BILANCIO SBILENCO! – LE RICCHE REGIONI DEL NORD ITALIA SONO QUELLE CHE PROTESTANO CON PIÙ FORZA CONTRO IL RISCHIO DI UN BILANCIO EUROPEO RISICATO PER I PORSSIMI 7 ANNI – A SCATENARE IL MALCONTENTO È LA RIFORMA DEI FONDI REGIONALI DELL'UE: LA COMMISSIONE INTENDE SPOSTARE MILIARDI DI EURO DALLE POLITICHE REGIONALI ALLA DIFESA. UNA SCELTA CHE RISCHIA DI METTERE A REPENTAGLIO RISORSE FONDAMENTALI PER I TERRITORI – IL PRESIDENTE LEGHISTA DELLA LOMBARDIA, ATTILIO FONTANA, È INCAZZATO NERO: “LE MODIFICHE PROPOSTE AL BILANCIO DELL'UE SONO INACCETTABILI...”
Estratto da “Brussels Playbook Capitals”, la newsletter di “Politico UE” – articolo di Gregorio Sorgi e Clea Caulcutt
attilio fontana matteo salvini - meeting cl rimini
[...] Sono Gregorio Sorgi e vi scrivo da una Bruxelles grigia e fredda. Quando ho iniziato a occuparmi del bilancio dell’UE nel 2024, le regioni e le città avvertivano già che il nuovo bilancio settennale le avrebbe penalizzate. Due anni dopo, la loro rabbia nei confronti della Commissione europea è aumentata. Entriamo nel vivo. [...]
LA RIVOLTA DEI RICCHI
RABBIA A MILANO: Le ricche regioni del Nord Italia guidano la protesta contro il prossimo bilancio settennale dell'UE, avvertendo che i tagli ai finanziamenti comprometteranno seriamente le amministrazioni locali. Mentre le regioni più povere del Sud, considerate prioritarie, vedranno tutelati i propri fondi europei, il Nord più ricco si sente maggiormente esposto.
ursula von der leyen discorso stato dell'unione 3
La protesta a Bruxelles: Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, politico di lungo corso della Lega, partito di destra, è arrivato a Bruxelles per sfogare tutta la sua rabbia contro la Commissione. Le modifiche proposte al bilancio dell'UE sono «assolutamente inaccettabili e contrarie alla logica e agli interessi delle nostre regioni», ha dichiarato ai giornalisti la scorsa settimana.
Non è solo: Fontana è tutt'altro che isolato nella sua battaglia contro Bruxelles e ha stretto un'alleanza con i presidenti di altre regioni settentrionali, come Piemonte, Liguria e Veneto, per portare all'attenzione del governo italiano le loro rimostranze sul bilancio. «Le battaglie migliori sono quelle difficili. Quelle facili sono capaci tutti di combatterle», ha aggiunto Fontana. Anche le regioni tedesche, i Länder, hanno espresso malcontento.
ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse
Che cosa non piace alle regioni: La riforma dei fondi regionali dell'UE, noti come politica di coesione, proposta dalla Commissione ha provocato un'ondata di preoccupazione in tutta Europa. Nella sua proposta di bilancio per il periodo dal 2028 al 2034, l'esecutivo europeo ha spostato miliardi di euro dalla politica regionale verso nuove priorità, come la difesa e la competitività.
Regioni contro capitali: La Commissione ha inoltre accorpato i finanziamenti regionali e i sussidi agli agricoltori in un unico fondo gestito dai governi nazionali. Per Fontana, sostenitore dell'autonomia regionale che ha trascorso la sua carriera politica opponendosi al governo di Roma, questo modello ha il sapore della «centralizzazione».
MATTEO SALVINI ATTILIO FONTANA
È una questione di soldi, soldi: Di conseguenza, «potremmo essere costretti a fermare una parte della nostra regione», ha avvertito Fontana. Il presidente lombardo ha dichiarato a Brussels Playbook Capitals che la Lombardia potrebbe perdere 1 miliardo di euro tra fondi regionali e sussidi agli agricoltori nei prossimi sette anni, con una conseguente carenza di investimenti.
Meno soldi, meno certezze: L'esecutivo europeo ha stanziato 218 miliardi di euro per le regioni più povere, ma non ha fornito a nessun altro garanzie sull'ammontare dei finanziamenti che riceverà nei prossimi sette anni.
Chiedete al vostro governo: Con il nuovo sistema, spetterà ai governi nazionali decidere come ripartire i fondi tra regioni, città e agricoltori. «La Commissione ha dato carta bianca alle capitali nazionali, quindi spetta alle regioni fare pressione sui rispettivi governi», ha dichiarato un funzionario dell'UE a conoscenza delle trattative.