“LE PRIMARIE? MEGLIO UN’INTESA TRA SCHLEIN E CONTE. PER UNIRE IL CENTROSINISTRA CI VUOLE UN TERZO NOME” - “ROSPY” BINDI E’ ORMAI UN DISCO ROTTO E PROPONE BERSANI COME FEDERATORE: “IL TERZO NOME NON PUÒ ESSERE QUELLO DI GUALTIERI, SALIS, MANFREDI O DECARO, SONO TUTTI POTENZIALI CONCORRENTI ALLE PRIMARIE E PERCHÉ MAI I DUE PIÙ TITOLATI, CONTE O SCHLEIN, DOVREBBERO CEDERE? INSISTO SU BERSANI” – POI L’EX MINISTRA “PIU’ BELLA CHE INTELLIGENTE” (SILVIO BERLUSCONI DIXIT) SI LANCIA NEL TOTOGOVERNO: “PER GLI INTERNI ABBIAMO GABRIELLI. E RUFFINI? UN MINISTERO ECONOMICO ANDRÀ BENISSIMO” (A SIGNO’, CI SAREBBE PURE RENZI, CHE FACCIO, LASCIO?)
Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” - Estratti
Rosy Bindi, cosa pensa dello Stabilicum?
«È una manomissione della Carta con legge ordinaria.
Due gli aspetti più pericolosi.
Un premio di maggioranza esorbitante, che viola il principio secondo il quale i voti sono tutti uguali, e il Parlamento che diventa ininfluente rispetto allo strapotere del capo del governo, investito direttamente dal voto popolare». (...)
Lei firmerà i ricorsi?
«Sì, lo farò. La Corte deciderà sugli enormi profili di incostituzionalità, come la parità di genere, l’elezione del Senato su base nazionale e la raccolta esorbitante delle firme. Mi auguro che i giudici valutino, soprattutto, i due aspetti più critici, il premio di maggioranza e l’elezione diretta del premier».
(...)
Non è vero che Schlein ha stretto un «patto» con Meloni, perché questa legge le consente di fare le primarie?
«Non conosco i retroscena e presumo la trasparenza di quelli della mia parte. Se uno fa una battaglia seria e motivata contro questa legge, poi non può fare le primarie per indicare il capo della coalizione. È un cedimento culturale nei confronti di questa riforma. Per coerenza dovrebbero dire che noi, avendola combattuta, non ci pieghiamo».
Se Conte non vuole lasciare a chi ha un voto in più e Schlein stoppa i terzi nomi, come lo scegliete il leader senza primarie?
«Chi ha deciso di dare vita a una coalizione per battere questa destra pericolosa, che vuole comandare occupando tutte le cariche di garanzia compreso il Quirinale, non può fare della scelta del premier una questione spinosa al punto da rendere impossibile un accordo».
Chi, se non Schlein o Conte? Lei insiste col federatore?
«Io voterò per una donna a Palazzo Chigi, ma per me sono legittimati entrambi. Schlein è la segretaria del partito più grande e Conte ha già governato. Ma poiché la decisione diventa un elemento divisivo, si scelga un padre nobile del centrosinistra e gli si affidi il compito di unire attraverso la squadra e il programma. Poi tutti a fare campagna, da subito».
Conte ha proposto Gualtieri. Che ne pensa?
«Ottimo sindaco, ma il terzo nome non può essere quello di Gualtieri, Salis, Manfredi o Decaro, sono tutti potenziali concorrenti alle primarie e perché mai i due più titolati dovrebbero cedere? Ci vuole uno al di sopra delle parti».
E chi mai sarebbe? Bersani?
«Siccome io sono testarda, sì, insisto su Bersani, anche se lui giustamente si schermisce. Il presupposto è un atto di generosità di Schlein e Conte. Il mondo è grande e il tempo è lungo».
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Vuol dire che a Chigi ci andranno alle calende greche?
«No, che entrambi hanno un futuro, nell’immediato e nella prossima legislatura».
Nel suo totogoverno dove sta Conte? Alla Camera? A Bruxelles?
«Le dico solo che per gli Interni abbiamo Gabrielli».
E Ruffini?
«Un ministero economico andrà benissimo. Di classe dirigente che può servire la Repubblica e avere una autorevolezza internazionale ne abbiamo moltissima».
(...)
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ROSY BINDI



