. Mi scusi, sa dirmi dove sono i "buitoniani"? E i "gittiani"? Che seguito hanno?».

Bisogna riconoscere che in fondo anche lei ha sempre parlato bene di Ambrosoli.
«Confermo grande stima per Ambrosoli e il fatto che gli abbia proposto di entrare nella mia lista quando all'inizio era incerto se schierarsi con la sinistra, lo attesta. Ma mi riferisco alla persona Ambrosoli, non alla sua parte politica».

Che però, a livello nazionale, ha già fatto sapere che non esclude un alleanza con Monti. Quindi perché non procedere a carte scoperte in Lombardia?
«Perché non sono situazioni sovrapponibili. E poi, in senso generale, noi non facciamo gli accordi prima e poi discutiamo dei progetti. Semmai il contrario: prima i progetti e poi vediamo chi è d'accordo. Il potere è un mezzo non un fine dell'azione politica. Mentre i politicanti fanno esattamente l'inverso».

Insomma, lei non si sente scaricato?
«Il Presidente Monti ha fatto chiaramente trapelare che si discosta da queste indicazioni. Altrimenti vorrebbe dire cancellare la sua stessa proposta politica, ovvero essere alternativi alla sinistra massimalista e alla destra populista e demagogica di Berlusconi e della Lega».

Non rischia di diventare il classico vaso di coccio tra vasi di ferro?
«Tutte le immagini sono lecite. Ma se si vuole dire che la Lega e il Pdl con le televisioni e loro capitali ingentissimi (5 milioni di euro solo per la Lega in Lombardia, soldi di Roma ladrona, cioè sottratti alla fiscalità dello Stato) e il Pd con la sua mobilitazione ci relegano a un ruolo marginale, ebbene, direi che non è così. Noi siamo una formazione politica improvvisata in pochi mesi, puramente civica, che ha perso possibili alleati come i ciellini formigoniani, che prevede di spendere 400 mila euro in tutto (e ne abbiamo raccolti solo 170 mila), eppure siamo quotati tra il 12 e il 13 per cento di consenso. Se si considera che il Pdl è quotato al 15-17 e la Lega al 14, noi ci sentiamo dei giganti».

Perché non si è alleato con Oscar Giannino?
«E' lui che non ha voluto, uno che si veste così è malato di narcisismo. Voleva finalmente guardarsi allo specchio e che gli altri lo potessero ammirare. Mi chiedeva di mollare Formigoni, proprio lui che andava ai convegni di Rimini dove faceva dei peana al Celeste...» .

 

 

monti albertini Gabriele AlbertiniAlbertini in mutande per ValentinoGregorio Gittifar13 casini s agnelli ilaria bortoletti buitonialbertini stramilano

Ultimi Dagoreport

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...