batteria contraeree giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

NON SOLO GENERATORI ELETTRICI MA ANCHE BATTERIE CONTRAEREE E RADAR: IL GOVERNO MELONI IN GRAN SEGRETO MANDA ARMAMENTI A KIEV - LA DUCETTA SI AFFIDERA’ A UN DECRETO PER NON SPACCARE LA MAGGIORANZA (LA LEGA DEL FILOPUTINIANO SALVINI È CONTRARIA AL SOSTEGNO MILITARE ALL'UCRAINA). LA PREMIER E' COSTRETTA A MUOVERSI IN MODO CARBONARO ANCHE PER NON CEDERE TERRENO A DESTRA ALLA CONCORRENZA DEL GENERALE VANNACCI, ANCORA PIÙ DETERMINATO NEL CONTESTARE L'APPOGGIO A KIEV…

Gianluca Di Feo,Tommaso Ciriaco per “la Repubblica” - Estratti

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Si fa, ma non si dice. Palazzo Chigi parla solo di generatori elettrici, per dare una mano alla popolazione ucraina nel buio e nel gelo dell'inverno sotto le bombe.

 

Invece nel segreto il governo Meloni ha già deciso da settimane un poderoso sostegno militare, che è stato definito nei dettagli e verrà presto formalizzato nel tredicesimo "Decreto Aiuti": a Volodymyr Zelensky è stato promesso di renderlo operativo entro il prossimo ottobre. Armi di ultima generazione, che formeranno uno scudo contro la pioggia di ordigni russi.

 

Si tratta di altre batterie contraeree Samp-T nella versione NG in grado di abbattere i missili balistici, di intercettori Aster 30 e dei radar per avvistare gli incursori di Mosca. Sono frutto di un'intesa tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni siglata a luglio, grazie anche alle ottime relazioni personali tra il ministro Guido Crosetto e il premier Lecornu, suo ex collega alla Difesa. Sono tutti sistemi protettivi, senza capacità offensive, prodotti congiuntamente dalle due nazioni.

 

(…)

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Ci sarà la vendita – finanziata dai prestiti della Ue – di quattro batterie Samp-T NG: quelle più moderne che hanno prestazioni pari, se non superiori, ai Patriot americani.

 

Saranno accompagnate da sette radar con grande raggio di scoperta: sei realizzati dalla francese Thales e uno dall'italiana Leonardo. Inoltre Parigi e Roma autorizzeranno la produzione degli intercettori Aster 30 N1BT in Ucraina, in modo da renderla autonoma nel settore della difesa antimissile: Zelensky sostiene che questi contratti saranno firmati entro settembre.

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse

Poiché i raid russi stanno infliggendo ogni giorno danni gravi alle città, Kiev ha l'urgenza di ricevere subito armamenti operativi. Per questo l'Italia manderà entro ottobre una fornitura di intercettori Aster 30 prelevati dai magazzini delle nostre forze armate.

 

Serviranno per le batterie già schierate in Ucraina e per altre due "anticipate" dall'Eliseo sottraendole al suo esercito, che poi le sostituirà con quelle antimissile non appena usciranno dalle fabbriche.

 

Tutti i materiali, anche quelli di nuova costruzione, dovranno arrivare sul campo entro il 2027. In questo modo lo scudo contraereo di Kiev non dipenderà soltanto dai Patriot statunitensi, che la Casa Bianca nega o centellina, ma potrà contare su una massiccia barriera italo-francese composta da sei batterie Samp-T.

 

Matteo Salvini

Il valore complessivo dell'operazione dovrebbe essere vicino ai tre miliardi di euro e sarà coperto dai fondi Ue dell'Ukraine Support Loan, di cui due giorni fa è stato confermato il rifinanziamento. Salverà tanti civili dai bombardamenti, rafforzerà la lotta contro gli invasori e creerà occupazione nelle nostre industrie.

 

Ci sarà anche uno sviluppo tecnologico, perché darà modo di testare in condizioni reali l'unico scudo antimissile europeo: il pilastro del progetto Michelangelo Dome.

 

Il piatto forte del Tredicesimo Decreto Aiuti sarà composto quindi dalla cessione degli intercettori Aster 30 presi dai nostri arsenali e dalla licenza per costruirli a Kiev oltre alla vendita del radar Kronos e delle componenti made in Italy per le quattro batterie Samp-T.

 

roberto vannacci

Il ricorso alla formula del Decreto offrirà al governo due vantaggi. Il primo è procedurale: permette di saltare l'iter per autorizzare l'export di armamenti, in genere estremamente lento.

 

Il secondo è politico: tutto viene coperto dal segreto, senza rischiare scontri con la Lega – contraria al sostegno militare all'Ucraina – e limitando i contraccolpi nel clima di campagna elettorale. Oltre a salvaguardare la coesione della maggioranza, la premier deve fare i conti con la concorrenza a destra del generale

 

Vannacci, ancora più determinato nel contestare l'appoggio a Kiev. Sul piano internazionale, la linea di Giorgia Meloni è un'eccezione: gli altri leader non nascondono il contributo alla resistenza contro gli invasori; lei lo concretizza nel silenzio, preoccupata di non guastare gli equilibri di una coalizione profondamente spaccata sulla politica estera.

sistema di lancio TOS1a 2ZELENSKY 35ESIMO ANNIVERSARIO INDIPENDENZA UCRAINAarmi ucraina

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