DA MARSIGLIA A STRASBURGO, STUDENTI IN RIVOLTA, SCUOLE DATE ALLE FIAMME, SCONTRI IN STRADA E PROF COSPARSI DI BENZINA – IL BILANCIO È DI 1800 FERMATI (TRA CUI MOLTI MINORENNI SIA DI ESTREMA SINISTRA CHE AFRO-ISLAMICI), PIÙ DI TRECENTO POLIZIOTTI E GENDARMI FERITI. IL GOVERNO PARLA DI “VIOLENZA SENZA FRENI” - MARINE LE PEN CIANCIA DI “SOMMOSSE ORGANIZZATE” E ACCUSA MÉLENCHON DI ESSERSI ASSUNTO “UNA GRAVE RESPONSABILITÀ” MANDANDO DEPUTATI E MILITANTI DAVANTI AGLI ISTITUTI. ANCORA PIÙ DURO L’EX MINISTRO DELL’INTERNO BRUNO RETAILLEAU, CHE HA DEFINITO "LA FRANCE INSOUMISE" UN PARTITO CHE “CERCA PERSINO DI ORGANIZZARE L'INSURREZIONE”: “VA MESSO FUORILEGGE” – LA REPLICA DI MELENCHON: “È RIDICOLO, E PERCHÉ? NON SIAMO NOI ALL’ORIGINE DELLA PROTESTA. MA È VERO CHE SIAMO ACCOLTI BENISSIMO NEI LICEI: NOI SIAMO PER LA LOTTA NON VIOLENTA” - VIDEO
Anais Ginori per repubblica - Estratti
Oltre mille licei coinvolti nelle proteste, milleottocento fermati, più di trecento poliziotti e gendarmi feriti. La mobilitazione degli studenti francesi, partita poco più di una settimana fa dalle periferie di Parigi per denunciare la mancanza di insegnanti e di mezzi nella scuola pubblica, si è trasformata in una crisi nazionale segnata da scontri, incendi e devastazioni.
Nel giorno dichiarato come "atto secondo" del movimento studentesco, il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha denunciato una «violenza senza freni», convocando una riunione di emergenza con prefetti, vertici della polizia, della gendarmeria e responsabili dei servizi di intelligence per fare il punto sulla situazione.
I numeri mostrano un salto di scala impressionante rispetto al giorno precedente, visto che nel movimento di protesta sono stati coinvolti 1.027 istituti, ormai più di un liceo su quattro.
Per il ministero dell'Interno si è verificata «un aggravamento della situazione che non ha più nulla a che vedere con l'espressione legittima delle rivendicazioni liceali» e presenta «tutte le caratteristiche delle violenze urbane». Il ministro cita lanci di mortai pirotecnici, incendi di edifici pubblici e saccheggi di negozi. Il Guardasigilli ha riunito i procuratori per chiedere "massima severità" con i quasi duemila fermati, tra cui molti minorenni.
Gli incidenti più gravi si sono verificati a Marsiglia. Davanti al liceo Victor-Hugo, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell'équipe scolastica si sono ritrovati «cosparsi di benzina» mentre era in corso un tentativo di incendio dell'istituto. Anche se la prefettura e il rettorato hanno poi precisato che i dirigenti non sarebbero stati presi direttamente di mira ma "raggiunti da schizzi" di benzina, è comunque un'aggressione che poteva avere conseguenze drammatiche.
Sempre a Marsiglia un mezzo di primo intervento dei marinai-pompieri è stato incendiato e un altro veicolo del battaglione attaccato. Il sindaco socialista Benoît Payan ha denunciato «violenze inaccettabili, incendi e aggressioni contro insegnanti, vigili del fuoco, giornalisti e marsigliesi».
La tensione è stata alta anche a Nantes, dove l'atrio del liceo Nelson-Mandela è stato distrutto da un incendio doloso
Le violenze e i danneggiamenti hanno interessato scuole in numerose altre città, da Nizza a Digione, da Besançon a Valence, Tolosa, Bordeaux, Montpellier, Rennes, Strasburgo. Il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray ha denunciato a sua volta la «gravità estrema» delle violenze. (...)
«Non si tratta più di proteste liceali» sostiene Marine Le Pen, che parla di «sommosse organizzate» e accusa Mélenchon di essersi assunto «una grave responsabilità» mandando deputati e militanti davanti agli istituti. La leader del Rassemblement National chiede il ripristino dell'ordine e propone anche una nuova legge contro i casseurs, per rendere più facilmente perseguibile la partecipazione ai disordini. Ancora più duro Bruno Retailleau.
Il candidato della destra alle presidenziali del 2027 ha definito la France Insoumise un partito «affascinato dalla violenza», che «chiama alla sedizione» e «cerca persino di organizzare l'insurrezione». Secondo Retailleau, quanto sta accadendo davanti ai licei sarebbe una sorta di «prova generale» di ciò che potrebbe avvenire dopo le prossime presidenziali.
(...)
MÉLENCHON
Stefano Montefiori per corriere.it - Estratti
Nel cortile del Senato alcuni parlamentari della France insoumise fanno capannello attorno al loro leader, Jean-Luc Mélenchon, che parlamentare non è perché da tempo ha altre mire: diventare presidente della Repubblica. A 75 anni, la primavera prossima, proverà per la quarta volta a conquistare l’Eliseo.
(...)
Gli «insoumis» difendono i ragazzi e evocano il razzismo quando i poliziotti passano alle maniere forti, soprattutto nelle banlieue abitate dai francesi racisés , come dice Mélenchon, cioè appartenenti alle minoranze visibili, di origine araba o africana. Per questo sostegno ieri l’ex ministro dell’Interno e candidato della destra gollista all’Eliseo, Bruno Retailleau, ha detto che «fanno le prove di quel che succederebbe nel 2027 se Marine Le Pen vincesse le elezioni: organizzerebbero una insurrezione nel Paese», aggiungendo che «una questione va posta: la messa fuori legge della France insoumise».
Al Senato, davanti al microfono della tv Public Sénat , Mélenchon si difende: «Metterci fuorilegge? È ridicolo, e perché ? Perché le nostre idee non piacciono a Retailleau?
Questa dev’essere la prima protesta organizzata per telepatia, perché non ne siamo noi all’origine. Ma è vero che siamo accolti benissimo nei licei. Comunque lo dico e lo ripeto: noi siamo per la lotta non violenta».
Dopo l’esaltazione dei primi giorni ora Mélenchon modera i toni, anche perché i giovani sono già con lui. Secondo un sondaggio Ipsos per Le Monde , il 40 per cento della fascia 18-24 anni voterà Mélenchon alla presidenziale, contro il 20% per Marine Le Pen e appena il 5% per Raphaël Glucksmann. Il leader dell’estrema sinistra spera di qualificarsi al ballottaggio.
Ma se ci riuscisse, al secondo turno incontrerebbe una Marine Le Pen che in questi giorni invece invoca la fine della protesta e il ritorno all’ordine.
La rivolta nei licei diventa quindi anche una tappa dello scontro tra Le Pen, candidata della Francia di provincia, e Mélenchon paladino delle banlieue.
bruno retailleau
proteste studenti in francia
proteste studenti in francia
PROTESTE STUDENTI FRANCIA
proteste studenti francia 66
PROTESTE STUDENTI FRANCIA
PROTESTE STUDENTI FRANCIA
proteste studenti in francia
PROTESTE STUDENTI FRANCIA
PROTESTE STUDENTI FRANCIA
proteste studenti in francia






