AVVISATE I FILO-PUTINIANI DE' NOANTRI (VANNACCI E CONTE IN TESTA): TRA LE CANCELLERIE EUROPEE SERPEGGIA LA PAURA CHE MOSCA, CON I SUOI HACKER, SIA IN GRADO IN MANIPOLARE IL VOTO ELETTRONICO E POSTALE - IN ESTONIA, DOVE LE URNE DI APRIRANNO IL PROSSIMO MARZO, IL 50% DEGLI ELETTORI ESPRIME LA PROPRIA PREFERENZA DA CASA E IL TIMORE E' CHE I DATI VENGANO "RITOCCATI" DAL CREMLINO PER FAVORIRE I CANDIDATI PIÙ VICINI A PUTIN - DA ANNI "MAD-VLAD" INFLUENZA L'OPINIONE PUBBLICA OCCIDENTALE MA, ORA, È NELL'UE SI TEME CHE DECIDA DI MODIFICARE DIRETTAMENTE LE SCELTE DEGLI ELETTORI...
Estratto dell'articolo di Claudio Tito per "la Repubblica"
Il voto elettronico e il voto postale. Nella guerra ibrida messa in atto dalla Russia contro l'Europa si apre un nuovo fronte. Quello della manipolazione diretta dei risultati elettorali.
In una delle ultime riunioni del Consiglio del Nord Atlantico, ossia la sede decisionale più alta della Nato, sono state analizzate di nuovo le minacce del Cremlino. Segno che al di là delle rassicurazioni fornite da Vladimir Putin, in pochi nel Vecchio Continente si sentono tranquilli in questo momento.
Le attenzioni si sono allora concentrate lungo due direttrici. La prima è quella tradizionale di un'eventuale aggressione militare. In particolare le preoccupazioni riguardano i Paesi baltici: se Putin volesse testare la capacità di reazione dell'Alleanza occidentale - è la convinzione emersa nel Quartiere generale di Bruxelles -,
lo farebbe infatti in quell'area. Anzi, secondo i rapporti dell'Intelligence occidentale questo è davvero il punto più debole su cui la Nato deve intensificare la cosiddetta "prontezza". La vicinanza geografica e le dimensioni dei tre Stati baltici potrebbero favorire le minacce russe.
[...] Ma l'altro aspetto per certi versi è persino più allarmante. Tra le Cancellerie del Vecchio Continente sta crescendo l'apprensione. E alcuni capi di governo e della Ue ne hanno persino discusso a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu appena conclusa a New York. L'infiltrazione e la manipolazione digitale di Mosca - è il timore - potrebbe colpire direttamente le prossime elezioni politiche. Soprattutto in quei Paesi dove è in uso il voto elettronico. Confermando così il dossier della Cia reso noto nei giorni scorsi.
E ancora una volta lo sguardo si volge verso il Baltico. Perché il prossimo marzo si apriranno le urne in Estonia. In questo Paese si può votare online dal 2007 e almeno il 50 per cento degli elettori ricorre a questa modalità. Il rischio che le "macchine elettroniche" del Cremlino violino le procedure di sicurezza non viene giudicato residuale nelle relazioni che iniziano a circolare tra i servizi segreti europei e anche della Nato. Per di più anche in Francia, ma solo per l'elezione dei deputati nei collegi d'Oltremare, è possibile utilizzare il voto elettronico.
Non lo è ancora per il Presidente della Repubblica, ma solo l'eventualità che venga condizionata la rappresentanza nella Camera legislativa, sta facendo alzare il livello di inquietudine.
È la stessa apprensione che inizia ad aumentare anche in relazione al voto postale. Molti Paesi, tra cui l'Italia, prevedono per i residenti all'estero questo tipo di espressione della preferenza elettorale. In questo caso il timore è che possano essere manipolati gli elenchi degli aventi diritto al voto.
Insomma, la guerra ibrida della Russia assume contorni sempre più complicati da affrontare. Soprattutto se si considera che nei prossimi mesi, oltre all'Estonia, si recheranno alle urne la Bulgaria, la Francia, la Spagna, l'Italia, la Grecia e la Polonia. La manipolazione dell'opinione pubblica e del voto materiale sta diventando sempre più l'arma principale nelle mani di Putin e di chi lo sostiene anche negli Stati membri della Ue.





